Storia di un fantasma, Casey Affleck e Rooney Mara in un'atipica ghost-story

Un musicista perde la vita in un incidente stradale e il suo spettro fa ritorno alla casa in cui viveva con l'amata moglie.

recensione Storia di un fantasma, Casey Affleck e Rooney Mara in un'atipica ghost-story
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Un musicista vive con la moglie nella sua casa in Texas, acquistata tempo addietro totalmente priva di mobilio eccetto un antico pianoforte. Una notte la coppia viene svegliata da un rumore improvviso proveniente dallo strumento, come se qualche oggetto vi fosse caduto sopra dall'alto, ma le cause rimangono ignote. In Storia di un fantasma l'uomo perde la vita in un incidente d'auto avvenuto proprio nei pressi della dimora e, dopo il riconoscimento della consorte all'obitorio, il suo spettro avvolto in un telo bianco comincia a vagare per le stanze dell'ospedale facendo poi ritorno alle amate quattro mura, dove assiste all'esistenza della compagna senza possibilità di entrare in contatto con lei. Finché un giorno...

A ghost story

La caducità dell'essere umano, lo scorrere imperterrito del tempo, il significato più profondo della vita e degli affetti sono al centro di questo intimo ma universale film firmato da David Lewery, regista conosciuto dal grande pubblico per aver diretto il live-action de Il drago invisibile (2016). Qui il cineasta americano dà alla luce un'opera fortemente autoriale ma ricolma di significati rivolti a un pubblico trasversale, trovando il modo e i toni per raccontare il ritratto di una profonda ed eterna solitudine attraverso il mezzo del cinema fantastico. A dispetto del suggestivo titolo non ci troviamo infatti di fronte a un horror, per quanto i momenti inquieti facciano più volte capolino nei novanta minuti di visione, con tanto di poltergeist annessi, ma a un dramma spiritico aperto a più interpretazioni e pervaso da uno struggente senso di malinconia che rimane addosso ben oltre lo scorrere dei titoli di coda. Una potenziale love-story sovrannaturale si trasforma ben presto in un percorso ampio e sfaccettato e la perenne attesa del trapassato diventa una straniante tortura emotiva per lo spettatore, unico a vedere chiaramente la figura avvolta nel bianco telo muoversi all'interno della dimora, nonostante questa sia volutamente lasciata in bella vista dalle scelte registiche, soluzione capace di commuovere e angosciare al contempo.

Un tempo senza fine

Nella prima parte Storia di un fantasma (distribuito in home video da Universal) si prende i suoi tempi, tra lunghi silenzi e fermi immagine a tracciare il versante introspettivo della vicenda in una sorta di costruzione pittorica della visione: diverse sequenze appaiono come veri e propri quadri in movimento di lancinante e quieta bellezza. Da metà in poi la storia procede per vie prima rabbiose e poi cupe, aprendo le porte a un finale ciclico in cui solo la ricerca di risposte a domande rimaste irrisolte può accompagnare verso l'agognata pace. Il discorso più esaustivo di tutto il film, affidato ad un personaggio di contorno, racchiude bene l'essenza dell'opera, trovando nell'incisivo dialogo il giusto modo di affrontare le potenziali banalità sul valore della vita, infondendo la giusta carica di realistico pessimismo. Non è inoltre un caso la scelta di girare in formato 4:3, con le barre ai lati dello schermo a sottolineare quel senso di imprigionamento claustrofobico vissuto dal trapassato protagonista, elemento che convoglia maggiormente la già prepotente carica empatica nei confronti di un personaggio non più vivente. La raffinata colonna sonora, ora placida e sussurrante, altrove tesa e dolorosa, si rivela poi ideale accompagnamento alle immagini, e le performance di Rooney Mara e Casey Affleck, nascosto per la quasi totalità della pellicola dal candido lenzuolo, offrono la disperata personalità a figure così infelicemente trattate dal destino.

Storia di un fantasma Un film-esperienza, opera struggente e catartica, magistrale nel creare un toccante senso di immedesimazione con uno spettro, quello del protagonista passato a miglior vita nei primi passi della vicenda. Storia di un fantasma si muove tra soluzioni pittoriche e autoriali lasciando spazio a profondi risvolti filosofici sul significato dell'esistenza stessa, privandosi di inutili pedanterie narrative ma concentrando lo sguardo sui sensi dei morti e dei viventi e sulle relative e comuni sofferenze, procedendo nello scorrere dei minuti verso un abisso di solitudine che sconvolge il lato emotivo con una dolorosa tenerezza a tema. E trovando soprattutto in Casey Affleck, coperto per gran parte della visione dal telo spiritico, il perfetto e muto corpo attoriale con cui rendere così piena di terrena sofferenza un'ombra destinata a perdurare per chissà quanto tempo.

9

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