Recensione See no evil 2

Il wrestler Kane torna a vestire i panni dell'imponente psicopatico Jacob Goodnight, stavolta impegnato a fare strage di giovani che hanno organizzato una festa di compleanno in una camera mortuaria.

recensione See no evil 2
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Non è certo entrato a far parte della storia del cinema (neppure di quello horror), ma, senza alcun dubbio, Il collezionista di occhi (2006) di Gregory Dark è riuscito nell'impresa di conquistarsi una buona fetta di appassionati grazie all'azzeccato connubio di plot da liberatorio slasher tipicamente anni Ottanta ed esagerazioni splatter adeguate al periodo storico della paura su celluloide dominata dalle saghe di Saw e Hostel.
A otto anni di distanza, le sorelle gemelle Jen e Sylvia Soska - artefici del chiacchieratissimo American Mary (2012) - ne mettono in piedi la continuazione See no evil 2, che, prodotta come il capostipite dalla WWE Studios, segna il ritorno del wrestler Glenn Jacobs (in arte Kane) nei panni dell'imponente psicopatico Jacob Goodnight, con la passione per i bulbi oculari, trasportato all'obitorio in quanto apparentemente ucciso dopo aver trucidato il manipolo di delinquenti inviati a ripulire un albergo in rovina come servizio sociale da rendere per la loro riabilitazione.
Psicopatico ritardato che, ossessionato dalla religiosissima madre e, quindi, piuttosto vicino al Jason Voorhees dei Venerdì 13, non tarda a risvegliarsi per fare piazza pulita dei giovani che hanno deciso di festeggiare proprio nella struttura della camera mortuaria il compleanno della lì lavorante Amy, cui concede anima e corpo la Danielle Harris vista in diversi capitoli di Halloween e Hatchet.

Jacob vive

Del resto, man mano che i flashback (un po' troppi, forse) provvedono a rinfrescare la mente a coloro che hanno rimosso dalla memoria o perso il primo film, se i lunghi e bui corridoi destinati a rappresentare le fredde e claustrofobiche corsie spingono immediatamente a ripensare al secondo massacro cinematografico di Michael Myers, è il nascondiglio della setta attiva in Halloween 6 - La maledizione di Michael Myers (1995) ad essere maggiormente rispecchiato nelle immagini che scorrono.
Ma, mentre in scena troviamo anche la Katharine Isabelle della trilogia Licantropia nel ruolo della disinibita Tamara, pronta addirittura a fare sesso in prossimità dei cadaveri del posto, non si capisce per quale motivo il serial killer, in questo caso, si dedichi tutt'altro che all'estrazione a mani nude o tramite uncino degli occhi, sua specialità.
Infatti, sebbene il suo annientamento risulti più originale del solito e non manchi neppure uno sgozzamento corredato di liquido rosso schizzante a fontanella, in mezzo a ossa rotte ed infilzamenti da arma da taglio si procede, senza troppa fantasia, nella maniera tipica di un sequel unicamente dettato dalle leggi di mercato.
Tanto che, con un finale lasciato aperto per un probabile terzo episodio, a fargli evitare la stroncatura e renderlo almeno guardabile ai fan irriducibili del genere provvede esclusivamente la buona confezione tecnica.

See no evil 2 A otto anni da Il collezionista di occhi (2006), le sorelle gemelle Jen e Sylvia Soska si occupano del sequel See no evil 2, interamente ambientato nell’edificio che ospita una camera mortuaria e la cui quasi totale assenza di esterni provvede ad accentuarne la claustrofobia. Ma, al di là della buona confezione tecnica, nient’altro che una stanca sequela di uccisioni tipiche del filone slasher, messe in scena in un’ora e mezza di visione priva di quell’estrema violenza grafica - dovuta probabilmente alla provenienza dall’hard del lì regista Gregory Dark - a base di bulbi oculari strappati che aveva fatto la differenza nel capostipite.

6

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