Serenity-L'isola dell'inganno, recensione del film con Matthew McConaughey

Il capitano di una barca che vive su una piccola isola tropicale riceve la visita dell'ex moglie, che gli propone un'offerta difficile da rifiutare.

recensione Serenity-L'isola dell'inganno, recensione del film con Matthew McConaughey
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Baker Dill è il capitano di una barca da pesca che vive nella piccola isola tropicale di Plymouth. L'uomo è ossessionato dalla cattura di Justice, un rarissimo esemplare di tonno gigante che riesce sempre a sfuggirgli; anche l'ultimo tentativo è andato a vuoto e gli ha causato ingenti perdite economiche per aver litigato con due suoi clienti (Dill infatti organizza gite turistiche con facoltosi milionari).

In Serenity - L'isola dell'inganno la vita procede uguale ogni santissimo giorno, con poche attività da fare e una routine sempre identica. Lo status quo viene però cambiato dall'improvviso arrivo sull'isola di due personaggi, un misterioso individuo in giacca e cravatta e il ritorno dell'ex moglie di Baker, Karen. La donna, che ha avuto un figlio con Dill (il piccolo Patrick, spesso picchiato dal nuovo patrigno) ha una richiesta per lui: se ucciderà il suo attuale e violento marito Frank durante un tour al largo, riceverà la somma di dieci milioni di dollari. Un'offerta difficile da rifiutare ma che mette il protagonista di fronte alla propria morale, prima che una sorprendente rivelazione sparigli tutte le carte in tavola.

Questione di background

Senza fare maldestri spoiler che rovinerebbero completamente la visione, una premessa va comunque fatta per porre un'analisi critica dell'ultimo lavoro dietro la macchina da presa dell'apprezzato regista e sceneggiatore Steven Knight. Il miglior consiglio che si possa dare agli spettatori interessati alla visione è quello di approcciarvisi con una buona sospensione dell'incredulità, per non rimanere totalmente spiazzati o delusi dal paradossale plot twist che a metà minutaggio cambia completamente le coordinate narrative, portandole su altri lidi e altre logiche.

Senza queste condizioni Serenity - L'isola dell'inganno può infatti apparire come una beffarda presa in giro tale da scadere nel ridicolo involontario, un vero peccato per una pellicola che fino ad allora stava costruendo una notevole atmosfera di stampo mystery, intessendo una serie di indizi che nessuno poteva pensare conducessero a tale colpo di scena. Come detto prima il livello d'interesse per giungere all'epilogo non cambia adottando le succitate precauzioni di sorta.

Le regole del gioco

State dunque attenti ai numerosi dettagli imbastiti nella prima parte, capaci di assumere un nuovo significato dopo lo spiazzante cliffhanger. L'atmosfera pseudo noir, tra una tensione costante, un sottile erotismo di fondo (Matthew McConaughey e Anne Hathaway, già compagni di set in Interstellar, sono al centro di una sequenza discretamente bollente), i vari sottintesi riescono a catalizzare l'attenzione e la messa in scena limitata si rivela ideale per dar vita a gustose figure secondarie che, come vedremo, sono parte di una partitura prestabilita. Su tutte il personaggio del misterioso uomo in giacca e cravatta può far suonare un campanello d'allarme su quanto sarà da lì a venire, anche se è impossibile attendersi una svolta di tale portata.

Laddove l'improbabile collima con il reale, Serenity - L'isola dell'inganno testa la sua rischiosa partita, andando a indagare in maniera non convenzionale sui significati di destino e libero arbitrio: proprio in quest'ottica metaforica il film trova un'ulteriore forza capace di sfidare il potente paradosso e di trovare la sua ideale tipologia di lettura, in uno sforzo (questo sì, parzialmente scorretto) richiesto all'occhio e alla mente di chi guarda. Con gli effetti speciali limitati agli ultimi minuti e un epilogo vagamente riconciliante, che sembra più imposto dai produttori che realmente concepito come tale, l'operazione si conclude in maniera meno incisiva del previsto, ma il viaggio percorso (sempre a patto di stare al gioco) ha i suoi punti di controverso fascino.

Serenity - L'isola dell'inganno Difficile da analizzare senza svelare dettagli narrativi o paragoni scomodi con pellicole a tema, che sarebbero anch'essi involontariamente spoilerosi, Serenity - L'isola dell'inganno è un'opera che spiazza, affascinando e infastidendo in egual misura. La suggestiva ambientazione e il torbido menage à trois di matrice noir imbastito dal regista e sceneggiatore Steven Knight devono infatti fare i conti con un colpo di scena clamoroso che sicuramente non piacerà a tutti, soprattutto a quel pubblico "classico" che si attende produzioni lineari e rassicuranti. Qui infatti la narrazione prende via inaspettate e inverosimili che permettono però al contempo di riflettere sul senso di destino e di libero arbitrio, in una maniera sicuramente poco ortodossa ma non priva di spunti morali e psicologici di sorta. Il cast capitanato da Matthew McConauhey e Anne Hathaway, pur senza eccellere, funziona bene adattandosi ai rispettivi personaggi e la carica tensiva e i risvolti mystery instillano una notevole dose di curiosità, parzialmente castrata dalla suddetta rivelazione che, giunta a metà visione, rischia di essere prematura per quanto deve ancora venire.

6.5

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