Star Wars: Episodio V L'Impero Colpisce Ancora: Recensione

Guerre Stellari - L'impero colpisce ancora si mostra più complesso e stratificato del suo predecessore, e anche più traumatico e violento.

recensione Star Wars: Episodio V L'Impero Colpisce Ancora: Recensione
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NOTA: per questa recensione abbiamo voluto 'giocare' al cinema anche noi, immaginando uno scenario. Non guardiamo i film con i nostri occhi di spettatori del 2017, cosa che tutti possono fare. Ci siamo sforzati invece di intepretare un ruolo, immaginando di essere negli anni '80, in Italia, e di guardarli con gli occhi di chi li vede per la prima volta. Ci siamo preoccupati di non 'spoilerare' (o meglio 'non rovinare la sorpresa', come si diceva allora), abbiamo finto di non conoscere i futuri sviluppi della saga e dell'intero franchise, divertendoci anche a ironizzare su quanto alcuni fossero al tempo inimmaginabili. Anche per questo motivo abbiamo scelto di mantenere i nomi dei personaggi come resi dall'adattamento italiano dell'epoca (Dart Fener e non Darth Vader, Leila e non Leia, Ian Solo e non Han e via discorrendo). Abbiamo così cercato di catturare il senso di meraviglia e sorpresa di chi ha avuto la fortuna di vedere per la prima volta questi leggendari film in sala, al momento della loro uscita. Chi scrive, questa fortuna, l'ha avuta. Speriamo che giocare con noi vi piaccia!

Episodio V

Guerre Stellari era un esperimento. Un tentativo di riportare un po' di linfa e freschezza all'interno di un genere, quello fantascientifico, che rischiava di restare incastrato sulle suggestioni antropologiche e filosofiche di Kubrick e della saga de Il pianeta delle scimmie, certamente interessanti ma ostiche per un pubblico vasto e soprattutto per le famiglie con bimbi a carico, in cerca di emozioni più spicce, intrattenimento e avventura a buon mercato più che di riflessioni complesse. Non era certo di poter conquistare il pubblico nemmeno il suo creatore George Lucas che, se non altro, si era premurato di dar vita a qualcosa che potesse essere spendibile anche nel comparto marketing, con tanto di produzione di magliette, pupazzetti, giocattoli di ogni tipo. Invece, è andata bene, anche al botteghino. Ecco quindi il continuo, che riprende la narrazione da dove l'avevamo lasciata ma la arricchisce di elementi nuovi e sorprendenti oltre che di trovate visive ed effetti speciali ancora più all'avanguardia grazie al budget potenziato. Non solo: è ormai chiaro che si tende alla saga. Prima delle scritte in giallo che scompaiono nello spazio mentre suona la fanfara che accompagna le gesta epiche degli eroi delle stelle, e che - ne siamo certi - diventerà un carattere distintivo della serie, ora compare una ‘bizzarra' dicitura: Episodio V. Perché V? Non siamo sicuri di aver letto ‘Episodio IV' prima che iniziasse Guerre Stellari. Ma sono passati più di tre anni e in televisione ancora il film non è andato. Quanto sarebbe bello poter rivedere i film a casa in qualsiasi momento che vogliamo, per poter controllare questo genere di dettagli. Inoltre, perché si parte da ‘IV'? Forse George Lucas, il patrono e creatore di quest'avventura che si preannuncia piacevolmente più lunga del previsto, ha i capitoli precedenti nascosti da qualche parte, sotto forma di libro. Forse vuole solo omaggiare i vecchi serial cinematografici, come quelli con protagonista Flash Gordon, che presentavano la numerazione episodica ma difficilmente si riusciva a vedere, per questioni logistiche, dall'inizio alla fine. O forse, chissà, i film precedenti li girerà in futuro. Che cosa curiosa. Già questo ci pare uno sviluppo interessante.

Dove eravamo rimasti?

Alla fine del primo capitolo, distrutta la terribile arma imperiale Morte Nera, i ribelli della Galassia festeggiano la vittoria di una battaglia, ma non certo della guerra. Il perfido Dart Fener era riuscito a salvarsi, e ora prepara il contrattacco. Questo ‘quinto' capitolo comincia dunque con una suggestiva sequenza su un pianeta innevato, e subito è evidente l'impatto spettacolare che accompagnerà lo svolgimento di questo nuovo episodio (la cui regia è affidata alle solide mani di Irvin Kershner, esperto di seguiti dopo La vendetta di un uomo chiamato cavallo): giganteschi robot a foggia di cammello, animati a passo uno - sono le forze imperiali - calpestano il terreno per venire abbattuti dalle astronavi ribelli con abili stratagemmi e mosse astute come quella di trainare un cavo per legarlo attorno alle loro metalliche zampe, provocando scenografici tonfi. Su questa landa desolata Luke e i suoi amici hanno trovato rifugio, ma gli imperiali li hanno scovati e ora vogliono catturarli, in particolare Ian Solo, su cui il cacciatore Jabba de' Hutt ha messo una taglia. Luke viene ferito e si ritrova alle prese con un mostruoso ‘uomo delle nevi'. Rispetto al primo film, questo è molto più dark e spaventoso. Niente che i bambini non possano vedere senza restare traumatizzati, ma la presenza di un adulto che li accompagni, per la ricezione di alcune scene in particolare, è fondamentale.

