Survivor, la recensione del film con Milla Jovovich e Pierce Brosnan

Un'agente di sicurezza americana in sede a Londra deve sventare un attentato terroristico e provare la sua innocenza.

recensione Survivor, la recensione del film con Milla Jovovich e Pierce Brosnan
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Kate Abbott è stata da poco assunta all'ambasciata diplomatica americana a Londra ed è considerata da colleghi e superiori come uno dei migliori elementi dell'Intelligence. Il suo compito è quello di impedire l'entrata nel Paese di potenziali terroristi e la richiesta di visto del dr. Balan la mette in allarme. I sospetti della donna sono fondati dato il ricatto subito da uno dei più anziani colleghi, costretto dagli eventi a cancellare dati compromettenti, ma prima di scoprire la verità un'esplosione al ristorante (in cui perdono la vita altri collaboratori) in cui è l'unica sopravvissuta la rende la maggiore indiziata del tradimento. In Survivor, Kate è costretta a fuggire sia dai servizi segreti britannici, convinti della sua colpevolezza, che da un implacabile killer conosciuto come l'orologiaio, braccio armato di un'organizzazione terroristica pronta a compiere un imminente massacro di innocenti.

Sola contro tutti

Quando un action-thriller risente della mancanza di originalità la colpa è spesso da imputare alla fase di sceneggiatura e Survivor paga proprio le debolezze di uno script derivativo incapace di aggiungere nuovi spunti all'abusato filone. Le coordinate dello spy-movie di cassetta sono rispettate in pieno, tra numerosi inseguimenti e "insospettabili" tradimenti, in un contesto che pone l'accento sul pericolo terrorismo (con tanto di memorandum pre titoli di coda che ci informa di come solo a New York siano stati sventati oltre cinquanta attacchi dall'11 settembre 2001) in maniera fin troppo superficialmente di genere. Motivazioni labili, risvolti non sempre verosimili e l'approssimativa caratterizzazione della protagonista interpretata da un'anonima Milla Jovovich rendono il costrutto troppo debole per risultare realmente appassionante, con la stessa resa dei conti finale che si rivela priva del necessario pathos. Tanto che a emergere è il carismatico villain interpretato da Pierce Brosnan, killer implacabile sulle tracce della rossa agente. Con elementi che portano alla mente in maniera forzata i risvolti di un classico quale I tre giorni del Condor (1975) e altri cult a tema, il regista James McTeigue realizza una confezione sì adeguata ma al contempo incolore dove la tensione si maschera dei prevedibili stereotipi in una ricerca spasmodica di adattarsi ai canoni contemporanei del filone: e proprio su questo tentativo di adeguamento a tutti i costi l'operazione perde di personalità.

Survivor Una bella agente del servizio di sicurezza americano, stanziata all'ambasciata di Londra, deve scagionare se stessa e sventare un attentato terroristico in questo action-poliziesco che si adagia senza sussulti sui canoni del genere contemporaneo. Survivor è un film stanco e prevedibile e la comunque discreta messa in scena operata da McTeigue non provoca mai la necessaria suspense o tensione emotiva, tra personaggi secondari privi di profondità e dinamiche viste e riviste all'interno del relativo filone. E il villain di Pierce Brosnan, pur caratterizzato con diverse forzature, si mangia in un sol boccone la tipica e infallibile protagonista di Milla Jovovich. Il film andrà in onda stasera, venerdì 23 febbraio, alle 21.20 su ITALIA 1.

5

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