Space Jam New Legends Recensione: una partita sottotono

Lebron James e Bugs Bunny uniscono le forze per un'epica partita di pallacanestro in Space Jam: New Legends. Si ricordano ancora come si fa?

Space Jam New Legends Recensione: una partita sottotono
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I believe I can fly. Iniziava tutto così, nel 1996, con il volo di un bambino tra le stelle di una notte d'estate del '73. Un prodigio destinato a diventare una leggenda del parquet, e che sulle ali del suo sogno per la pallacanestro ci condusse attraverso il nostro, di sogno. Quello raccontato nell'originale Space Jam, nella magia infinita di un crossover indimenticabile.

E inizia più o meno allo stesso modo Space Jam: New Legends, percorrendo l'infanzia e le gesta mitologiche di un altro campione, più moderno rispetto a Sua Maestà Michael Jordan: Lebron James. In effetti l'inizio del film di Malcolm D. Lee è piuttosto promettente, costruito sulla scia dei rocamboleschi e coloratissimi titoli di testa dell'opera originale. E ovviamente pure l'idea di questo sequel, nonostante i quasi trent'anni che lo separano dal suo predecessore, trae spunto dall'opera originale: mettere insieme una vera leggenda del basket e la sgangherata banda dei sempreverdi Looney Tunes per fargli disputare un'epica partita di pallacanestro. La partita del secolo prende vita dal 23 settembre e oggi siamo qui per decretarne il risultato: vediamo se Bugs Bunny e i suoi amici si... ricordano ancora come si fa.

Space Jam: nuove leggende, nuovi problemi

La premessa iniziale, come dicevamo, è abbastanza simile a quella del primo Space Jam, ma i toni del racconto si contrappongono quasi subito alla storica avventura di Michael Jordan. Lebron James, da poco ritiratosi dai campi di gioco, è stato un vero e proprio dio del basket, e gli echi della sua leggenda si fanno ancora sentire nel mondo dello spettacolo.

Un grande sportivo, ma anche un padre disfunzionale: convinto che il successo nello sport sia tutto ciò che conta nella vita, l'ex campione non riesce a instaurare un rapporto sereno con suo figlio Dom, che al contrario non riesce a spiccare nel basket e preferisce dedicarsi ai videogame. Ma Dom non è semplicemente un appassionato di videogiochi: è un vero e proprio sviluppatore emergente, un piccolo genio che coltiva il sogno di partecipare all'E3 Camping per concretizzare la sua vocazione. Il bambino ha addirittura creato un suo gioco, un simulatore arcade di basket popolato da tantissimi utenti connessi da tutto il mondo, ma suo padre non approva l'idea e cerca di indirizzarlo verso l'atletica. Il punto di svolta per i due sopraggiunge quando Lebron risponde a una chiamata dei Warner Bros. Studios, che gli propongono un contratto da testimonial per una nuova strepitosa IP: un algoritmo in grado di replicare le sue fattezze in formato digitale e di riprodurle all'interno dei film, allo scopo di rendere il fuoriclasse una nuova icona del mondo del cinema. Peccato che l'algoritmo di Warner, impersonificato nel mondo digitale da un improbabile Don Cheadle, abbia intenti malvagi: mostrare la sua superiorità al mondo.

Lebron rifiuta il contratto, facendosi beffe di "Al-G" e innescando la furia del computer. Il villain decide quindi di intrappolare James nel "Serververso" e di sfidarlo a una partita di basket, dandogli soltanto poche ore di tempo per assemblare una squadra attingendo dal gigantesco universo di produzioni Warner Bros. Inutile dire che, alla fine, soltanto i coraggiosi Looney Tunes accetteranno di lottare al fianco di Lebron per guadagnare la libertà e salvare il rapporto con suo figlio (a proposito, se volete rivivere qualche avventura classica ecco a voi la programmazione dei Looney Tunes su Boomerang in attesa di Space Jam 2).

L'eredità di Space Jam

Lo chiariamo sin da subito: in larga parte, Space Jam: New Legends non è un film per gli appassionati della prima ora. Perché fin dalle prime battute la pellicola si rivela qualcosa di completamente diverso, e confezionato per un altro tipo di pubblico, rispetto all'opera originale. Parliamo di un prodotto che recupera in parte lo spirito del classico, senza tuttavia replicarne l'efficacia, perché dal punto di vista narrativo e concettuale New Legends poggia su basi decisamente poco solide.

A partire dai protagonisti e dai comprimari che ruotano attorno al campione, fuori posto e fin troppo scialbi, fino al binomio composto da Lebron/Al-G. Da un James parecchio ingessato nella recitazione (in questo Michael Jordan si rivelò un interprete assai più convincente) a un Don Cheadle fin troppo macchiettistico e inespressivo. Ma il vero problema della sceneggiatura di New Legends sta soprattutto nel racconto dei suoi temi: nel nuovo Space Jam trovano spazio messaggi anche più preziosi del primo capitolo, su tutti il rapporto tra padri e figli e il peso dell'eredità. Purtroppo si tratta di valori declinati senza verve, e in alcuni momenti trattati persino con superficialità.

C'è da ammettere che in Space Jam: New Legends, per fortuna, non tutto è un disastro. A spiccare, in particolare durante il secondo atto del film, è la brillante ironia dei Looney Tunes, sempre efficaci e ispirati sul versante comico.

Sono proprio i segmenti della pellicola in cui trovano più spazio le gag di Bugs Bunny, Duck, Lola e tutti gli altri a rappresentare l'elemento più riuscito dell'opera, momenti in cui peraltro il loro carisma è supportato da un comparto grafico animato davvero notevole. Proprio per la semplicità (che a tratti diventa vera e propria ingenuità) Space Jam: New Legends è un film che si rivolge soprattutto ai più piccoli, che si divertiranno non poco. Per il pubblico più maturo, invece, sarà difficile scendere a patti con un prodotto narrativamente debole e poco ispirato sul fronte del design nei segmenti "non cartoon", sorretto peraltro da un'effettistica un po' raffazzonata, ma potrebbe trovare ugualmente gradevole il lato squisitamente pop della pellicola.

Buona parte del film si concede infatti una dose abbondante di meta-citazionismo, intriso di tanta autoironia, nei confronti dei più famosi e amati cult del parco titoli di Warner Bros (a tal proposito, abbiamo recentemente approfondito le prospettive del Warnerverso di Space Jam 2). Momenti un po' fini a se stessi, che tuttavia riusciranno a strappare qualche sorriso anche al pubblico più navigato.

Space Jam 2 Il carisma e la simpatia dei Looney Tunes salvano solo in corner Space Jam: New Legends, un film divertente e spensierato che piacerà soprattutto ai più piccoli. Purtroppo l'ironia di Bugs e dei suoi amici non può sostenere da sola una narrazione troppo ingenua e superficiale, incapace di reggere il confronto con l'originale. Un paragone inglorioso, ma in parte necessario, perché New Legends affronta il retaggio del primo Space Jam solo in partenza per poi diventare qualcos'altro. Il pubblico cambia, ma le vecchie abitudini non troppo. E in questo, la Tune Squad sembra ricordare alla lettera la lezione di Michael Jordan, ricordandosi "come si fa". Tutto il resto, purtroppo, sembra averlo dimenticato.

6

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