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Se ci conoscessimo oggi, la recensione del film originale Netflix

Noah scopre di poter viaggiare indietro nel tempo e cerca di conquistare in ogni modo la ragazza dei suoi sogni.

recensione Se ci conoscessimo oggi, la recensione del film originale Netflix
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Noah è invitato alla festa di fidanzamento di Ethan e Avery, la ragazza da lui sempre amata fin dal primo incontro avvenuto nella notte di Halloween di tre anni prima. Rassegnato alla situazione si ubriaca e si addormenta all'interno di una cabina fotografica alloggiata nel locale jazz dove lavora, salvo risvegliarsi nel proprio letto la mattina antecedente alla festa in cui conobbe la ragazza. Spaesato inizialmente dalla surreale condizione, Noah cerca ben presto di sfruttarla a proprio vantaggio per conquistare finalmente Avery e cambiare il corso del proprio destino, anche in quest'occasione però le cose non vanno come previsto. Il giovane riesce però a sfruttare il fantastico stratagemma ancora e ancora, scoprendo con il ripetersi dei romantici esperimenti qualcosa in più sul significato della parola amore.

Ricomincio dall'amore

Una struttura narrativa a metà tra Ricomincio da capo (1993) e The Butterfly Effect (2004) per questa commedia romantica che utilizza il mezzo fantastico in maniera forse non originalissima ma frizzante al punto giusto per intrattenere piacevolmente nei suoi novanta minuti di visione. Se ci conoscessimo oggi (produzione originale Netflix) è un film leggero e gradevole in cui l'apparente banalità dello script e delle inerenti situazioni è risollevata da un alone di perenne simpatia insita nei personaggi e nei rispettivi interpreti, tanto che anche il classico happy ending si fa più liberatorio del previsto in una confezione che non si culla in ambizioni di sorta proponendosi di raccontare una canonica love-story ai tempi del time-travel, con il protagonista scoprente ben presto quale sia la scelta più corretta da prendere.
Si può scegliere chi amare ignorando i reali segnali della persona designata? Qui ogni forzatura conduce a eventi sempre diversi e variegati che conducono sempre e comunque al solito epilogo, dando una netta risposta al quesito. Ari Sandel, premio Oscar per il cortometraggio West Bank Story (2005), esordisce nel lungo in maniera diretta, efficace, adattandosi ai moderni canoni del genere, con una colonna sonora ad hoc a sottolineare i momenti chiave e una gestione del ritmo sì veloce ma capace anche di prendersi i giusti tempi nel delineare la personalità delle varie figure in gioco, trovando un'ispirata mano nelle alchemiche interpretazioni di Alexandra Daddario, Adam Levine, Shelley Hennig e Robbie Amell, genuini e pimpanti partecipanti di quest'insolito menage sentimentale.

Se ci conoscessimo oggi Riconoscere le opportunità per dare una svolta al proprio destino, fattore assai determinante soprattutto quando c'è in ballo l'amore: Se ci conoscessimo oggi sottolinea la centralità del colpo di fulmine nel cuore di un rapporto sfruttando una scorciatoia fantastica inerente la possibilità di viaggiare nel tempo, soluzione certo già vista ma qui utilizzata in un contesto di gradevole leggiadria sentimentale. Si ride senza scadere in volgarità di sorta nei novanta minuti di visione e la simpatia del ben amalgamato cast fa chiudere gli occhi su qualche evidente forzatura narrativa in un film che si concentra sull'importanza delle scelte e l'ironia dolce-amara del fato.

6.5

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