Stone, la recensione del film con Robert De Niro ed Edward Norton

Un anziano supervisore carcerario deve decidere se concedere la libertà vigilata ad un detenuto, trovandosi alle prese con una situazione inaspettata.

recensione Stone, la recensione del film con Robert De Niro ed Edward Norton
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Jack Mabry, ormai anziano, lavora come supervisore per la libertà vigilata dei detenuti: a lui spetta l'ultima parola sul rilascio con condizionale dei vari prigionieri sotto esame. Uno dei suoi ultimi casi è quello inerente a Gerald Creeson, soprannominato Stone, condannato per complicità nel brutale omicidio dei nonni.
Gerald, al quale spetterebbero ancora tre anni da trascorrere dietro le sbarre, tenta in tutti i modi di convincere Jack di essere cambiato e di essere una persona diversa, ma la procedura è più lenta del previsto e i giorni trascorrono senza un nulla di fatto.

Nel frattempo Lucetta, la moglie di Gerald, nella speranza di agire in favore di un rapido responso positivo per il compagno, cerca di attirare le attenzioni di Jack: donna disinibita, non esita a usare il suo prorompente fascino per far colpo sull'uomo, il cui matrimonio è in crisi da anni per via di alcuni burrascosi comportamenti di gioventù mai del tutto risanati.
Il prigioniero intanto comincia ad avvicinarsi alla religione e modifica la propria visione del mondo, mentre Jack è sempre più tormentato dai sensi di colpa e schiavo del desiderio.

C'è chi dice bugie. E chi le vive.

Non è un semplice dramma a sfondo carcerario ma un vero e proprio thriller dell'anima, uno di quei titoli capaci di scavare a fondo nelle psicologie dei personaggi e uscirne vincitore con maturità. Stone ci trasporta tra quegli scheletri nell'armadio che spesso coloro ritenuti insospettabili nascondono fin dai primissimi istanti: il folgorante prologo, ambientato nel passato, delinea con una crudezza psicologica dilaniante il legame che unisce Jack Mabry alla consorte e introduce da subito le dinamiche di coppia e i relativi sviluppi che avranno poi luogo nel presente filmico. Una storia sofferta e ricca di sfumature che si rivela un vero e proprio viaggio all'inferno per i personaggi coinvolti, chi pronto a una potenziale catarsi e chi destinato a un'eterna dannazione.

E proprio nel ribaltamento dei ruoli tra i due "antagonisti", il funzionario di polizia rispettato da tutti e il criminale dal carattere scostante, si basa il cuore narrativo dei cento minuti di visione, capaci di creare un profondo senso di inquietudine che permea anche i titoli di coda, successivi un epilogo senza reali vinti e vincitori.

Il deserto dell'anima

Il regista John Curran, autore del melodramma Il velo dipinto (2006) e del successivo, avventuroso Tracks - Attraverso il deserto (2013), sa come gestire toni e tempi e creare un'atmosfera torbida nella quale peccati e peccatori hanno campo aperto - non è un caso che la religione sia elemento fondante e costantemente presente ai fini degli eventi - tra scene madri di estrema brutalità (la sequenza in cui Gerald assiste impotente all'omicidio di un compagno di cella è esemplare) e un permeante erotismo che caratterizza le scene più spi, impreziosite dalla performance sensuale di una Milla Jovovich perfettamente a suo agio nel ruolo da "finta oca" ninfomane.

Ma Stone (disponibile anche nel catalogo di Amazon Prime Video) è soprattutto il perfetto palcoscenico per un duello attoriale delle grandi occasioni, con Robert De Niro ed Edward Norton a briglia sciolta. Se il primo sfodera una delle sue interpretazioni più riuscite del nuovo millennio, trattenuta ma significante nei continui sguardi colmi di rimorsi e rimpianti, il secondo trova l'ennesima grande prova della carriera, pur in una parte che ne ricorda altre interpretate in passato: il suo Gerald "Stone", sempre sospeso tra calma e inespressa rabbia, tiene incollati allo schermo in ogni singola sequenza in cui è al centro dello schermo.

Stone Non è un film per tutti, carbura lento prendendosi i propri tempi per poi affondare in scene madri dal notevole impatto psicologico, fino a un finale amarissimo che chiude degnamente il cerchio. A questa storia di peccatori e potenziali redenti, tutta giocata sul contrasto tra i personaggi interpretati da due magnifici Robert De Niro ed Edward Norton, rispettivamente un supervisore carcerario e un prigioniero in attesa della libertà condizionale, il regista John Curran imprime un'atmosfera torbida e strisciante che si evolve su risvolti sempre più antitetici e iconoclasti, che vanno a demolire il cosiddetto american dream e i dogmi religiosi alla radice. Stone può inoltre contare sulla determinante presenza da terza incomoda di una Milla Jovovich di rara bellezza, perfettamente a suo agio in un ruolo da seduttrice che le calza a pennello, ennesimo elemento vincente di una visione che non lascia indifferenti. Il film andrà in onda domenica 13 ottobre alle 21.15 su CIELO TV per il ciclo Io ho paura di te.

7

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