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Sulla stessa onda, la recensione del film Netflix

Massimiliano Camaiti esordisce nel lungometraggio con un teen drama delicato e consapevole, dal respiro internazionale.

Sulla stessa onda, la recensione del film Netflix
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Che le produzioni italiane di Netflix soffrano di una certa monotonia, almeno a livello di ambientazione, è un dato di fatto. Dal mediocre e velleitariamente nostalgico Sotto il sole di Riccione (2020) fino alla serie Summertime le amate spiagge del nostro Paese hanno fatto da sfondo ad amori adolescenziali di diverso tipo.
Questa volta è il turno della Sicilia, con le riprese effettuate tra Palermo e San Vito lo Capo, ma a livello di toni e atmosfere ci troviamo di fronte a qualcosa di molto diverso dai due titoli appena citati. Se nei suddetti i toni erano generalmente più goliardici e scanzonati, qui la cornice balneare è un semplice sfondo della tormentata love-story tra i due giovani protagonisti, che viene messa a rischio dalla grave malattia della quale soffre lei.
Il rischio di trovarsi di fronte all'ennesimo film strappalacrime che utilizza una tragedia privata per stravolgere emotivamente il pubblico è scongiurato, così come l'effetto televisivo tipico delle fiction generaliste. Perché Sulla stessa onda, pur in tutti i suoi limiti, è finalmente una pellicola facilmente esportabile all'estero, capace di rendere il racconto narrativamente universale e con una confezione più riuscita rispetto alla, bassa, media nazionale.

Fino alla fine

Sara e Lorenzo si incontrano a un corso di vela estivo sull'Isola di Favignana e durante i giorni di allenamento capiscono di essersi innamorati. Lei è una delle allieve più promettenti del gruppo e ha una grande passione per il mare, mentre lui lavora lì come aiuto-istruttore.
Tornati a casa, a Palermo, i due restano in contatto ma il rapporto si complica per via della condizione degenerativa dalla quale la ragazza è affetta, che rischia con il passare del tempo di aggravare sempre più le sue condizioni di salute. Una distrofia muscolare incurabile, che mette Sara di fronte alle proprie paure e a un futuro incerto. Proprio per questo ha deciso di nascondere il tutto a Lorenzo, che quando lo scopre cede inizialmente al panico, salvo poi comprendere come il suo amore per lei sia talmente grande da restarle vicino soprattutto nei momenti peggiori a venire.
Con le lancette del tempo che pesano come un inesorabile macigno sui loro cuori, i due giovani dovranno vivere al massimo ogni momento trascorso insieme.

Quel che non t'aspetti

Il prologo, con un falò sulla spiaggia e battute di vario genere tra un gruppo di ragazzi, poteva far pensare all'ennesima produzione senza arte né parte, ma con il passare dei minuti si percepisce come Sulla stessa onda sia di ben altra pasta rispetto a titoli omologhi.
Lo stile che asciuga la pura retorica, evitando eccessi di sorta ma ponendo anzi i personaggi di fronte a difficoltà e situazioni più che verosimili, è uno dei maggiori pregi dei novanta minuti di visione. Il film inoltre non cede a scontate facilonerie, molto spesso diffuse nel nostro cinema, ma anzi guarda a prototipi apprezzati e consolidati, nel tentativo di creare un sottotesto credibile, con figure secondarie meno caricaturali del solito - in particolare i genitori dei due - e un ricorso alle canzoni ben ibridato al relativo contesto.
A tal riguardo è inusuale, ma assai apprezzata, la scelta di utilizzare esclusivamente pezzi di autori stranieri, scelta che conferma ulteriormente le ambizioni internazionali del regista romano Massimiliano Camaiti.
Al suo esordio in un lungometraggio, ha personalità e se la cava discretamente anche nelle riprese dei vari momenti agonistici, che caratterizzano in particolar modo le fasi iniziali e finali di una love-story tenuta salda dal sentimento e dalla speranza.

Elvira Camarroni e Roberto Christian, al debutto davanti alla macchina da presa, se la cavano più che bene anche se a tratti tra i loro personaggi manca quel pizzico di passione in più, con la dolcezza a caratterizzare questo primo amore per entrambi indimenticabile.
Sulla stessa onda è un film delicato e consapevole al contempo, che anche nelle sue parziali imperfezioni trova un motivo d'esistere, cosa che non si può dire così spesso in ambito cinematografico, non soltanto tricolore, negli ultimissimi tempi.

Sulla stessa onda Amore e malattia, una dicotomia certamente abusata nell'universo dei teen drama ma che in questa produzione italiana a marchio Netflix riesce a trovare una sorprendente commistione di toni e atmosfere, capace di far chiudere un occhio su alcune sbavature di fondo. Ambientato tra i suggestivi panorami siciliani, Sulla stessa onda racconta con delicatezza la storia d'amore tra Lorenzo, giovane aiuto-istruttore di vela, e Sara, affetta da una grave forma di distrofia muscolare dalle conseguenze degenerative. Una relazione che si appresta a superare mille difficoltà, con la sceneggiatura che non si focalizza esclusivamente sul dramma, riuscendo anzi a far emergere un bel sottobosco di personaggi secondari come i rispettivi genitori dei due fidanzatini. Massimiliano Camaiti, apprezzato regista di corti al suo esordio su grande schermo, mostra sensibilità e capacità di giocare su più registri, dando pur con certi limiti una sorta di respiro internazionale all'operazione - tale da renderla appetibile anche al di fuori dei nostri confini, almeno per il principale target di riferimento.

6

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