Recensione Sotto Assedio - White House Down

Channing Tatum alla salvezza della Casa Bianca!

recensione Sotto Assedio - White House Down
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Con lo shakespeariano Anonymous (2011), il cineasta di origini tedesche Roland Emmerich, specializzato in particolar modo in catastrofi su celluloide, ci aveva quasi spinti a pensare che avesse deciso di deviare del tutto la rotta della propria filmografia verso una tipologia di cinema non più volta al facile intrattenimento a suon di elaborati effetti speciali e maggiormente orientata verso intellettualismi proto-letterari.
Fortunatamente, le cose non sembrano stare così, in quanto l'autore di Independence day (1996), Godzilla (1998) e 2012 (2009) torna dietro la macchina da presa per dedicarsi ancora una volta al suo passatempo lavorativo preferito: inscenare in maniera altamente spettacolare l'ennesimo, violento attacco all'America.
Nel caso di White house down (come s'intitola in patria il film), però, non abbiamo a che fare né con minacciose astronavi extraterrestri, né con terremoti, alluvioni (ricordiamo che il suo curriculum include The day after tomorrow - L'alba del giorno dopo) e lucertoloni cari agli spettatori giapponesi, in quanto non sono altro che terroristi quelli che provvedono a mettere in serio pericolo il paese di John Fitzgerald Kennedy e Ronald Reagan.

FireFoxx!

Perché, in maniera analoga al contemporaneo Attacco al potere - Olympus has fallen (2013) di Antoine Fuqua, che vede Gerard Butler nei panni di un ex agente dei servizi segreti impegnato a liberare la Casa Bianca da un gruppo di estremisti nord coreani riusciti a infiltrarvisi e a difendere un presidente degli Stati Uniti incarnato da Aaron"Il cavaliere oscuro"Eckhart, al centro delle circa due ore e dieci di visione troviamo un Jamie Foxx proto-Barack Obama rimasto all'interno della sua apparentemente intoccabile residenza ufficiale, assaltata da un gruppo armato paramilitare che, in mezzo agli ostaggi, ha preso anche la piccola Emily alias Joey"L'evocazione - The conjuring"King, in visita nel posto insieme al padre John Cale, poliziotto che si è visto negare il lavoro dei suoi sogni con i Servizi Segreti per la protezione del capo di Stato.
E, ovviamente, con un nome che tanto ricorda quello del John McClane della serie Die hard e le fattezze del Channing Tatum di Magic Mike (2012), in questo caso anche produttore esecutivo del lungometraggio, è lui a trovarsi costretto a improvvisarsi eroe della situazione, affrontando il manipolo di stermina-innocenti al fine di portare in salvo sia la figlia che l'intero paese, sempre più in serio pericolo.

Non entrate in quella Casa... Bianca!

Del resto, se da un lato è quasi impossibile non individuare similitudini con il primo capitolo del gettonatissimo franchise interpretato da Bruce Willis, dall'altro Emmerich, rispetto al citato film di Fuqua, dedica buona parte del primo tempo alla presentazione dei diversi personaggi, come ha sempre fatto nei suoi disaster movie (l'Independence day di cui sopra viene anche omaggiato verbalmente).
Quindi, man mano che troviamo in scena Maggie Gyllenhaal e i veterani Richard Jenkins e James Woods, ci si avvia verso gli attesissimi momenti d'azione, non senza che lo script - a firma di James Vanderbilt, sceneggiatore di Al calare delle tenebre (2003) e di The amazing Spider-man (2012) - lasci venire allo scoperto qualche sorpresa e personaggi destinati a rivelare le loro reali, tutt'altro che pacifiche intenzioni.
Mentre si sguazza tra tetti d'ascensore, segreti tunnel sotterranei e abbondanti spargimenti di cadaveri, ma attraverso una rappresentazione della violenza piuttosto edulcorata e adatta al pubblico delle famiglie, nonostante l'abbondanza di pallottole volanti e scontri corpo a corpo.
Con la risultante di un'operazione che, non priva d'indispensabile ironia, intrattiene a dovere e diverte senza annoiare mai lo spettatore, tirando in ballo sia immancabili sequenze con elicotteri (quasi un marchio di fabbrica emmerichiano) che una memorabile fuga in auto nei giardini della Casa Bianca.
Anche se il tutto rischia in parte di apparire eccessivamente tirato per le lunghe e, ovviamente, necessita la capacità di sorvolare sulle incongruenze e assurdità tipiche di questa tipologia di spettacoli su celluloide, dalle leggi della fisica evidentemente violate alle reazioni inverosimili... fino al fatto che il presidente degli Stati Uniti utilizzi tranquillamente determinate armi come se ogni giorno sparasse con mitra e pistole.

Sotto Assedio - White House down Abbandonate le sensuali nudità di Magic Mike (2012) di Steven Soderbergh per vestire i panni di un massiccio poliziotto che si è visto negare il lavoro dei suoi sogni con i Servizi Segreti per la protezione del presidente degli Stati Uniti, ma che si trova a dover lottare per salvare la propria vita e quella della figlia proprio dal momento in cui la Casa Bianca viene presa d’assedio da un gruppo armato paramilitare, il bisteccone tanto amato dalle spettatrici Channing Tatum è il protagonista - e produttore esecutivo - di uno spettacolare, movimentato action-movie senza tregua firmato dal tedesco Roland Emmerich. Action-movie senza tregua che, pur senza troppa originalità, riesce nella oggi sempre più difficile impresa di non fare rimpiangere il prezzo del biglietto. Del resto, la storia raccontata è la stessa che fu già alla base del contemporaneo Attacco al potere - Olympus has fallen (2013) di Antoine Fuqua, il quale, però, manifestava una maggior consapevolezza di appartenere al cinema di genere (se non addirittura al filone dei b-movie), sia a causa di un certo patriottismo di evidente derivazione reaganiana, sia grazie a una insolita crudezza sfoderata durante le sequenze di violenza, qui decisamente più edulcorate ed adattate al pubblico per famiglie (anche se i morti non mancano e, anzi, abbondano). D’altra parte, non dimentichiamo che dietro la macchina da presa abbiamo l’autore di Independence day (1996) e The day after tomorrow - L’alba del giorno dopo (2004), il cui interesse è quello di concepire costosissimi blockbuster volti alla facile emozione, non al raccapriccio od a impressionanti rappresentazioni della realtà.

7

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