Supervixens, il pulp erotico tra i cult di Quentin Tarantino

Nel 1975 Russ Meyer firma un sexploitation folle e iconoclasta, una bizzarra avventura erotica on the road sulle ali del grottesco.

recensione Supervixens, il pulp erotico tra i cult di Quentin Tarantino
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I film del compianto Russ Meyer, scomparso nel settembre del 2004, sono stati oggetto di riscoperta negli ultimi due decenni, in gran parte per merito di Quentin Tarantino che ha spesso citato il collega americano tra i massimi ispiratori delle sue opere. Da sempre grande masticatore di cinema di serie B, il regista di un esaltante caleidoscopio citazionista quale C'era una volta a... Hollywood (2019) non poteva che essere attratto dallo stile iconoclasta e sopra le righe di Meyer, autore di veri e propri cult rivalutati dalla critica moderna come Lorna (1964), Faster, Pussycat! Kill! Kill! (1965), Lungo la valle delle bambole (1970) e per l'appunto Supervixens, titolo del 1975 qui oggetto di recensione.
Alfiere della sexploitation, di quel "nuovo filone erotico" che attirava (per i grandi incassi col minimo sforzo) ma al contempo intimoriva (per essere associati a produzioni di dubbio gusto) le major, il cineasta americano ha realizzato nel corso della sua carriera pellicole che hanno fatto scalpore e che tentavano di aggiornare con invenzioni inedite e piacevolmente iconoclaste il sesso sul grande schermo.

Una fuga ricca di sorprese

La trama di Supervixens vede per protagonista il giovane e aitante benzinaio Clint, fidanzato con la gelosa e possessiva SuperAngelica, una ragazza ossessionata dal sesso in ogni sua forma. In seguito a un litigio violento tra la coppia, un vicino di casa contatta la polizia che interviene prontamente: l'agente che seda la rissa tra i due, lo psicopatico Harry Sledge, finisce per andare a letto con la "vittima" ma comprende in prima persona come il carattere della mangiauomini sia di quelli fin troppo tosti e, in un moto di rabbia in seguito all'ennesima critica subito, la uccide nella vasca da bagno, facendo ricadere poi la colpa proprio su Clint. Questi, senza uno straccio di alibi, è così costretto alla fuga e inizia a fare autostop, incontrando sulla sua strada individui sempre più strambi e pericolosi.

Da una coppia "open minded" a marito e moglie di origine tedesca proprietari di una fattoria, fino ad una giovane afroamericana sordomuta figlia del gestore di un motel, Clint viene spinto e sedotto dalle donne che incontra rischiando di procurare accesi contrasti con le figure maschili che le accompagnano. Durante il suo peregrinare, il ragazzo arriva in una stazione di servizio gestita dalla bella vedova Supervixens, identica in tutto e per tutto alla sua ex fidanzata. E quando le cose sembrano mettersi per il meglio, la ricomparsa del poliziotto Harry complica nuovamente i piani.

Di tutto e di più

La critica statunitense lo ha definito come "un luna park scatenato ricco di situazioni comiche e surreali" e non possiamo che essere d'accordo con i colleghi d'Oltreoceano, giacché i cento e rotti minuti di Supervixens sono un puro concentrato di follia, sboccata, spassosa e ricca di rimandi a un universo pop ancor oggi apprezzabilissimo. Ci troviamo infatti davanti a un film straripante nei suoi dichiarati eccessi, dove un erotismo spinto (i nudi integrali e i doppi sensi si sprecano nel corso dei sempre più assurdi eventi) si accompagna a una carica umoristica pseudo-demenziale e grottesca al contempo, dando vita a un calderone di situazioni sempre fresche e originali. Un puro cult nel suo sottogenere d'appartenenza, potenzialmente misogino e sicuramente irripetibile al giorno d'oggi nell'era #MeToo, che anche a dispetto degli oltre quarant'anni trascorsi dalla sua uscita regge con efficacia il peso del tempo.

Nessun limite

Supervixens affida la sua prorompente carica hot alla presenza nel cast, in ruoli più o meno corposi, di diverse supermaggiorate, ben sette e dal fascino eterogeneo, le quali tentano tutte di sedurre il protagonista interpretato da Charles Pitt, con risultati in gran parte delle occasioni più che compromettenti per il "malcapitato" benzinaio, costretto a sfuggire alla collera di mariti traditi e padri iper-protettivi.
Con una scena di violenza ad alto tasso tensivo, comunque smussata da dialoghi paradossali e goliardici, come quella dell'omicidio nella vasca e una resa dei conti finale di proporzioni esplosive, che cita anche l'iconico versetto "beep-beep" dell'omonimo personaggio nemico giurato di Willy il Coyote, la varietà è ampiamente garantita nel corso della fremente narrazione, tra granai che ballano per l'intensità degli amplessi (la parte ambientata nella fattoria della coppia teutonica è tra le più esilaranti) e scatenati inseguimenti su quattro ruote per le lande desertiche. Il tutto al servizio di un'operazione che non nasconde la propria natura ma anzi la esalta per offrire un divertimento sporco e cattivo senza freni inibitori di sorta.

Supervixens Supervixens è tra le opere più folli e riuscite (come testimoniato dal clamoroso successo di pubblico: 17 milioni di dollari d'incasso nei soli Stati Uniti, a fronte di un budget che si aggirava sui centomila dollari) di Russ Meyer, regista e artista guru della sexploitation tra i più amati da Quentin Tarantino, che lo ha omaggiato a più riprese in Grindhouse - A prova di morte (2007). Un film che mescola erotismo e violenza, per lo più di stampo cartoonesco, in maniera geniale e grottesca, sempre pronto a tirare fuori dal cilindro circostanze impreviste in cui il sesso è, ovviamente, elemento predominante. Ma i cento minuti di visione sanno offrire sorprese inaspettate e un irresistibile divertimento di genere, trasformando gli stereotipi e i leit-motiv di certo cinema "basso" in uno scoppiettante melting pot di situazioni e personaggi dai notevoli spunti caricaturali. Il film andrà in onda giovedì 12 dicembre alle 23.15 su CIELO TV.

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