Recensione Special Forces - Liberate l'Ostaggio

Dalla Francia un avvincente action-war-movie con Diane Kruger

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Dedicato ai soldati francesi caduti in Afghanistan e ai reporter che, in ogni angolo del mondo, rischiano la vita per fare informazione, Special Forces è l'ennesimo, interessante, tassello di un cinema di genere francese che sembra avere sempre nuove frecce al suo arco. Diretto da Stéphane Rybojad (al suo esordio su grande schermo dopo un'esperienza televisiva), questo action movie a sfondo militare vanta un cast internazionale che vede protagonisti, tra gli altri, lo scultoreo Djimon Hounsou (Il gladiatore, Blood diamond), la sempre affascinante Diane Krùger (Bastardi senza gloria) e il "nostro" Raz Degan, oltre a un gruppo di star d'Oltralpe su cui spicca il nome di Benoit Magimel (La pianista, I fiumi di porpora 2).

Forze speciali

La trama, va detto, è puramente accessoria. Un gruppo di forze speciali francesi ha il compito di salvare la bella giornalista Elsa (la Kruger), presa in ostaggio da un gruppo di talebani comandati dal crudele Zaief (Degan). Trovato il luogo dove la donna è tenuta prigioniera, in mezzo al deserto di confine tra Pakistan e Afghanistan, la squadra riesce a liberarla, solo per perdere in breve tempo i contatti con la base, e rimanere in balia del nemico.

Undici giorni di fuga in cui lo scopo dei militari risiede nel raggiungere il confine e condurre finalmente in salvo la reporter. Nonostante quindi una trama fin troppo lineare, con passaggi chiave tipici del genere, Special Forces riesce comunque a farsi apprezzare grazie a un'approfondita caratterizzazione dei personaggi, non così scontata in un film di genere, e a delle avvincenti scene d'azione, soltanto a tratti guastate da una certa caotica confusione. Rybojad dimostra già di avere uno stile ben definito, debitore in parte agli action movie hollywoodiani, ma capace di mantenere una tensione costante grazie anche a un non indifferente dispendio di mezzi, riuscendo a creare uno spettacolo appagante non privo di momenti introspettivi. Gli ultimi giorni, i più sofferti dai sopravvissuti, sono ricchi di pathos e avvantaggiati dalla bellezza delle ambientazioni, pendii innevati che rischiano di trasformarsi in una strada verso la morte. Accompagnato da una colonna sonora d'eccezione, il viaggio dei "nostri eroi" si rivela perciò un'esperienza gradita, con ottime interpretazioni da parte di tutto il cast, Degan incluso (ma per chi avesse visto Centochiodi di Olmi questa forse non è una sorpresa) e senza l'aspirazione di raccontare la brutalità della guerra nella sua complessità. Evitando di indagare troppo nelle ideologie e nelle motivazioni politiche, il film si concentra su una singola impresa all'interno di un contesto molto più grande, e vi riesce con una certa onestà e senza troppa retorica. Unico avvertimento: rimanete dopo i titoli di coda, una piccola ma gustosa scena d'epilogo vi attende.

Special Forces - Liberate l'Ostaggio Giocando sul confine del film di genere, ma senza scadere negli affollati meandri dei b-movie, Special Forces conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, la salute del cinema francese, in grado di cimentarsi in praticamente ogni tipo di pellicola. Un action-war-movie avvincente, con un ottimo cast ed efficaci scene d'azione, che pecca soltanto di alcune ingenuità e stereotipi, incapaci però di guastare una visione senza dubbio piacevole per gli amanti del filone.

7

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