Standoff - Punto morto, la recensione del film con Thomas Jane

Le sorti di una bambina sono al centro della resa dei conti tra due uomimi, in un b-movie concettualmente esile ma più che godibile.

recensione Standoff - Punto morto, la recensione del film con Thomas Jane
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La piccola Bird sta visitando le tombe dei genitori, mentre l'uomo che l'ha accompagnata la aspetta nella macchina parcheggiata poco distante. La bambina, che gira con una macchina fotografica in mano e scatta diapositive in continuazione, è testimone dell'omicidio di un prete, di una donna e di una guardia del corpo, che stavano celebrando un funerale. L'assassino è un sicario a pagamento che nota la presenza di Bird e, dopo aver ucciso il suo tutore, è intenzionato a eliminare anche lei per non lasciare nessuna traccia del delitto.
Bird fugge nel bosco circostante e raggiunge la casa di Carter, che vive da lì in solitudine dopo una tragedia nel suo recente passato.
L'uomo si trova immediatamente coinvolto nella situazione e, armato di fucile, decide di respingere l'attacco del killer e proteggere la bambina.

Selvaggio west

In Standoff - Punto morto il sottotitolo italiano esplicita nel migliore dei modi il cuore narrativo di un b-movie che si concentra esclusivamente sulla resa dei conti tra i due protagonisti, simbolici rappresentanti dell'eterna battaglia tra il Bene e il Male.
Un'iconografia richiamata sia dai colori degli abiti indossati, bianchi per Carter e neri per il sicario, che dalle posizioni da questi tenute all'interno della dimora: il primo in luogo elevato, il secondo a piano terra.
Già sceneggiatore del remake di L'ultima casa a sinistra (2009), Adam Alleca esordisce dietro la macchina da presa nel 2016 con un film semplice nella concezione e relativa messa in scena ma non per questo meno ricco di spunti, in grado senza troppi problemi di mantenere alto l'interesse del pubblico per tutti gli ottanta minuti di visione.

Dritto verso la meta

La brevità di durata è quella giusta per evitare di allungare troppo il brodo, e su questo il debuttante regista riesce ad asciugare il racconto senza cedere a un'inutile e pedante retorica.
I flashback che ci introducono al background di Carter e le accese discussioni morali che avvengono tra i due contendenti possono risultare parzialmente prevedibili, ma il debuttante regista "si guadagna la pagnotta" e realizza un discreto prodotto di genere, scevro da virtuosismi e ambizioni di sorta.
La monotematicità dell'assunto e delle conseguenti dinamiche e il numero limitato di personaggi, esclusivamente i tre protagonisti per la pressoché totalità del racconto, non impedisce qualche momento più pulp e citazionista, proprio alla scena clou di un grande classico quale Le iene (1992).
Thomas Jane e Laurence Fishburne, accompagnati da Ella Ballentine - giovanissima ma già con una discreta esperienza davanti alla macchina da presa - reggono bene il gioco e si calano con efficacia nei panni di due figure antitetiche e paradossalmente speculari.

Standoff - Punto morto La sfida all'ultimo sangue tra un padre di famiglia reduce da una tragedia nel passato e un sicario spietato e implacabile, sulle tracce di una bambina che il primo vuole proteggere, caratterizza questo godibile b-movie che, per tutta la sua durata, si basa su una situazione di stallo dalla quale sembra impossibile venir fuori. Standoff - Punto morto è un'operazione semplice nelle sue lineari dinamiche di genere che, pur al netto di qualche ingenuità e forzatura, riesce a intrattenere senza troppi patemi il principale target di riferimento, agevolata in questo dalle carismatiche performance di Thomas Jane e Laurence Fishburne. Il film andrà in onda venerdì 24 luglio alle 21.20 su RAI4 in prima visione TV.

6

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