Slither, la recensione del film di James Gunn

Un meteorite cade nei pressi di una piccola cittadina americana, portando con sé un uovo alieno nella commedia horror di James Gunn.

Slither, la recensione del film di James Gunn
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Un meteorite conclude la sua caduta dallo Spazio nella piccola cittadina di Wheelsy, recando con sé un misterioso uovo di origine aliena. Qualche sera dopo, in seguito al litigio con la bella moglie Starla (insegnante locale oggetto del desidero di gran parte della popolazione maschile del posto), il rivenditore d'auto Grant si trova nell'adiacente bosco insieme alla compaesana Brenda e si imbatte nell'inquietante guscio, dal quale all'improvviso fuoriesce uno spuntone vivente che, entrato nel corpo dell'uomo, ne assume il controllo.
Da quel giorno l'ospite comincia a manifestare comportamenti sempre più strani, sia in compagnia della coniuge che privatamente, e acquista ingenti quantità di carne cruda. In Slither, quando la stessa Brenda viene data per scomparsa, lo sceriffo Bill Pardy (innamorato, forse ricambiato, fin dall'infanzia proprio di Starla) comincia le indagini ma quello che scopre insieme ai suoi uomini va al di là di ogni immaginazione: Grant, il cui corpo è ormai completamente mutato in una creatura mostruosa, ha infatti dato il via alla procreazione di centinaia di vermi pronti a infettare l'intera comunità e trasformare il mondo in una sanguinosa riserva di cibo.

Worms

Senza andare a ricercare forzatamente i post incriminati che tanto scalpore hanno fatto negli ultimi tempi, causando il relativo licenziamento dal franchise de I guardiani della galassia e polemiche annesse, o i primi lavori per la Troma, alla Disney sarebbe bastato dare uno sguardo alla prima produzione per il grande schermo di James Gunn, film che racchiudeva in sé già tutti i germi del politicamente scorretto del regista di St. Louis.
Clamoroso flop al botteghino, ma apprezzato da gran parte della critica, Slither è una commedia horror che non ha paura di osare dal punto di vista visivo, dando vita a un repellente susseguirsi di sequenze morbose e disturbanti, sempre e comunque smussate dal tono da b-movie che guarda ai classici del filone con sani istinti di genere.
Ibridi uomo-calamaro, inerti vittime femminili ingrassate centinaia e centinaia di chili, vermi che entrano ed escono dai più svariati orifizi sono il cuore pulsante e accattivante dei novanta minuti di visione, in un continuo avvicendarsi di omaggi e citazioni palesi: se le influenze del cinema di David Cronenberg sono sotto la luce del sole, Brood - La covata malefica (1979) e Il demone sotto la pelle (1975) in primis, la pellicola è stata accusata addirittura di plagio nei confronti di un'altra produzione similare, l'ottantiana Dimensione terrore (1986), con cui condivide in effetti molti punti in fase di sceneggiatura.

Un divertimento horror

Il prototipo principale, fonte d'ispirazione anche dei succitati titoli, rimane naturalmente un grande classico quale L'invasione degli ultracorpi (1956) e relativi remake, con queste entità aliene che hanno intenzione di sostituirsi agli umani per porre fine alla civiltà sostituendo un'unica, interconnessa, mente al raziocinio degli infetti.
Spunto forse non del tutto originale che trova però momenti di grande fascino nel flashback/visione di una delle ragazze protagoniste e che trasporta per qualche secondo in un morente pianeta alieno dilaniato dalla piaga.
A farla da padrone sono gli ottimi effetti speciali che, senza l'uso di diavolerie digitali, danno vita a figure putrescenti e viscide nel migliore dei modi, mantenendo sempre costante una macabra tensione sessuale (tutti i contagiati sono infatti innamorati della bella Starla, unico barlume di umanità rimasto ancora nella mente di Grant) che rende la visione ancora più sporca e aperta a ulteriori sfumature.
Poi naturalmente si ride in maniera semplice e immediata, complice le marcate caratterizzazioni delle figure principali e la naturale simpatia del cast capitanato dalla bella Elizabeth Banks e da Nathan Fillion, coraggioso ma un po' imbranato sceriffo che si oppone al terrificante villain di un altrettanto ottimo Michael Rooker, coperto per la maggior parte degli eventi da efficaci strati di make-up.
Gunn dirige già con il pilota automatico e, spingendo sempre più l'acceleratore su tonalità da zombie movie, regala una seconda parte da cardiopalma e ad alto tasso tensivo, in cui ribrezzo e divertimento convivono in maniera esemplare.

Slither Tra le ultime grandi commedie horror provenienti dal cinema hollywoodiano, Slither non ha purtroppo trovato fortuna al botteghino ma si è imposto comunque negli anni come vero e proprio cult. Fiero delle sue origini "tromesche" James Gunn, al suo esordio in una produzione ad ampio budget, non fa sconti e trova l'ideale mix tra disgusto e divertimento di genere, dando vita in fase di sceneggiatura a un racconto che si spreca in omaggi e citazioni ai classici del filone, da L'invasione degli ultracorpi (1956) in poi, e all'intero universo degli zombie movie. Il regista va diritto per la sua strada senza curarsi del politically correct, infilando taglienti battute che non risparmiano niente e nessuno e affidando all'eterogeneo cast il compito di creare un buon impatto empatico nei confronti dello spettatore. Il film andrà in onda stasera, martedì 21 agosto, alle 22.45 su PREMIUM CINEMA ENERGY.

7.5

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