Sognando a New York, la recensione del musical di John M. Chu

Arriva in sala l'adattamento cinematografico dell'omonimo musical di Lin Manuel Miranda, legato alle sue radici, fiero delle sue origini.

Sognando a New York, la recensione del musical di John M. Chu
Articolo a cura di

Prima ancora che Lin Manuel Miranda vincesse il Pulitzer alla Drammaturgia per il suo straordinario Hamilton, il musical che lanciò il suo talento e lo rese famoso prima off e poi a Broadway fu In the Heights. L'opera debuttò nel 2005 in Connecticut per raggiungere le luci della ribalta nel 2008, vincendo anche quattro Tony Award tra cui quello al miglior musical. A distanza di 11 anni, la stessa sceneggiatrice del progetto, Quiara Alegria Hudes, è stata chiamata a scrivere l'adattamento cinematografico firmato da John M. Chu (Crazy Rich Asians), che proprio come il musical originale segue la storia di Usnavi (Anthony Ramos), proprietario di una bodega nel quartiere ispanico di Washington Heights, a New York. Insieme e intorno a lui scopriamo i sogni e le speranze di un assortito gruppo di personaggi che vanno da Benny (Corey Hawkins), amico d'infanzia di Usnavi, a Nina (Leslie Grace), grande amore del protagonista appena rientrata dall'Università di Stanford.

Vivendo insieme a loro il calore e la passione latina che accende quotidianamente gli Heights, scopriamo un mondo fatto di desideri e relazioni umane che si scontrano con la dura realtà dell'immigrazione in America, delle possibilità che questi ragazzi e queste ragazze devono guadagnarsi con le unghie e con i denti, ottimisti nel potercela fare e realizzarsi come meglio credono, prendendo anche le distanze da ciò che inizialmente desideravano. È questa la vita ai Washington Heights: duro lavoro, balli travolgenti, confronti accesi e tanta, tantissima musica.

Eredità latina

Nonostante sia nato e cresciuto in America da una famiglia di immigrati portoricani, Lin Manuel Miranda è un autore e artista profondamente legato alle sue origini ispaniche, tant'è che sin da bambino si è sempre recato un mese ogni anno a Vega Alta, città natale dei nonni. Conoscendo in modo diretto e attivo il modello di vita dei quartieri ispanici, decise di trasformare questa sua necessità d'espressione in musical, essendo già compositore a vent'anni e anche letterato, professore di inglese dopo la laurea.

Nasce così In the Heights, che vuole prima di tutto raccontare l'eredità latina tramandata di generazione in generazione, una base essenziale del DNA di una comunità che da sempre ha vissuto di sacrifici senza troppo lamentarsi, portando spesso avanti esistenze modeste con lavori umili senza mai perdere di vista la bellezza e l'importanza della condivisione, della felicità nelle piccole cose, l'amore per le proprie radici. Da Broadway a Hollywood, tutto questo resta immutato nel film di John M. Chu, che dirige la trasposizione cinematografica del musical con grande rispetto del libretto e delle tematiche forti dell'opera, portando di petto sul grande schermo tutte le vibranti e accese coreografie che accompagnano di volta in volta i testi rap e latino-americani creati da Miranda. Nonostante argomenti e sound si discostino concettualmente da Hamilton, In the Heigths resta la base di partenza dello stile spudoratamente trascinante, pop e mainstream del compositore, e infatti già la canzone d'apertura del film (chiamata proprio In the Heigths) è una dichiarazione d'intenti artistici che si palesa nella presentazione in chiave rap di tutti i personaggi e della loro dimensione umana e professionale.

L'aggiunta stilistica di Chu è una chiave di lettura formale che unisce realtà e fantasia, rendendo tutto sognante e movimentato, un'esplosione di situazioni e colori artisticamente appagante che valorizza effettivamente la trasposizione, dando più "fiato" ai vari numeri, espandendone la portata e riuscendo comunque a raccontare ottimamente la narrazione all'interno della corografia.

A parte l'incipit, è da sottolineare lo stupefacente coinvolgimento di altri due numeri in particolare: 96.000, ambientato in una piscina pubblica, e When the Sun Goes Down, con un'incantevole e immaginifica danza tra i palazzi degli Heights.

Al netto di un perfetto Anthony Ramos nel ruolo che fu sul palco di Miranda e di un cast corale ben delineato, competente e in parte, In the Heigths manca forse di un pezzo che possa dirsi realmente iconico, che riesca a lasciare un ricordo indelebile come My Shot o Satisfied di Hamilton.

Le canzoni, per quanto riuscite e appaganti, non riescono quasi mai a imprimersi con forza nel cuore, e questo nonostante siano strettamente legate ai pensieri dei protagonisti. Forse è un discorso d'appartenenza che noi europei possiamo capire meno degli Americani, non vivendo in prima persona il valore delle comunità ispaniche e conoscendo ancora meno quel modello di vita a noi lontano. È sicuramente un musical valido e irresistibile, ma porta con se anche molte riflessioni sull'auto-realizzazione, sul sogno a stelle e strisce , sulla morte e sulle relazioni umane che appesantiscono il ritmo pop del prodotto - questo anche a causa di una durata importante. Un musical che piacerà sicuramente ai fan di Miranda e agli amanti del genere ma che non regalerà sorprese a chi il genere lo ha sempre tenuto a debita distanza.

Sognando a New York - In The Heights La trasposizione cinematografica di In the Heigths di Lin Manuel Miranda (Sognando a New York in italiano) si conferma essere un ottimo adattamento del musical originale dell'autore di Hamilton, foriero degli stessi (grandi) pregi e dei vari difetti diffusi dell'opera, primo fra tutti un coinvolgimento dedicato soprattutto a chi appartiene alla comunità ispanico-americana descritta. Non tutte le canzoni sono trascinanti o centrate, ma quelle che lo sono aprono a una dimensione magica, romantica, calda e accogliente davvero impagabile, con quattro numeri che faranno la felicità degli amanti del genere. Un titolo da vedere comunque sul grande schermo (dal 22 luglio) per lo spettacolo a tratti immaginifico impalcato da John M. Chu e per godere di un adattamento riuscito.

7

Che voto dai a: Sognando a New York - In The Heights

Media Voto Utenti
Voti: 0
ND.
nd