Shin Godzilla, il papà di Evangelion e l'icona kaiju-eiga Recensione

Shin Godzilla, reboot della saga nipponica co-diretto dal papà di Evangelion, si rivela un convincente nuovo inizio per l'icona kaiju-eiga.

recensione Shin Godzilla, il papà di Evangelion e l'icona kaiju-eiga
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La baia di Tokyo è vittima di un cataclisma causato da una forza di origine sconosciuta, che provoca anche il parziale cedimento del vicino tunnel sotterraneo. La causa del disastro si palesa ben presto essere una gigantesca creatura marina dalle sembianze mai viste prima; il governo giapponese inizialmente pensa di contenere il pericolo, ignorando però che il mostro è dotato di zampe ed è perciò in grado di muoversi sulla terra ferma, evento che ben presto si verifica creando caos e distruzione all'interno della metropoli. Durante l'improvvisata passeggiata infatti il mastodontico essere mette a ferro e fuoco la città, trovando anche il tempo di evolversi in un nuovo e ancor più temibile stato, prima di scomparire nelle acque del mare. Quando però il mostro riappare il Primo Ministro comprende come l'unico modo per fermare la sua catastrofica avanzata sia quello di mettere in campo l'esercito, sottovalutando il reale pericolo costituito dall'essere ora ribattezzato Godzilla.

Risurrezione

Vi era grande attesa per questo primo reboot, 100% made in Japan, di Godzilla (o Gojira, per i puristi) diretto a quattro mani dal creatore di Evangelion Hideaki Anno e dal suo collega Shinji Higuchi (anche regista dei live-action di Attack on Titan), nelle intenzioni apripista di un nuovo periodo d'oro della popolare "lucertolona". L'obiettivo, a giudicare dal risultato e dagli apprezzamenti di critica e pubblico, che in patria l'ha premiato con record d'incassi, può dirsi certamente riuscito offrendo un nuovo e particolare sguardo alla mitologia di una saga profondamente nipponica nell'anima. Non è un caso che in una narrazione densa e cupa come mai prima d'ora si riflettano non soltanto l'incubo del disastro nucleare, tema da sempre ricorrente, ma anche il recente trauma dello tsunami che ha colpito il Giappone nel 2011. Vedere per credere una delle ispirate sequenze iniziali in cui l'arrivo in città di Godzilla attraverso un canale scatena un'onda violentissima che trascina via qualsiasi cosa trovi sul suo cammino, specchio inquietante della tragedia che colpì il Paese cinque anni orsono. Nella prima parte si ha quasi l'impressione di assistere ad un kaiju-eiga che guarda e non poco alle atmosfere del noto anime "robotico" del co-regista, con tanto di inquieta colonna sonora a caratterizzare i passaggi più visivamente potenti, realizzati con l'ausilio di efficaci effetti speciali che, pur non potendo contare sui faraonici budget di Hollywood, sono comunque sopra la media delle produzioni tipiche del Sol Levante. Anche la tecnica utilizzata per realizzare la gigantesca creatura dimostra un mix tra genio e concretezza, con motion-capture (sulle movenze dell'attore teatrale Mansai Nomura), marionette, animatronics ed effetti digitali a rendere discretamente verosimile il percorso distruttivo del mostro. Treni e ponti lanciati per aria, carri armati e aerei da guerra, droni americani e bombe di immane potenza, la furia esplosiva della creatura (che, in continua evoluzione, nella parte finale rischia di rivelarsi un pericolo per il mondo intero) regalano un buon impatto spettacolare nei cento minuti di visione, non trovando però altrettanto equilibrio nella gestione narrativa. Dove Shin Godzilla (conosciuto anche col titolo internazionale Godzilla Resurgence) pecca maggiormente è in una sceneggiatura a tratti troppo verbosa ed estremamente concentrata sugli intrighi politici, tanto che tutti i principali protagonisti sono o ministri o alti ufficiali del governo, con nessuno spazio riservato alla popolazione comune (comunque ben presente in numerose scene di massa con gran numero di comparse), e l'ampio risalto dato ai trattati internazionali, con gli USA a giocare un fondamentale e malvoluto ruolo di supporto, risulta non sempre ben calibrato.

Shin Godzilla Il "papà" di Evangelion Hideaki Anno co-dirige a quattro mani con il sodale Shinji Higuchi il primo e vero reboot nipponico di Godzilla, dando nuova energia ad una saga spesso appiattita su stanchi e banali sequel di cassetta. Shin Godzilla si offre come reinterpretazione dark e moderna del mito, regalando sequenze di grande fascino spettacolare (gli effetti speciali di buona qualità svolgono egregiamente il loro compito) nel percorso distruttivo della gigantesca creatura, sempre prossima a nuovi e più devastanti stadi evolutivi. La trama si perde parzialmente in lungaggini e forzature di sorta, ma questo nuovo inizio dell'icona kaiju-eiga fa ben sperare in ottica futura.

7

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