Recensione Strafumati

Una commedia di erba e spinelli per James Franco e Seth Rogen!

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Freaks and Geeks

Tutto iniziò con una breve serie televisiva di otto anni fa, Freaks and Geeks, trasmessa esclusivamente sulla NBC e sospesa dopo solo quindici episodi per mancanza di ascolto. Ambientata agli inizi degli anni ottanta la serie si muoveva sui "luoghi comuni" lanciati da film come "Breakfast Club".
I protagonisti erano i due fratelli Weir, Sam e Lindsay, arrivati da poco nel nuovo liceo. I due ragazzi, da sempre uniti, si trovavano rispettivamente legati ai Geeks (Nerd, secchioni) e ai Freaks (Metallari, gotici) due gruppi culturali da sempre emarginati dalla massa della scuola.
I due, mettendo a confronto le nuove amicizie, scoprono che sotto i giubbotti di pelle dei freaks e gli occhiali spessi dei Geeks c'è molto più di quello che sembra.
Ma tutto questo cosa centra con Pineapple Express? Presto detto.
Tra il gruppo dei Freaks notiamo due giovani attori alle prime armi Seth Rogen (Donnie Darko , Zack and Miri make a porno) e James Franco (Spiderman , Tristano e Isotta) e, da subito, le due nuove leve dimostrano la loro capacita' di improvvisazione e si differenziano dal resto del cast per le loro innate abilità.
Qualita' che non sfuggono all'occhio attento di Judd Apatow (40 anni vergine , Molto incinta), produttore della serie, che scorge in loro il talento prendendo Franco e Rogen sotto la sua ala protettrice e guidandoli ancora in numerosi progetti futuri, sia nella vesti di attori che in quella di sceneggiatori, principalmente in commedie come ad esempio "Quarant'anni vergine" o "Anchorman: la leggenda di Ron Burgundy".
Strafumati (Pineapple Express) è l'ennesima opera scritta e interpretata dal pluritalentuoso Seth Rogen, astro nascente della comicità americana, che, seguendo le orme di Will Ferrel e Steve Carrel, sta lentamente scalando le vette Hollywoodiane (soprattuto nella commedia popolare) in particolar modo grazie ai suoi scrpt (che nel 2003 gli sono valsi un Emmy). Rogen, a differenza di molti attori comici di successo negli U.S.A., non ha cominciato la sua scalata al successo dal famoso "Saturday Night Live"; il suo trampolino di lancio è stato "Da Ali G show", mentre la vera e propria carriera da attore comincia con una breve parte in "Anchorman: la leggenda di Ron Burgundy" nel 2004.

Un progetto in fumo

Dale Danton (Seth Rogen) è un ragazzo irresponsabile, cerca di guadagnare il massimo senza il minimo sforzo e il suo passatempo preferito è fumare canne.
Saul Silver ( James Franco) è uno spostato, passa la sua vita in casa a vendere e fumare Marijuana ed è, ovviamente, il migliore amico di Dale.
Quest'ultimo, una notte assiste ad un omicidio nel quale sono coinvolti una poliziotta corrotta e un boss della droga, e, preso dal terrore, fugge subito a casa del suo amico Saul, pensando di non esser stato visto.
Ma tramite uno spinello dimenticato sul luogo del delitto, farcito con una droga incredibilmente rara chiamata, appunto, la "pineapple express" (questo il titolo originale del film) i due assassini riescono a risalire a lui e iniziano a dargli la caccia per eliminarlo.
I due amici, compresa la situazione con discreto ritardo, cominciano una disperata fuga per salvarsi la vita.
Il viaggio verso la salvezza sarà arduo, visto che i protagonisti per la maggior parte del tempo saranno sotto l'effetto di droghe. Continuamente braccati cercheranno asilo anche dalla ragazza di Dale, rischiando la pelle anche lì.

Commedia nostalgica

David Gordon Green (All the real girls, Snow Angels) lascia gli esiti della pellicola completamente in mano ai talenti comici Rogen e Franco, dato che raramente entra nella vicenda con una regia pesante. Green punta alla completa invisibilità compositiva senza neanche cercare d'evidenziare le interpretazioni dei protagonisti: si limita semplicemente a mostrarci la vicenda senza fronzoli e nel modo più oggettivo possibile.
Rogen, in maniera analoga, sceglie tramite la sua sceneggiatura di raccontarci una vicenda non molto complessa per potersi destreggiare meglio e dare maggior risalto ai dialoghi e ai siparietti surreali che costellano il film.
Ovviamente, le sottili citazioni non mancano (la più ovvia, forse, è incarnata dai due sicari), tuttavia la comicità non è dettata dalle situazioni, ma dai dialoghi che, seppur volgari, non scadono mai nel patetico, esattamente come faceva una volta il "giovane Kevin Smith": tali scambi riescono a rendere chiaro il contesto e a regalarci qualche risata con risposte improvvise che non ci saremo mai aspettati.
Il momento più delirante in assoluto è sicuramente quello finale: il combattimento con sparatoria termina il crescendo delle gag che infarciscono la pellicola, in maniera forse un po' troppo simile a Hot Fuzz, con uno scanzonato insieme di scene ritagliate da film di azione che compongono la fine del film.
La vera sorpresa di Pineapple express però è Danny R. McBride, attore già visto in Tropic Thunder dove impersonava il tecnico degli effetti speciali.
Mc Bride riesce a ritagliarsi una simpatica serie di gag che, a volte, riesce a rubare la scena perfino ai due protagonisti.
"Strafumati", pur rientrando di gran lunga nella cerchia delle commedie americane, riesce a distanziarsi da esse con altalenanti sprazzi di originalità, gli stessi che da sempre hanno dato lustro al lavoro di Rogen: il film, da un certo punto di vista, sembra uno sguardo malinconico al passato di Rogen e dei suoi amici.
Come spesso accade, il doppiaggio italiano è a dir poco osceno: gran parte del senso delle battute (che meritano una risata solo per il modo nel quale vengono dette) perdono in italiano il loro significato gergle o idiomatico, finendo per diventare scialbe e affossare il giudizio finale di tutta la pellicola basti pensare che in America la pellicola è stata vietata ai minori per il linguaggio e che qui in Italia nessuno ha detto niente.
Chiaramente, per apprezzare a pieno regime "Pineapple Express" si deve avere una buona dose di ironia senza pretese, ascoltarlo, se possibile, in lingua originale e, magari, essere fan di Seth Rogen: soprattutto quest'ultimo punto assicura una spensierata e divertente visione.
Anche se Strafumati può sembrare un film "per tutti" non lo è: è per una cerchia di pubblico abituata ad un certo modus operandi che non tutti i commediografi di Hollywood hanno, ma che sta portando molta fortuna al suo principale esponente, quel Judd Apatow cui abbiamo già fatto cenno, e a tutta la sua pregiata scuderia di comici.

Strafumati Pinapple express non è un opera particolarmente originale, ma riesce comunque ad intrattenere e divertire. Il merito ricade quasi completamente sulle spalle di Rogen che ha saputo dare la giusta "vita" alla sua sceneggiatura. L'intepretazione di James Franco (strappato dai suoi soliti ruoli più o meno sexy) stupisce in particolar modo grazie ad alcuni suoi sguardi perplessi rivolti direttamente in camera che valgono da soli il prezzo del biglietto (almeno se non si hanno troppe pretese) e all'alchimia che instaura con Rogen. I due attori sembrano non non aver perso lo smalto dei loro inizi, magari non stupiscono ma sicuramente fanno divertire.

6

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