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Suzzanna: Buried Alive, la recensione dell'horror originale Netflix

Suzzanna scopre di essere incinta ma una notte, mentre il marito si trova all'estero, viene uccisa: il suo fantasma è ora in cerca di vendetta.

recensione Suzzanna: Buried Alive, la recensione dell'horror originale Netflix
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Suzzanna e Satria sono sposati da sette anni e la loro relazione non potrebbe essere più solida: l'uomo è il presidente di una fabbrica locale e la moglie vive in casa con i tre fidati domestici. Quando la donna scopre di essere incinta, dopo vari tentativi andati a vuoto, il loro idillio sembra aver raggiunto il picco massimo ma, solo qualche giorno dopo, Satria riceve la notizia di un momentaneo trasferimento in Giappone per stringere accordi commerciali con nuovi partner.
Durante il periodo di assenza dell'uomo, un piccolo gruppo di dipendenti (Jonal, Umar, Dudun e Gino), insoddisfatti delle scarse condizioni salariali, decide di vendicarsi del proprio capo organizzando una rapina nella sua casa. Il furto sarà commesso quando Suzzanna e gli inservienti trascorreranno la serata in un cinema all'aperto, ma durante la proiezione la futura madre si sente male alla vista delle scene horror del film trasmesso e decide di tornare a casa da sola.

In Suzzanna: Buried Alive gli improvvisati ladri non riescono a gestire la situazione e vengono scoperti dalla donna, che tenta di fuggire in giardino. Dopo un breve inseguimento, viene involontariamente uccisa, così come il bambino che porta in grembo, ma il suo spirito - che ora cerca vendetta - resta nella dimora come nulla fosse (all'apparenza risulta esteticamente identica anche ai domestici) e inizia a tormentare i suoi aguzzini scatenando il terrore nella piccola comunità.

Ghost world

Nella mitologia indonesiana il sundel bolong è uno spirito vendicativo dalle sembianza di una donna dai lunghissimi capelli neri che indossa un vestito bianco, spesso associato alla figura delle prostitute per via del grosso buco che lo caratterizza sul fondoschiena. Non è questo il caso di Suzzanna: Buried Alive ma, almeno dal punto di vista estetico, il fantasma della protagonista è conforme alla descrizione. Questo film autoctono è firmato dallo specialista Rocky Soraya, qui co-regista a quattro mani insieme al collega Anggy Umbara, al quale dobbiamo altri titoli che riprendono credenze del folklore locale come il dittico di The Doll (2016-2017), Il terzo occhio (2017) e Sabrina (2018), tutti disponibili nel catalogo di Netflix dove il qui oggetto di recensione è da poco giunto come esclusiva-originale.

Ci troviamo davanti a una produzione che mescola il tipico canovaccio dell'horror indigeno (e orientale in generale) a una sorta di humor nero, in un mix atipico che - dopo l'iniziale curiosità - cede ben presto spazio a una spenta monotonia, risultando fiacco in entrambe le sue anime.
L'eccessiva durata, che supera di poco le due ore, complica poi ulteriormente le fila di un intreccio che si sarebbe potuto risolvere molto prima - e un paio di presunti colpi di scena nella parte finale non giustificano la precedente attesa.

Paura e risate?

Il terrore adopera i soliti trucchetti del filone, tra porte che si aprono, inquietanti sussurri nel buio notturno e improvvise apparizioni dell'entità, e la comicità è quasi esclusivamente giocata su gag splapstick, che vedono coinvolti principalmente i tre domestici, che non trovano adeguato supporto dalle anonime interpretazioni del cast. I momenti più spassosi si hanno così quando lo spirito si mette in posa e lancia strani urletti, scelta sicuramente voluta per smorzare l'impatto tensivo che risulta a suo modo piacevolmente ridicola.

Suzzanna: Buried Alive procede così tra ovvie, e comprensibili, forzature e una manciata di godibili sequenze splatter che rimangono tra i pochi spunti interessanti della visione, troppo indirizzata al pubblico autoctono per conquistare con efficacia anche quello occidentale.
Nulla a che spartire con opere ben più meritevoli e che condividono la stessa provenienza come May the Devil take you di Timo Tjahjanto(2018), ad esempio, anch'esso presente nel catalogo della piattaforma di streaming e assolutamente consigliato a chi cerca emozioni forti a tema.

Suzzanna: Buried Alive Nonostante una regia discreta nella gestione dei personaggi, del fantasma vendicativo al centro della vicenda e una manciata di gradevoli sequenze splatter, Suzzanna: Buried Alive si rivela un titolo troppo debole per lasciare il segno. Quest'horror indonesiano firmato dallo specialista Rocky Soraya recupera una figura spiritica radicata nel folklore locale e la contestualizza in una storia ricca di forzature dove la comicità, nera o leggera che sia, sbraccia per avere un ruolo da co-protagonista, smorzandone di fatto la generale carica tensiva e indirizzando la narrazione su un tono da ridicolo involontario che stona con la presunta drammaticità dell'incipit - che vede una futura madre venire uccisa, insieme al bambino che porta in grembo, da un gruppo di improvvisati rapinatori. L'eccessiva durata, interpretazioni del cast al di sotto della media e un generale senso di apatia tolgono così spazio anche agli spunti potenzialmente più interessanti, adagiandosi stancamente su un colpo di scena finale dal sapore dolce-amaro quanto mai improbabile.

5

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