Recensione SeaFood - Un Pesce Fuor d'Acqua

In fondo al mar...

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

La vita scorre placida nelle profondità oceaniche, tra miriadi di pesci e meraviglie naturali. Pup è un piccolo di squalo bambù, vivace e sognatore, grande amico del poco sveglio -ma sempre affamato- Julius, uno squalo punta bianca che passa tutto il suo tempo a immaginare nuove prelibatezze da gustare. Figurarsi che dopo averlo visto in un ricettario degli umani, il suo sogno è nientemeno che...gustare un pollo arrosto! Ma mentre Julius si perde in questo suo bizzarro desiderio, Pup è preoccupato per la sorte di un numeroso gruppo di uova di squalo bambù, prelevate da dei palombari con l'intento di venderle al miglior offerente. Pur cosciente delle proprie scarse possibilità di sopravvivenza al di fuori dell'ambiente marino, Pup si lancia al salvataggio, facendo preoccupare Julius e gli altri loro fedeli amici acquatici: l'ingegnosa piovra Octo, la saggia tartaruga Mertle e la nevrotica pastinaca Spin. Imbragato in una speciale tuta meccanica che gli permette di affrontare la terra ferma, Julius parte in soccorso di Pup, proprio quando, contemporaneamente, si affacciano sulla scena due diverse minacce: un liquame velenoso si sta infatti diffondendo nell'acqua, mentre al contempo l'insidiosa anguilla Murray brama il dominio sul territorio...
In fondo al mar, in fondo al mar...
Ambientare un cartoon per ragazzi nel mondo sottomarino è una scelta apparentemente banale, eppure le possibilità che questa scelta conferisce sono quasi sconfinate.

È vero, al giorno d'oggi ne abbiam visto già molte di pellicole simili, a partire da Alla ricerca di Nemo e Shark Tale, per passare ad altri a tematica “allargata” come i due Happy Feet. Seafood - Un pesce fuor d'acqua tuttavia non è un semplice rip-off, essendo stato concepito già nel 2000, agli albori dunque dell'utilizzo della CG nella creazione di lungometraggi animati.
L'idea del malesiano Goh Aun Hoe (un lungo passato nell'animazione computerizzata negli studi nipponici, trasportata poi nella 'sua' Malesia con ambiziosi obiettivi in mente) era quella di creare film che potessero ben figurare sul mercato internazionale, in tempi 'non sospetti' quando ancora la CG era, invece, guardata col beneficio del dubbio, e i capolavori di colossi come Pixar e Dreamworks erano ancora ben pochi. Purtroppo, il sogno si è scontrato con la realtà e la mancanza di investitori, trovati solo quasi dieci anni dopo, quando il suo studio, il Silver Ant, si stava specializzando in filmati prerenderizzati ad uso dell'industria videoludica. Ma, proprio come insegnano molti cartoni animati, non bisogna mai smettere di credere nei propri sogni, tant'è che oggi siamo qui a parlare di Seafood, distribuito oramai in tutto il mondo.

SeaFood - Un Pesce Fuor d'Acqua È chiaro, il film non brilla per originalità né può vantare la perfezione tecnica decantata dalle case concorrenti più blasonate, ma intrattiene il pubblico infantile con una morale ecologista non stucchevole ed alcuni personaggi ben congegnati e, soprattutto, ben presentati (l'anguilla Murray e il suo esercito di granchi oceanici sono effettivamente spaventatosi, ad esempio). Alcune trovate, poi, come l'alleanza estemporanea con alcuni polli, è spassosa e riuscita. Piena sufficienza dunque per Goh Aun Hoe e i suoi animatori, sperando in un ridente futuro e nell'espansione della cinematografia malese: un po' di sana concorrenza è sempre una cosa buona!

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