Shark Night - Il lago del terrore, la recensione del film di David R. Ellis

Un gruppo di amici in vacanza presso una casa sul lago si trova alle prese con un gigantesco e affamato esemplare di squalo.

recensione Shark Night - Il lago del terrore, la recensione del film di David R. Ellis
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Gordon e Nick sono due compagni di stanza del campus universitario, il primo un nerd che trascorre intere giornate davanti ai videogiochi e il secondo un brillante studente. I ragazzi vengono invitati dall'amico Malik a trascorrere un weekend di baldoria nella casa sul lago di proprietà della loro coetanea Sara, una ragazza dal passato misterioso (e dalle scarse relazioni sociali) della quale Nick è da tempo invaghito.
In Shark Night - Il lago del terrore il gruppo, composto di sette elementi (inclusa la padrona di casa), si mette così in viaggio per il Lago Vittoria, ignaro che nelle acque circostanti la sfarzosa villa dove trascorreranno il fine settimana scorrazzi un feroce squalo. Dopo le prime ore di festa e tintarella, gli studenti verranno presi di mira dal famelico predatore e l'impossibilità di contattare la terra ferma, per via della mancanza di rete, trasforma la loro permanenza in un vero e proprio incubo ad occhi aperti.

In fondo al lago

L'ultima prova dietro la macchina da presa del compianto David R. Ellis, ex stuntman passato in cabina di regia firmando, tra gli altri, due capitoli della saga di Final Destination e il sottovalutato Snakes on a plane (2006), non è certo il miglior commiato immaginabile per una carriera composta da discrete incursioni di genere. Il regista californiano con Shark Night - Il lago del terrore si è fatto prendere la mano da una pasticciata verve citazionista con la quale ha tentato di ibridare, con scarso successo, gli stilemi tipici dell'horror/slasher (dimora isolata e gruppo di ragazzi dediti a un weekend di divertimento a base di alcool e sesso) con le atmosfere degli shark-movie.
Il risultato finale è un insieme di situazioni sempre più improbabili nelle quali gli sfortunati, ma anche poco oculati, protagonisti si trovano catapultati e la presenza forzata di elementi ambientali ostili (in primis la mancanza di rete dei telefoni cellulari) rende l'intero insieme eccessivamente meccanico per suscitare un reale coinvolgimento - demerito da condividere con un cast anonimo e caratterizzazioni superficiali dei numerosi personaggi in gioco, gruppo di villain su tutti.

Ne resterà soltanto uno?

Shark Night - Il lago del terrore vive così su un poco coeso mix di toni comici e una violenza secca tipica delle produzioni anni '80, ma non spinge mai sull'acceleratore in nessuno dei due versanti: l'erotismo, pur sbandierato dalla locandina in cui una ragazza in bikini fugge dal famelico pescecane, è pressoché assente in favore di un'anonima sottotrama sentimentale e gli istinti splatter sono quasi sempre lasciati fuori campo, amputazioni di arti incluse. La partitura tensiva viene meno negli assalti dei voraci squali, impersonificati da animatronic coadiuvati da effetti digitali, e non bastano le inquadrature subacquee e la canonica colonna sonora incalzante a tema per generare il minimo sindacale di suspense.
Tra battute su programmi telesivi come Shark Week (programma per il piccolo schermo basato sugli attacchi dei suddetti animali) o documentari famosi quali La marcia dei pinguini (2005), il film sembra guardare costantemente altrove pur di non mettere in mostra una propria personalità, persino il tourbillon di colpi di scena dell'ultima mezz'ora risulta lento e prevedibile, così come la rocambolesca e mal gestita resa dei conti finale.

Shark Night - Il lago del terrore Tenta di coniugare toni ironici agli stilemi tipici dello shark-movie moderno, ma il risultato è un pasticcio confuso che cita casualmente produzioni di genere (e non) per ovviare alle evidenti mancanze narrative: Shark Night - Il lago del terrore deficita della necessaria cattiveria per emergere nel relativo filone, con il suggerito erotismo negato poi allo sguardo e una violenza all'acqua di rose in cui anche la suspense si rivela colpevole assente. Il regista David R. Ellis, scomparso due anni dopo le riprese per cause mai chiarite, non trova una personale chiave di lettura trascinando i novanta minuti di visione in una stanca fiera dei cliché priva di personalità, utile a suscitare anche un minimo sussulto. L'anonimo cast purtroppo non migliora di certo la già tragica situazione. Il film andrà in onda giovedì 7 febbraio alle 00.30 su PARAMOUNT CHANNEL.

4.5

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