Recensione Setup

50 Cent, Ryan Phillippe e Bruce Willis in un action da dimenticare

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Sonny (50 Cent) organizza una rapina insieme a due suoi vecchi amici, Vincent (Ryan Phillippe) e Dave (Brett Granstaff). L'obiettivo è un grosso carico di diamanti del valore di cinque milioni di dollari. Il colpo riesce, ma Vincent tradisce i compagni fuggendo con l'intera posta, non prima di aver ucciso Dave e ferito Sonny. Quest'ultimo, alla ricerca di vendetta, si imbatte nel potente boss della mafia Biggs (Bruce Willis), che si offre di aiutarlo a patto che Sonny recuperi per lui un'ingente partita di denaro sporco. Ma non tutto sarà così semplice...Mike Gunther, da oltre vent'anni stunt coordinator in diversi film di successo, dirige il suo secondo lungometraggio (anche sceneggiato, a quattro mani, con Mike Behram) dopo l'infelice ed inedito Beatdown (2010). A differenza dell'esordio, questa volta può contare su un trio di nomi dal sicuro appeal sul pubblico come Bruce Willis, Ryan Phillippe e il rapper convertito attore 50 Cent.

Setup failed

Certe volte sarebbe meglio se chi ottiene buoni risultati in un determinato campo si limitasse ad esso. Naturalmente, e come sovente capita nel passaggio da davanti a dietro la macchina da presa, non è sempre così, ma questa volta per ben due casi possiamo citare quanto detto in apertura di paragrafo. Il primo, e forse più palese, è il caso di 50 Cent, che pur essendo una leggenda nel suo genere musicale, non è mai riuscito a sfondare degnamente, almeno dal punto di vista qualitativo, su grande schermo. E vedendo Setup, si può tranquillamente intuire il perché: l'interprete afro-americano si conferma infatti come uno dei volti più inespressivi di Hollywood, e il suo volto monolitico non cambia mai dal primo all'ultimo istante, sia intento a scherzare con gli amici o a cercare di sopravvivere. Già partire con un protagonista incapace di esprimere qualsiasi emozione non è un buon viatico per un film, ma il danno diventa irreparabile quando anche il regista si rivela inefficace nel costruire le basi portanti di un action thriller, quale Setup dovrebbe essere. Prendendo ispirazione dai classici dell'heist movie per ciò che concerne la prima mezz'ora, e in seguito virando su un tentativo di reinterpretazione tipicamente yankee di un cult come The Snatch, Gunther perde completamente il filo della narrazione, finendo per creare situazioni al limite dell'assurdo involontario, con forti negligenze per ciò che concerne sia il ritmo, sia la rappresentazione visiva, per non parlare della tensione, pressoché assente in tutti i novanta minuti scarsi del film. Stessa sorte riservata alla componente d'azione, che limitata praticamente a due brevi sequenze, all'inizio e verso la fine, fa' rimpiangere anche le pellicole più scalcinate di Van Damme e soci. Unica, breve, nota positiva è al solito la performance di Bruce Willis, in un ruolo piccolo ma comunque gustoso, nei panni del folle boss mafioso Biggs, in grado di regalare almeno qualche sorriso.

Setup Setup è un ottimo esempio di come sprecare diversi milioni di dollari. Un film pessimo sotto tutti i punti di vista, che cerca di essere cool a ogni costo ma fallisce anche in quest'obiettivo, pieno di gag e moralismi tipici dei peggiori b-movie, e con un 50 Cent che stava probabilmente già pensando alle canzoni del suo nuovo disco. E non basta neanche Bruce Willis, in un ruolo secondario, a salvare una pellicola già candidata a (s)cult dell'anno.

3.5

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