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Solstice, la recensione dell'horror/mystery di Daniel Myrick su Netflix

Una ragazza in vacanza con gli amici è tormentata dallo spirito della gemella morta suicida in Solstice, horror / mystery di Daniel Myrick.

Solstice, la recensione dell'horror/mystery di Daniel Myrick su Netflix
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Nel 1999 realizzò insieme al collega e amico Eduardo Sánchez un cult, amato e odiato, capace di dare il via al rinnovato successo dei POV: il miserissimo budget e lo stratosferico incasso di The Blair Witch Project segnarono un passo fondamentale nella carriera di Daniel Myrick, da li poi incapace di ripetere l'exploit d'esordio. Sarebbe però ingiusto sottovalutare uno dei titoli futuri della sua filmografia, datato 2008, che ebbe una distribuzione limitata anche nelle nostre sale ed è ora disponibile su Netflix. Con Solstice infatti ci troviamo dinanzi ad un horror mystery che, pur non facendo dell'originalità narrativa il suo punto di forza, ha un paio di frecce al suo arco filmico. La trama vede la protagonista Megan ancora sconvolta dal suicidio della sorella gemella Sophie, avvenuto solo pochi mesi prima; per ritrovare serenità la ragazza decide di trascorrere una settimana di vacanza in una casa sul lago insieme ad alcuni amici, tra cui anche l'ex fidanzato della consanguinea. Qui però la giovane comincia ad essere preda di incubi e inquietanti allucinazioni in cui lo spirito di Sophie sembra voler comunicare con lei.

Quella casa in fondo al bosco

Myrick adotta qui una struttura classica del cinema dell'orrore, che vede protagonisti un gruppo di giovani in un periodo di vacanza, in una località isolata, e uno spettro senza pace pronto a rivelare inquietanti segreti. Una formula abusata ma ben sfruttata dal regista che, a dispetto di alcune ingenuità narrative in fase di sceneggiatura, si dimostra capace di generare un'atmosfera lugubre in cui drammi personali e tonalità mystery si ibridano con discreto equilibrio. Il presumibile colpo di scena, con sorpresa parziale all'effettiva rivelazione, è alquanto prevedibile ma in Solstice conta di più quella fascinosa tensione che lo precede, con una manciata di sequenze visivamente d'impatto a suggellare una paura sottotraccia che porta infine allo svelamento di vittime e colpevoli. Con un utilizzo forzato ma necessario di flashback risalenti alla sera della tragica scomparsa di Sophie e un potenziale villain secondario, i novanta minuti di visione si concentrano sui rapporti tra i vari personaggi, con gelosie e tradimenti che fanno ben presto capolino nelle dinamiche del gruppo, efficace contorno alla componente sovrannaturale della vicenda così come l'ambientazione paludosa e rurale che pare nascondere mille misteri, e il solstizio d'estate qui prossimo a venire quale collegamento temporale tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il cast, in cui compaiono anche Amanda Seyfried e Shawn Ashmore (Uomo Ghiaccio nella saga degli X-Men), si rivela convincente quanto basta per rendere credibile l'intensità emotiva dell'operazione.

Solstice Dal co-regista di The Blair Witch Project (1999) un horror classico che, pur abusando di alcuni cliché del filone, si fa guardare con piacere. Una casa isolata nei pressi di un lago e una ragazza tormentata dallo spirito della gemella scomparsa caratterizzano novanta minuti di visione in cui, a dispetto di una narrazione parzialmente scontata, non mancano spunti interessanti e una piacevole atmosfera mystery generante la giusta dose di palpabile tensione sovrannaturale, spesso sottotraccia, che rendono Solstice un godibile intrattenimento per gli appassionati.

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