Strange But True, la recensione del film di Rowan Athale

Melissa, al nono mese di gravidanza, visita la famiglia del suo ex-fidanzato, morto cinque anni prima, sostenendo di essere rimasta incinta di lui.

recensione Strange But True, la recensione del film di Rowan Athale
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La giovane Melissa, all'ultimo mese di gravidanza e prossima a partorire, si presenta a casa dei genitori di Ronnie, il suo ex-fidanzato morto cinque anni prima in un incidente stradale. La ragazza sostiene che il nascituro sia il figlio proprio di Ronnie, gettando la famiglia di questi nello sconcerto.
Il lutto subito aveva mandato in pezzi il nucleo, con i genitori Charlene e Richard che non hanno mai accettato l'accaduto e hanno divorziato qualche tempo dopo, e anche il fratello minore Philip (momentaneamente convalescente con una gamba rotta) non si è mai ripreso dalla scomparsa del consanguineo.
In Strange But True la possibilità che il bambino in grembo possa essere realmente suo nipote mette in allarme Charlene che, pur ovviamente scettica, comincia a documentarsi su casi simili documentati nel resto del mondo, mentre Philip tenta di scavare a fondo nei ricordi di Melissa per scoprire dove risieda la verità. La futura madre dopo la tragedia ha trovato ospitalità da una coppia di anziani coniugi senza figli, formata dallo sceriffo Bill e da sua moglie Gail, che l'ha cresciuta come fosse sangue del suo sangue e che forse potrebbe offrire qualche ulteriore indizio sul misterioso avvenimento.

Una ragnatela di bugie

Pubblicizzato in diversi mercati, incluso quello nostrano, come una sorta di commedia romantica, con tanto di locandine riportanti tag-line dedicate ad amori immensi, Strange but true è in realtà un torbido thriller che nel corso dei sempre più ingarbugliati eventi si avventura su territori scomodi e morbosi, andando di fatto a castrare le atmosfere iniziali che tentavano un già infelice equilibrio tra toni mystery e altri più affini ai "miracle-movie" tanto in voga nel panorama d'Oltreoceano.
Il film, adattamento dell'omonimo romanzo di John Searles, si rivela eccessivamente verboso per tutta la prima metà, con dialoghi in serie che svelano progressivamente il dramma vissuto dai protagonisti, sviscerato secondo le varie prospettive dei personaggi, e privo di mordente quando ha luogo la drammatica rivelazione che dona un nuovo e macabro senso all'intero racconto.

Una scomoda verità

Il regista Rowan Athale, alla sua seconda prova dietro la macchina da presa dopo il ben più convincente esordio The Rise (2012), non riesce a imbastire un percorso credibile e a far collimare le varie anime emotive, preferendo proseguire nel finale su una suspense di stampo scolastico che non offre alcun spunto tensivo degno di nota.
Il fato che non si arrivi a un sincero trasporto emotivo verso le figure coinvolte e il loro relativo destino è dovuto a una scarsa caratterizzazione di queste, pedine senz'anima che si muovono su un tracciato prestabilito e indirizzato su vari passaggi chiave tipici del filone, tra colpi di scena e situazioni improbabili che, se su carta stampata erano forse espressi in maniera più ragionata e coesa, qui diventano schiavi dell'esiguo minutaggio (un'ora e mezza spaccata) e perdono gioco-forza di intensità, lasciando un profondo senso di delusione all'arrivo dei credit. Un paio di flashback dal taglio sentimentale sono giusto quell'abbellimento utile a "vendere" il film anche ad altre tipologie di pubblico, le quali però si sentiranno inevitabilmente prese in giro comprese l'inganno.
L'operazione ha inoltre il demerito di non aver saputo trarre il meglio dalle performance di un ottimo cast, composto da volti conosciuti come Amy Ryan (candidata all'Oscar per Gone, Baby, Gone), Nick Robinson (Jurassic World), Greg Kinnear e Brian Cox, quest'ultimo in uno dei ruoli più infelici di tutta la sua carriera.

Strange But True L'inizio è da thriller puro, con un ansiogeno inseguimento nel bosco, dopo i primi minuti però le atmosfere sembrano voler spaziare tra velleità mystery e suggestioni religiose. E con le locandine che facevano presagire risvolti romantici, di carne al fuoco ve ne era parecchia sulla carta: Strange but true purtroppo non mantiene nessuna delle premesse di partenza e con lo stanco procedere degli eventi il film si rivela finalmente nella sua essenza, morbosa e soporifera. Nell'adattare l'omonimo romanzo il regista John Searles non trova la corretta chiave di lettura, rivelandosi incapace sia di emozionare che di suscitare la minima dose di suspense a tema, sprecando anche l'ottimo cast a sua disposizione, qui vittima di personaggi mai credibili o genuini.

5

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