Recensione Se Dio Vuole

Lo sceneggiatore di Nessuno mi può giudicare Edoardo Falcone esordisce alla regia mostrandoci Marco Giallini e Alessandro Gassman alle prese con un ritrovamento della fede... tutto da ridere!

recensione Se Dio Vuole
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Collaboratore in fase di scrittura, nel 2006, ad un episodio della popolare serie televisiva I Cesaroni, il romano classe 1968 Edoardo Falcone ha accumulato dal 2010 una serie di collaborazioni in qualità di sceneggiatore che, al di là dei boldiani A Natale mi sposo e Matrimonio a Parigi, comprendono, tra gli altri, il romantico Ti ricordi di me? di Rolando Ravello, Stai lontana da me di Alessio Maria Federici, remake del francese Per sfortuna che ci sei, Mai stati uniti e Un matrimonio da favola di Carlo Vanzina, Nessuno mi può giudicare, Viva l'Italia e Confusi e felici, tutti diretti da Massimiliano Bruno.
Anche per lui, però, sembra essere arrivato il momento di passare dietro la macchina da presa con Se Dio vuole, che, scritto insieme al fido co-sceneggiatore brizziano Marco Martani, vede al proprio centro Marco Giallini nei panni di Tommaso, tanto stimato quanto cinico e sbruffone cardiochirurgo sposato con la infelice e frustrata Carla alias Laura Morante, oggi sfiorita come gli ideali in cui credeva, e padre di due figli: Bianca, ovvero Ilaria Spada, simpatica mentecatta priva di interessi e di idee, e Andrea, ragazzo brillante incarnato da Andrea Oetiker e pronto a seguire le orme dell'uomo, ma destinato a regalargli una molto poco piacevole sorpresa.

Ridere per credere

Sorpresa che porta il genitore, ateo convinto, a mettersi sulle tracce di Don Pietro (dichiarato omaggio al personaggio incarnato da Aldo Fabrizi nel capolavoro del Neorealismo Roma città aperta), sacerdote "sui generis" cui concede anima e corpo Alessandro Gassman e nei confronti del quale, approfittando dell'assenza del ragazzo in ritiro spirituale, mette in atto, sotto mentite spoglie, una vera e propria guerra senza esclusione di colpi.
Ed è la frase "Deduco da una frase del Vangelo che è meglio un imbianchino di Le Corbusier" tratta da Magic shop di Franco Battiato ad introdurre la oltre ora e venti di visione che, oltre a Giuseppina Cervizzi nel ruolo della grassa Rosa, continuamente vessata dal protagonista, include l'Edoardo Pesce della serie televisiva Romanzo criminale in quello dell'immobiliarista rampante Gianni, compagno di Bianca, il quale, su richiesta del suocero, arriva addirittura a fingersi ritardato in uno dei momenti più divertenti dell'operazione.
Perché, mentre viene osservato che i migliori appartamenti li possiede il Vaticano e che quello del prete è un mestiere anacronistico come fare lo spazzacamino, l'arrotino e lo zampognaro, non è assente neppure una certa, minima influenza dal cinema di Bobby e Peter Farrelly (autori di Tutti pazzi per Mary e Scemo & più scemo, per intenderci) nel corso di un elaborato che, in fin dei conti, non vuole concretizzarsi altro che in una commedia atta a delineare in maniera atipica il percorso necessario al ritrovamento della fede (non solo religiosa).
Commedia dispensatrice addirittura di un esilarante dialogo riguardante Rain man - L'uomo della pioggia con Tom Cruise e che, accompagnata da una rockeggiante colonna sonora di Carlo Virzì che sembra guardare in maniera evidente a miti degli anni Settanta quali i New York Dolls e Iggy Pop, riesce nell'impresa di far passare in secondo piano un ritmo a tratti (pochi) incerto grazie alle ottime performance dei componenti del cast e, soprattutto, alla capacità di regalare risate a sufficienza.

Se Dio Vuole “Una commedia leggera ma non troppo. Un film semplice, fatto di scrittura e recitazione. Posso solo dire che mi piacerebbe che lo spettatore, uscendo dal cinema, potesse pensare: ‘ma guarda, una commedia all’italiana”. Non possiamo fare altro che condividere il pensiero di Edoardo Falcone - sceneggiatore di Nessuno mi può giudicare (2011) e Un matrimonio da favola (2014) - nei confronti della sua prima prova registica: Se Dio vuole (2015), operazione per tutti che affronta con ironia - e con una non invadente spruzzata di cinismo - il percorso di ritrovamento della fede... senza eccellere, ma permettendo allo spettatore di uscire dalla sala sufficientemente divertito.

6

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