Recensione Stand by me-Ricordo di un'estate

In blu-ray il capolavoro tratto da Stephen King

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Inizialmente si sarebbe dovuto chiamare The body, come l'omonimo racconto di Stephen King da cui è tratto, contenuto nel libro Stagioni diverse e denominato "Il corpo" nell'edizione italiana, ma, visto che i produttori avevano già deciso che i titoli di coda sarebbero stati commentati da Stand by me di Ben E. King, fu proprio l'intramontabile pezzo del 1961 a dare il nome al terzo lungometraggio diretto dal newyorkese Rob Reiner, quasi un più realistico e drammatico derivato de I Goonies, risalente all'anno precedente.
Non a caso, è il Corey Feldman che aveva concesso anima e corpo allo scapestrato Mouth nel classico firmato da Richard Donner a vestire qui i panni dell'eccentrico Teddy, pronto ad avventurarsi insieme ai coetanei Gordie, Chris e Vern - rispettivamente interpretati da Wil Wheaton, River Phoenix e Jerry O'Connell - nelle foreste dell'Oregon, con l'unico fine di ritrovare il corpo di un ragazzo scomparso.
Un indimenticabile viaggio di due giorni alla scoperta di se stessi, disturbato solo dall'entrata in scena del prepotente del posto Asso, con le fattezze di un giovane e già ottimo Kiefer Sutherland, messosi sulle tracce della stessa salma affiancato dalla sua gang di teppisti armati di coltelli.

Il blu-ray edizione speciale

E, con l'ottimo John"2012"Cusack nel ruolo del defunto fratello di Gordie e un malinconico Richard"Lo squalo"Dreyfuss in quelli di quest'ultimo da adulto, è una bellissima colonna sonora tempestata di vecchie hit - si va da Whispering bells dei Del Vikings a Great balls of fire di Jerry Lee Lewis, passando per Lollipop delle Chordettes - ad accompagnare i circa 88 minuti di visione, proposti da Sony pictures Home Entertainment in un'edizione speciale inserita in fodero cartonato ed impreziosita da una sezione extra che, al di là di trailer vari e del commento audio di Reiner, include quello dello stesso insieme agli odierni Feldman e Wheaton, il videoclip del film e il documentario di oltre mezz'ora Camminando sui binari: L'estate di Stand  by me.
L'edizione più giusta per potersi ancora una volta emozionare dinanzi ad un vero e proprio capolavoro del cinema per ragazzi (e non solo, se pensiamo al linguaggio non troppo pulito sfoggiato dai protagonisti) che, rientrante di sicuro tra le migliori trasposizioni su celluloide kinghiane, s'immerge in splendidi paesaggi naturali illuminati dall'altrettanto splendida fotografia di Thomas Del Ruth per delineare quella che altro non è, in fin dei conti, che un'affascinante allegoria relativa alla crescita.
Del resto, se l'incontro con il daino simboleggia in maniera evidente il riflesso dell'innocenza e la corsa per non finire schiacciati dal treno rappresenta con ogni probabilità l'ennesima fuga dall'industrializzato, minaccioso mondo degli adulti, il ritrovamento del cadavere altro non è che il passaggio dall'adolescenza all'età delle responsabilità.
Un'età in cui comincia a latitare il tempo per dedicarsi alla spensieratezza, come lascia intendere anche la frase "Non ho avuto più amici come quelli che ho avuto a dodici anni; Gesù, ma chi li ha?", di fronte alla quale bisogna essere di pietra per non permettere alle lacrime di scendere dagli occhi.

Stand by me - Ricordo di un'estate Dopo diverse versioni circolate in dvd, Sony pictures Home Entertainment edita un’edizione speciale in blu-ray di quello che, interpretato, tra gli altri, dal compianto River Phoenix e dal Jerry O’Connell noto per la serie tv Il mio amico Ultraman, possiamo tranquillamente definire tra i migliori lungometraggi cinematografici (forse il migliore) tratti dalle pagine di Stephen King, dedito soprattutto al genere horror. Un’edizione speciale che differisce dalle digitali precedenti soprattutto a causa della presenza del commento audio dei due protagonisti Corey Feldman e Wil Wheaton insieme al regista Rob Reiner e che ci offre l’occasione di rivedere nell’impeccabile qualità audiovisiva dell’alta definizione una tanto coinvolgente quanto commovente storia di amicizia capace di accarezzare lo spettatore nel cuore e nell’anima. Proprio come l’assolo dell’intramontabile canzone di Ben E. King che gli dà il titolo.

8

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