Ci sono incubi e scontri molto crudi. Sebbene senza una goccia di sangue visibile, ci sono decapitazioni e amputazioni di arti (non solo meccanici, o alieni, come nell'altro film), e soprattutto è il ‘contesto' a lasciare scioccati, legandosi anche a uno dei maggiori colpi di scena della pellicola, che ovviamente non possiamo rivelare per non rovinarvi il gusto di scoprirlo. In questo senso, possiamo dire che il film si avvicina di più al The Black Hole della Disney, che proprio in quanto prodotto Disney ci aveva lasciati stupiti per la tragicità di alcuni elementi, tra cui il finale. Ma dato che i risultati non sono stati particolarmente positivi, è ben probabile che da oggi in poi la casa di Topolino si terrà lontana da questo genere di atmosfere e dall'afflato drammatico che la saga di Lucas sta prendendo.

Gioco di specchi

Vi basti sapere che uno dei temi principali del film è quello del ‘dualismo': Ian Solo trova una controparte in Lando Calrissian, precedente proprietario della nave Millennium Falcon e suo amico-rivale, che per tutto il tempo si contende con lui le attenzioni della bella principessa Leila. Luke dovrà trovare un nuovo mentore, dopo la morte di Obi-Wan Kenobi, che si rivelerà essere un ‘doppio' del vecchio Ben anche per le modalità in cui l'apprendista Jedi vi entra in contatto: ciò che appare, non sempre è ciò che è. Perfino il droide D-3BO incontra qualcuno di molto simile a lui nell'incantevole scenario di Cloud City - un regno da favola sospeso nel cielo, ma che nasconde molte insidie - restando piuttosto interdetto. Luke affronta il suo doppio in una caverna oscura e spaventosa che ha molto del rituale iniziatico, dove si renderà conto che il ‘Lato Oscuro' lo attira più di quanto dovrebbe. Solo Leila non ha un ‘gemello' nel film, ma abbiamo l'impressione che ancora non tutti i nodi siano venuti al pettine. Come dicevamo, la principessa è sentimentalmente contesa. Con Lando si tratta di galanteria o poco più, ma i due oggetti del suo interesse sembrano rivelarsi invece sia Luke che Ian, ai quali conferisce baci di diversa intensità. Una delle sottotrame riguarda proprio questo triangolo affettuoso-amoroso. Insomma, nel film si soffre molto insieme ai protagonisti e non è detto che tutti arrivino vivi alla fine.

Tecnicamente

Degli effetti speciali e delle ambientazioni abbiamo già detto: la fantasia di Lucas dalle mani del nuovo regista (non particolarmente raffinate, ma certo solide) esce se possibile ancora più vivida, varia e visivamente entusiasmante. Nuove creature, modelli meccanici, scenografie spettacolari realizzate in parte con l'arte del matte-painting, ovvero un dettagliato dipinto che fa da sfondo alle scene riprese in primo piano e poi integrate con l'ambiente virtuale. Tutta gioia per gli ammiratori e anche per le casse della compagnia Lucasfilm, che metterà in cantiere tutta una serie di accordi per la produzione di nuove action-figures, set da gioco, annessi e connessi. Le pellicola emoziona e sorprende, e questa è la cosa più importante. Niente, dopo questo episodio, vi sembrerà più come prima. La narrazione è scostante, il montaggio non è perfetto (a conti fatti, l'addestramento di Luke per diventare definitivamente un Jedi sembra durare poco più di un pomeriggio. Così come, per quanto possa essere sensibile alla Forza, appare improbabile che su un intero pianeta il ragazzo approdi proprio davanti all'abitazione della persona che sta cercando), ma tutto è talmente epico ed evocativo che si resta rapiti dalla trama e si tiene il fiato sospeso fino alla conclusione. Che apre, stavolta con certezza, le porte a un ulteriore capitolo.

Star Wars: Episodio V L'Impero Colpisce Ancora Guerre Stellari - L’impero colpisce ancora, pur mantenendosi sulle coordinate di una fantascienza di intrattenimento e mescolata con l’epica e il racconto fiabesco, si mostra più complesso e stratificato del suo predecessore, e anche più traumatico e violento. In questa Galassia i buoni non sempre vincono e per farlo devono comunque sacrificare qualcosa. Il nuovo regista Irvin Kershner dirige con mano solida seguendo la visione di Lucas. A volta sbaglia qualche colpo, ma porta a casa un prodotto comunque memorabile che apre le porte a una saga potenzialmente infinita.

7.5

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