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Super Dark Times, la recensione del film di Kevin Phillips

L'amicizia fraterna tra due adolescenti va in crisi dopo un tragico incidente in cui perde la vita un compagno di scuola.

recensione Super Dark Times, la recensione del film di Kevin Phillips
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1996, Upstate New York. Gli adolescenti Zack e Josh sono amici inseparabili entrambi innamorati della bella Allison, una loro compagna di scuola. Un giorno incontrano per strada Daryl, preso di mira per la sua corpulenta stazza e Charlie, studente di terza media, e cominciano a frequentarli. Alla fine della settimana Josh invita a casa sua gli amici che, giunti nella stanza del fratello del proprietario (marine attualmente al servizio nell'esercito) sono incuriositi da una katana e da un pacchetto di marijuana, connubio che porterà al ferimento mortale di uno dei ragazzi. Colti prima dal dolore e poi dal panico, decidono di nascondere il corpo nella vicina boscaglia e così anche l'arma del delitto, ma la tragedia cambierà inevitabilmente le loro esistenze.

Il giorno in cui tutto cambiò

Inizia come uno Stand by me (1986) ambientato a metà degli anni '90, ma ben presto le atmosfere crepuscolari e sofferte lasciano spazio ad uno sguardo più estremo che sfocia progressivamente nell'horror, prima psicologico e poi di matrice slasher, in un crescendo di violenza fisica e morale che spiazza viste le premesse di partenza. Super Dark Times (disponibile su Netflix) è un film che non fa sconti e che oltre alla solida componente di genere, esplodente in un finale al cardiopalma, pone un bel ritratto adolescenziale dell'ultimo decennio dello scorso secolo, dando vita a personaggi parzialmente verosimili nella gestione dei traumi subiti e offrendo diverse citazioni dall'immaginario nerd dell'epoca, sia quello di stampo fumettistico o televisivo. Si può rintracciare qualche similitudine con la serie cult Tredici, dalla quale proviene anche la "mamma" Amy Hargreaves, qui genitrice del protagonista Zack, sia per la gestione delle dinamiche scolastiche (con le voci e i sussurri che si rincorrono tra le aule) che per il connubio tra musica e immagini, con una colonna sonora ad hoc che ben filtra lo stato emozionali dei rispettivi personaggi.
Il regista esordiente Kevin Phillips crea un'atmosfera suggestiva e via via sempre più torbida e instabile, offrendo campo a sequenze oniriche di raro e morboso fascino e concedendo un pizzico di spazio ad un patinato erotismo, lasciando che la fondamentale sottotrama sentimentale risulti ben amalgamata al resto del racconto. Racconto in cui ad emergere prepotente è il costante senso di paranoia, della paura di essere scoperti e accusati di un delitto la cui casualità non copre in nessun modo le successive colpe.

Super Dark Times Un'amicizia fraterna va in frantumi dopo un tragico incidente nel quale perde la vita un ragazzo e il successivo insabbiamento del delitto non fa che complicare ulteriormente le cose: Super Dark Times ha un inizio alla Stand by me (1986) salvo poi deflagrare in una spirale di paranoia e violenza fisica e psicologica che trova sprezzante apoteosi negli ultimi minuti, mettendo in scena al contempo un efficace sguardo sulla realtà adolescenziale degli anni '90. Un film che sfrutta il suo basso budget con soluzioni registiche moderne, strizzanti l'occhio a diverse serie tv contemporanee, e si fregia delle convincenti interpretazioni del giovane cast, composto perlopiù da volti provenienti proprio dal piccolo schermo.

7.5

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