Sulla Mia Pelle, recensione del film con Alessandro Borghi

La tragica morte di Stefano Cucchi viene portata sullo schermo a nove anni dall'accaduto. Dal 12 settembre in sala e su Netflix.

recensione Sulla Mia Pelle, recensione del film con Alessandro Borghi
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Il 15 ottobre 2009 il trentunenne Stefano Cucchi fu arrestato dai carabinieri per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (dodici cubetti di hashish e tre dosi impacchettate di cocaina), e condannato alla custodia cautelare.
La data dell'udienza fu fissata al mese successivo, nonostante le precarie condizioni fisiche del giovane che si presentò in tribunale con dei lividi apparsi durante la notte, e Cucchi passò cinque giorni tra una struttura carceraria e l'altra soffrendo atrocemente, avendo riportato tra i danni fisici anche un'emorragia alla vescica che gli impediva di urinare.
Fu trovato morto all'ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre, con la famiglia che fu informata del decesso al momento della notifica per ottenere l'autorizzazione dell'autopsia. Sono passati quasi nove anni da quella settimana tragica, una ferita ancora aperta per quanto riguarda le ingiustizie in Italia (Cucchi sostenne di essere stato picchiato dai carabinieri la prima notte, e un'inchiesta in merito fu aperta solo nel 2015, su espressa richiesta della famiglia del giovane).
Una ferita sulla quale si basa Sulla mia pelle, il secondo lungometraggio di finzione di Alessio Cremonini, scelto per aprire la sezione Orizzonti della 75. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia prima di arrivare, il 12 settembre, sia in sala che su Netflix (che per l'occasione ha inaugurato una nuova sigla, limitata alla sola "N").

Una settimana sofferta


Sulla Mia Pelle affronta un argomento delicato, che poteva comportare il rischio di scivolare nella retorica spicciola per trasformare l'operazione in un film di denuncia, e quindi con potenziali controversie annesse sulla "verità" che si sceglie di raccontare. Un pericolo scampato, poiché Cremonini si attiene ai fatti documentati: il pestaggio descritto dal protagonista non viene mostrato e ogni menzione dei carnefici rimane legata al solo punto di vista di Cucchi, il cui corpo sempre più malconcio è al centro di quasi tutte le scene, dal prologo che svela la scoperta del suo cadavere fino alla conclusione del lungo flashback che ci mostra un'agonia di fronte alla quale è impossibile rimanere indifferenti.
Lo sguardo del regista è pieno di empatia, ad altezza d'uomo; non giudica, racconta, concentrandosi sulla sofferenza fisica e spirituale (alla domanda "Lei è credente?" Stefano risponde "No, sono sperante"). Una sofferenza a cui presta la propria fisicità un Alessandro Borghi in stato di grazia, abilmente sorretto da un buon cast di contorno (Jasmine Trinca e Max Tortora interpretano rispettivamente la sorella e il padre) ma comunque dominatore emotivo e recitativo del film, grazie a una trasformazione impressionante e straziante, a livello sia corporeo che vocale (i titoli di coda propongono un estratto audio del vero Cucchi, a dimostrazione del lavoro notevole dell'attore).

La sua bravura straziante è accompagnata da una scansione temporale incalzante, a base di minutaggi precisi, e un clima claustrofobico e angoscioso che può funzionare sia nel buio della sala cinematografica che sugli schermi più piccoli della visione domestica su Netflix.
In questo caso, l'ibridazione tra le due modalità di fruizione è quasi parte integrante dell'esperienza viscerale che si vive al fianco di Cucchi, dando all'ingiustizia da lui subita un impatto visivo ed emozionale intenso fino all'insostenibilità.

Sulla mia pelle Alessio Cremonini racconta la triste e controversa vicenda di Stefano Cucchi concentrandosi sul lato umano e intimo, mettendo in scena una grande sofferenza senza esprimere giudizi o scivolare nella trappola della retorica gratuita. Imprescindibile il contributo di Alessandro Borghi, la cui trasformazione fisica per interpretare il ragazzo accentua la potenza drammatica e viscerale di un lungometraggio che non può lasciare indifferenti.

7

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