Recensione St. Trinian's

Studentesse in lotta per la salvare la più discutibile scuola inglese.

Recensione St. Trinian's
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Le scuole sono ormai tutte chiuse e nell’aria si respira solo l’odore del mare, delle vacanze e del dolce far nulla. Ma il cinema, si sa, è un ciclo continuo di ricorsi e ripescaggi, specialmente durante la stagione estiva quando le programmazioni, private dei loro grandi titoli, cominciano a proporre film snobbati dalle grandi case di distribuzione. Ci si ritrova così, in pieno mese di Luglio, a tornare sui banchi di scuola: la St. Trinian's ci apre i propri cancelli e ci invita, non molto amabilmente, ad una visita guidata nei suoi antichi corridoi.

St Trinian’s: defenders of anarchy

La piccola Annabelle Fritton (Talulah Riley) è costretta a trasferirsi dalla prestigiosa Cheltenham, scuola femminile per l’alta borghesia, alla discutibile St. Trinian's, la cui direzione è affidata a sua zia Miss Camilla Fritton (Rupert Everett), dalla quale suo padre spera di ottenere uno sconto sulla retta scolastica. Annabelle è una ragazza timida, semplice e sottomessa, abituata a dei ritmi scolastici rigorosi ed ad un’ apparire dignitoso. Nella St. Trinian's regna invece l’anarchia: l’ istituto è gestito da diversi gruppi scolastici (le incazzose, le belle micette, le cervellone, le emo e quelle del primo anno) al capo dei quali c’è Kelly Jones (Gemma Arterton), un sensuale generale a cui nessuno osa ribellarsi, con la quale, oltre a programmare continui scherzi per far fuggire i nuovi arrivati, gestiscono svariate attività illecite (tra cui la vendita di vodka fatta in casa distillando metanolo) affidandosi alle capacità commerciali di Flash Harry (Russell Brand). Per le sue peculiari caratteristiche, la scuola finisce presto nel mirino del ministero dell’istruzione che, coordinato da Geoffrey Thwaites (Colin Firth), vuole riformare l’intero sistema educativo cominciando dall’estirpazione dei settori più marci, quali la St. Trinian's.
La notizia raggiungerà presto le giovani ed intraprendenti studentesse che, per non doversi trasferire in una scuola “normale”, saranno costrette a formulare un piano che permetta a tutte loro di continuare a vivere nel proprio istituto secondo le proprie regole ed impedire alla loro amata direttrice di dover cedere alle pressioni economiche delle banche e all’offerta di vendita dello stabile propostale dall’opportunista fratello Carnaby (Rupert Everett).
La St. Trinian's, la peggiore scuola dell’intero Regno Unito, diverrà così una delle partecipanti alla School Challege e combatterà per arrivare all’agognata finale, che si svolgerà nella sala centrale della London National Art Gallery, dove, guarda caso, è custodito il celebre ritratto La ragazza con l’orecchino di perla, la cui vendita sul mercato nero (soprattutto all’avido padre di Annabelle nonché mercante d’arte inglese) garantirebbe alla grottesca scuola un futuro roseo ed indipendente.

The guys of St.Trinian's

St. Trinian’s è il sesto film ispirato ai libri di Ronald Searle, fumettista inglese nato nel 1920 e creatore di una lunga serie di libri dedicati alla citata scuola e alle sue singolari studentesse. Nonostante la buona base narrativa da cui poter trarre numerosi spunti di sceneggiatura, la trama del film non è sicuramente il suo punto forte. Si tratta di una commedia leggera sia nei toni che nell’aspetto, che non nasconde nulla e non imprime nessun insegnamento. Un lavoro moralmente effimero e volatile che cela altrove i suoi pregi. Primo fra tutti il variegato cast che, districandosi tra i bizzarri avvenimenti, trasmette allo spettatore una sensazione di allegra spensieratezza dovuta all’evidente entusiasmo con cui ogni attore ha gestito il proprio ruolo. Dietro gli sguardi, gli atteggiamenti e le movenze sembra di intravedere una riunione tra vecchi e nuovi amici, ritrovatisi sul set con il solo intento di divertirsi. I cinefili più attenti potranno inoltre imbattersi in numerose citazioni, per lo più affidate alla spumeggiante coppia formata da Colin Firth e Rupert Everett (nel duplice ruolo dei fratelli Fritton): dalla somiglianza di Camilla Fritton ad un’altra celebre Camilla, ai continui richiami al Mr Darcy interpretato da Firth nella versione televisiva di Orgoglio e Pregiudizio (e ripreso anche in Bridget Jones), fino ad arrivare a vere e proprie citazioni di altri film interpretati dalla coppia ed inseriti in assurdi stralci di dialoghi. Alcuni di questi, purtroppo, si perdono nella versione italiana, in cui il doppiaggio modifica le parole a favore di una più agevole comprensione.
I due attori inglesi ci sembrano in ottima forma e molto a proprio agio sul set del film, merito anche del regista Oliver Parker, che già in altri lavori si era trovato a dirigere i due amici (L’importanza di chiamarsi Ernesto, Un marito ideale). In questo film egli cerca di miscelare lo humor inglese con la tipica patinatura delle commedie giovanili americane, creando una miscela che ha affascinato gran parte del pubblico in patria, ma che, probabilmente anche a causa del periodo prescelto per il debutto italiano, non riuscirà ad ottenere grandi risultati di botteghino altrove.
Attorno alla vicende gravitano un gran numero di giovani e belle studentesse tra cui la delicata Talulah Riley (I love Radio Rock), la bond girl Gemma Arterton (Quantum of Solace), Lily Cole, Mischa Barton, nei panni di una ex studentessa divenuta il guru delle pubbliche relazioni e altre comparse, più o meno famose, la cui presenza dona a tutta l’opera un aspetto fresco e gioviale.

St. Trinian’s è un film inglese a medio budget che in patria ha bissato i propri costi e che, nella prima settimana di uscita della versione in dvd, ha raggiunto il primo posto nella classifica di vendita di Amazon.com. Tutti dati favorevoli che hanno portato la produzione a pensare ad un eventuale sequel intitolato St. Trinian’s: The Legend of Fritton’s Gold che attualmente dovrebbe essere in pre-produzione e la cui uscita nel Regno Unito è prevista per la fine del 2009.

St. Trinian's Fresco, frivolo e libero da ogni presunzione, St. Trinian's è un film creato più per divertimento che per soddisfare il pubblico in sala. Seppur non attratto da una trama accattivamente, da situazioni al limite dell'assurdo o da originali performances registiche, lo spettatore potrebbe essere contagiato dal diffuso senso goliardico e regalare sorrisi ad un curioso Colin Firth ed ad un eclettico Rupert Everett, le cui buffe espressioni da sole valgono la visione dell'opera. A proposito dei due protagonisti, vi consigliamo di avere un po' di pazienza e rimanere in sala anche durante i titoli di coda, per potervi gustare un'inedita versione di "Love is in the air".

6

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