Sharknado 5: Global Swarming: il nuovo, delirante, capitolo della saga Asylum Recensione

Decine di sharknado stanno minacciando il mondo intero in Sharknado 5: Global swarming, quinto tassello della saga trash Asylum.

recensione Sharknado 5: Global Swarming: il nuovo, delirante, capitolo della saga Asylum
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Ormai ogni anno, da cinque a questa parte, i primi giorni di agosto sono entrati di diritto nel calendario filmico di ogni cultore del trash: è proprio in questo periodo infatti che la saga di Sharknado si arricchisce di un nuovo tassello della propria, personalissima, mitologia. Il punto più alto mai toccato dalla Asylum, capace di dar vita ad un franchise capace di diventare virale ed emergere nella svariata lista di produzioni coeve della casa di produzione americana grazie ad un'idea di cinema di serie z tutto indirizzato su una spiccata, e irresistibile, esagerazione e su una vena citazionista sempre più marcata. Dopo il primo capitolo, sicuramente il più debole e acerbo, la serie si è avviata verso un crescendo, sempre ovviamente rivolto ad un ridicolo sense of wonder, che ora si evolve ulteriormente con Sharknado 5: Global swarming, freschissimo di trasmissione. In questa nuova avventura Fin Shepard, sua moglie April e la ritornante Nova sono alle prese con decine e decine di sharknado che stanno devastando ogni angolo del globo; uno di questi ha anche trasportato via il figlio più giovane della coppia, con i genitori determinati a riabbracciarlo in ogni modo possibile e al contempo impegnati nel tentativo di salvare il mondo e porre fine alla diffusione dei cataclismi.

Sempre più in alto

Con un inizio che cita al contempo Mission: Impossible (1996) e la saga di Indiana Jones quest'ultimo capitolo mette da subito le carte in chiaro, riproponendosi come irresistibile avventura citazionista in cui si spinge l'acceleratore sul puro, autoironico, delirio narrativo. Con tanto di profezie e antiche pitture rupestri rappresentanti tornado di squali risalenti già all'era preistorica, Sharknado 5: Global swarming osa oltre l'immaginabile tirando in ballo, letteralmente, sacro e profano: tra i vari personaggi secondari comparenti nei novanta minuti di visione vi è addirittura un capelluto pontefice interpretato dal modello italiano Fabio. Non l'unico cameo d'eccezione, visto che anche Olivia Newton-John, Tony Hawk (in una doppia occasione) e Bret Michaels, cantante e leader dei leggendari Poison, calcano lo schermo, senza andare a svelare chi fa la sua apparizione, realmente inaspettata e sorprendente, nell'epilogo guardante a Ritorno al futuro. Sulla scia del terzo e del quarto episodio il ritmo mantiene livelli altissimi, con gli eventi che si susseguono in serie senza un attimo di tregua, tra tornado che continuano a formarsi e vengono usati come improbabili mezzi di trasporto dai protagonisti, in un espediente assurdo ma altamente funzionale che permette alla storia di far tappa in diversi angoli del globo: da Londra alla Svizzera, dal Giappone (con gustoso rimando ai kaiju-eiga) all'Australia, dal mar della Cina a Roma (con tanto di omaggio alla fontana di Trevi), la varietà ambientale è garantita proponendo situazioni sempre diverse che flirtano con gli stereotipi territoriali e con i monumenti più rappresentativi di ogni singolo Paese. Ricco di scene (s)cult, con un'improvvisata fuga sugli sci durante una valanga, e relativo massacro di pescecani in atto, accompagnata dalle esaltanti note di The kids aren't alright degli Offspring tra i momenti più riusciti, l'operazione fa il suo dovere per l'ennesima volta e, cosa più importante, non si adagia eccessivamente sui suoi topoi evitando il rischio fotocopia. Squadra che vince non si cambia, con Anthony C. Ferrante per l'ennesima volta in cabina di regia e Ian Ziering e Tara Reid assoluti protagonisti: per lo scontato sesto capitolo, speriamo che rimangano tutti coinvolti.

Sharknado 5: Global Swarming Asylum fa di nuovo centro con la sua (unica?) saga di punta, consegnandoci con Sharknado 5: Global swarming il degno proseguimento di un franchise che non finisce mai di stupire. Trash irresistibile e citazionista delle migliori occasioni, Sharknado 5 è figlio di una delirante genialità che non ha paura di esagerare oltre ogni limite narrativo e che garantisce risate in serie nei suoi novanta minuti di visione, nonostante gli effetti speciali di pessima qualità. Tra vecchi personaggi, principali e secondari, che fanno il loro ritorno e cammei d'eccezione (l'ultimo farà la gioia di tutti gli appassionati di action movie) l'operazione vince e convince al netto di ogni alito snob che intende giudicare il tutto fuori dal suo contesto di riferimento, quello in questo caso di un puro e straripante nonsense da birra e poltrona.

7

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