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See You Yesterday, la recensione dello sci-fi originale Netflix

Una ragazzina afroamericana e il suo migliore amico, inventori di una macchina che permette di viaggiare nel tempo, tentano di salvare il fratello di lei.

recensione See You Yesterday, la recensione dello sci-fi originale Netflix
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Claudette "CJ" Walker è un'adolescente afroamericana che, fin da quando era bambina, si diletta in invenzioni di vario tipo, con l'ambizione prima o poi di poter creare una vera e propria macchina del tempo. In compagnia del suo migliore amico Sebastian la ragazza ha costruito due zainetti che, secondo i loro calcoli, dovrebbero trasportarli qualche giorno nel passato. Decine e decine di tentativi sono andati a vuoto ma la coppia non demorde fino a quando non riesce nel proprio intento: all'ennesima prova infatti vengono catapultati indietro di una giornata, rivivendo le stesse identiche situazioni.
Claudette è al settimo cielo ma la sua vita viene sconvolta dalla notizia che il fratello maggiore è rimasto ucciso durante un controllo da parte della polizia (allertata dalla chiamata per una rapina avvenuta poco prima); il decesso ha inoltre causato aspre proteste da parte della comunità nera della zona e ricevuto ampia copertura mediatica sulle reti nazionali.
In See You Yesterday la protagonista decide così di utilizzare la sua invenzione per tentare di salvare la vita al consanguineo e Sebastian, nonostante le reticenze iniziali per il timore dei possibili paradossi e cambiamenti importanti che potrebbero causare, si offre di accompagnarla.

A spasso nel tempo

A produrre è Spike Lee, e la mano del cineasta di Malcolm X (1992) e del recente BlacKkKlansman (2016) si vede tutta nel tratteggio di una Brooklyn multi-culturale in cui la popolazione afroamericana viene spesso presa di mira dagli interventi della polizia bianca. See You Yesterday tenta così di adattare le regole del filone fantascientifico inerente ai viaggi del tempo con una pagina di denuncia sociale nella quale la violenza non sembra avere mai fine. Il finale aperto può essere così visto in maniera ambivalente: se da un lato si nota il timore di trovare una chiave idonea e sensata per chiudere il cerchio in maniera coerente, impresa sempre ardua quando vengono tirati in ballo i paradossi temporali, dall'altro si ammanta di un sapore metaforico non indifferente. I pregi e difetti dell'operazione si condensano incredibilmente proprio in questa doppia anima, con la forza del messaggio, sicuramente potente per quanto non proprio originalissimo, che spesso travalica la pura essenza del genere, rendendo gli ottanta minuti di visione una sorta di progetto ibrido e piacevolmente imperfetto.

Domani è un altro giorno

Il regista Stefon Bristol esordisce nel lungometraggio adattando in forma più estesa l'omonimo corto da lui stesso diretto due anni prima, dal quale recupera anche gli stessi protagonisti e in cui si permette di inserire un cameo d'eccezione, quello di Michael J. Fox, qui nei panni di un professore di liceo scettico sui viaggi nel tempo, ruolo autoironico che ci permette di apprezzare nuovamente il malato, purtroppo vistosamente, attore sul grande schermo. See You Yesterday (disponibile nel catalogo Netflix come originale) recupera un'atmosfera che guarda con nostalgia e modernità al cinema degli anni '80, con gli esperimenti condotti in garage e un semplice zaino costruito da due ragazzini capaci di riuscire dove chiunque ha finora fallito.

Il tutto viene ovviamente contaminato dai casi di violenza nei confronti della comunità nera e si inasprisce con note più tese e drammatiche, tendendo sempre il campo a una leggerezza di fondo che tenta di addolcire anche i passaggi più intensi. Con citazioni che richiamano i classici a tema, da Ricomincio da capo (1993) a, ovviamente, la saga di Ritorno al futuro, l'insieme risulta gradevole e scorrevole, complice anche l'esigua durata, ma si denota l'impressione di una mancanza di coraggio nel far troppo leva sullo spinoso tema sociale, senza curare adeguatamente i tratti archetipici del filone, con risvolti narrativi che (come spesso accade in storie su questo sfondo) non sempre tornano completamente.

See you yesterday Operazione ibrida, curioso oggettino sci-fi che guarda a tematiche sociali mettendo al centro della vicenda una ragazzina afroamericana il cui fratello rimane ucciso durante un controllo della polizia. Spike Lee produce quest'esordio nel lungometraggio di Stefon Bristol, versione estesa dell'omonimo corto diretto dallo stesso due anni prima, e all'interno degli ottanta minuti di visione son ben presenti le questioni tanto care al regista di Atlanta. See You Yesterday non trova però il necessario equilibrio e, pur risultando una visione godibile, non riesce a coniugare le sue due anime con la necessaria duttilità, cadendo inoltre nei tranelli dei paradossi temporali con soluzioni non sempre logiche, finale incluso (ma almeno questo si riempe di significati "altri"). Il giovane cast svolge bene il suo compito, inoltre il cameo di Michael J. Fox farà sorridere il bambino che è in tutti noi, con il citazionismo ai classici più che benvenuto, anche se questa commistione forzata tra leggerezza e verosimile drammaticità attuale non risulta del tutto omogenea.

6

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