Io e Spotty: recensione di una storia d'amore particolare

Una ragazza universitaria sotto psicofarmaci, un ragazzo che indossa un costume da cane. Una storia d'amore diversa dalle altre.

Io e Spotty: recensione di una storia d'amore particolare
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Io e Spotty è una storia d'amore furry. Spesso questi modi alternativi di vivere, soprattutto se peculiari vista la loro evidente lontananza dalle convenzioni, vengono primariamente associati a comportamenti e desideri perversi che molte volte implicano cosa accade nella privacy di una camera da letto. In verità il fenomeno legato alle persone amanti di costumi e personaggi pelosi ha poco a che vedere con quelle pratiche più riferibili a dei semi-corrispettivi quali la zoofilia o la peluchefilia, quest'ultima caratterizzata da una vera e propria attrazione erotica nei confronti dei peluche.

Non è il caso del film di Cosimo Gomez e non cerca nemmeno mai di esserlo ammiccando a fantasie e morbosità che avvicinano o incuriosiscono lo spettatore. Pubblico che con la pellicola italiana del regista di Brutti e Cattivi si ritroverebbe semplicemente davanti al piacere provato dal personaggio di Matteo nel vestirsi da cane e alla complicità che il ragazzo in queste vesti è in grado di instaurare con l'universitaria Eva, afflitta da attacchi di panico (recuperate la nostra recensione di Brutti e Cattivi).

Trovare l'anima gemella sotto il costume

L'opera scritta da Gomez assieme allo sceneggiatore Luca Infascelli si rivela da subito l'incontro di due universi solitari destinati fortunatamente a collidere e a poter condividere insieme uno spazio su questo mondo dove tutto corre troppo velocemente e le aspettative messeci dagli altri sono più alte delle proprie.

Di una quotidianità fatta di obiettivi da raggiungere e del continuo sentore di star solamente fallendo, nascondendo agli altri i dolori e le solitudini che ci portiamo dentro e cercando la maniera di alleviarli in qualsiasi modo. È l'età giovane dei protagonisti Filippo Scotti e Michela De Rossi ad influire nella narrazione di Io e Spotty. Lei ancora in balia di una laurea in giurisprudenza che la vede fuori corso da ben tre anni, lui animatore di un'azienda in cui non riesce ad esprimere adeguatamente se stesso. Dei traumi reconditi, delle ferite che il film non dichiara, ma che lascia trasparire, le quali si colgono tutte senza la necessità di parlarne o di vomitarle l'uno addosso all'altro, con i personaggi che decidono di condividere quel loro senso di continuo disagio e riescono così a sublimarlo nel momento in cui si ritrovano insieme - se volete vedere un altro film con Filippo Scotti non potete perdere la nostra recensione di È stata la mano di Dio.

L'opportunità che il costume da cane dà a Matteo permette al ragazzo una libertà che non riesce a percepire al di fuori di quello strato di pelo che lo ricopre, il quale gli concede anzi di abbandonarsi alla corsa e al gioco, alla spensieratezza e alla distrazione. Ciò che si addentra anche nella vita della Eva di Michela De Rossi sostituendosi alle gocce che la ragazza è costretta a prendere, il riuscire a mantenere in riga quegli attacchi di panico che rischiavano di diventare sempre più frequenti e di paralizzarla nella quotidianità di tutti i giorni.

Senza pregiudizi

L'ambiente che la casa del ragazzo rappresenta, luogo che tiene per un po' segreta la loro amicizia e in cui sentirsi al sicuro, è un microcosmo fatto soltanto da due persone eppure portato ad espandersi lasciando fruire leggere le risate e la tranquillità dei personaggi. Un posto in cui è vietato giudicare e a cui nessun occhio indiscreto è concesso di poter sbirciare. Questa assenza dei commenti, dei pensieri e dei pregiudizi che sappiamo la gente troppe volte può avere contribuisce alla solidificazione di un legame che lascerà a Matteo e Eva la possibilità di privarsi di tutte quelle ansie che li opprimono al di fuori.

Un livello di stabilità e di confidenza mai raggiunto con nessun altro, che si esprime anche quando il costume viene tolto, ma è il silenzio che rimane a legare i due ragazzi. Nella particolarità del comportamento del personaggio di Scotti, Io e Spotty non indaga nessuna stranezza o problematicità se non il desiderio del ragazzo e della sua co-protagonista di trovarsi, scoprirsi, capirsi. Prima di tutto di farlo con se stessi, per aprirsi poi agli altri. Una storia che è realmente d'amore perché passa dalla comprensione. L'unica cosa che può davvero salvarci.

Io e Spotty Io e Spotty è una commedia che vuole raccontare l'incontro con l'anima gemella, anche se questo avviene in maniera insolita. È il sentirsi a proprio agio lontano da occhi indiscreti. È riuscire ad esprimersi e a comprendere le particolarità dell'altro. Una storia che inquadra i traumi giovanili e l'ansia di dover rispettare alcuni standard sociali, cercando di riportare il tutto verso la storia romantica tra i due personaggi.

7

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