Scream 5 Recensione: il grandioso ritorno di Ghostface

Omaggiando e citando il capolavoro originale di Wes Craven, il nuovo Scream riesce a sorprendere e divertire: dal 13 gennaio in sala.

Scream 5 Recensione: il grandioso ritorno di Ghostface
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La prima regola di base per un revival è rimanere fedele all'opera originale, omaggiandone la memoria senza tradirne lo spirito. Ma accade spesso che l'ennesimo sequel di una saga deluda le aspettative, incapace di regalare ai fan un prodotto degno del suo capostipite. Una lezione che Scream 5 ha imparato alla perfezione, studiando con accuratezza l'essenza della saga di Wes Craven e confezionando forse il miglior requel (una crasi tra reboot e sequel) che l'industria del cinema abbia visto negli ultimi anni.
Perché il film di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, in sala dal 13 gennaio 2021 (non perdetevi gli altri film al cinema a gennaio 2022), omaggia dignitosamente i suoi predecessori e al tempo stesso confeziona un'intelligente operazione citazionista che i fan del franchise non potranno non adorare.

Ritorno a Woodsboro

Parte dalla più semplice (e forse poco originale) delle idee, il nuovo Scream. Introdurre una nuova generazione di protagonisti alle prese con il ritorno di una vecchia minaccia - il letale e grottesco Ghostface, pronto a seminare di nuovo il panico tra le strade di Woodsboro - e al tempo stesso recuperare i personaggi storici della saga, pronti a guidare e supportare i nuovi eroi in una rinnovata e serrata caccia al serial killer.

Al tempo stesso, la pellicola sequel dei quattro lungometraggi diretti dal compianto Craven riesce a raccontare una storia capace di tornare alle origini del mito, contaminando la vicenda principale con l'eredità del primo e glorioso capitolo, con il quale condivide lo spirito al tempo stesso dissacrante e metacitazionistico senza nemmeno dimenticare gli elementi chiave della "mitologia" di tutto il brand. La premessa iniziale è infatti che il nuovo assassino intende replicare il successo dei primi episodi di Stab (Squartati, nei vecchi adattamenti italiani), ovvero la fortunata e popolare saga horror di culto che nell'universo narrativo di Scream nasce per riadattare sul grande schermo le orribili peripezie capitate a Sidney Prescott e compagni. Nel farlo, ripercorre gli elementi cardine dell'intero franchise, prendendo di mira un gruppo di amici che si scoprirà essere legati agli avvenimenti di oltre vent'anni prima e tormentandoli, seminando tra loro il dubbio su chi possa essere il fantomatico killer e su quando potrebbe colpire nuovamente.

Un sequel degno di questo nome

Dopo un incipit piacevolmente citazionista il racconto di Scream 5 prosegue su binari inaspettati, presentando i nuovi protagonisti e reintroducendo lentamente il pubblico ai più amati volti storici della serie, svelando man mano le interessanti (e a tratti sorprendenti) connessioni con l'immaginario classico. E proprio quando, più o meno all'inizio del secondo atto, il nuovo Scream rischia di scadere nel banale o già visto, la pellicola di Bettinelli-Olpin e Gillett stupisce per la sagacia con cui cita, completa e quasi perfeziona la materia originale.

Rispettando i crismi principali dell'opera di Craven, per le successive due parti Scream 5 porta avanti un'interessante riflessione sulle narrazioni cinematografiche, sui grandi franchise e sul legame tra sequel e reboot, giocando sapientemente con gli stereotipi di genere. E lo fa con la migliore ironia cui ci aveva abituato Craven, al punto che Scream 5 può dirsi un degno e riuscito sequel spirituale dell'amatissimo primo capitolo.

Un film che riesce persino a soddisfare nella sua cornice horror thriller, grazie anzitutto ad una regia solida e d'atmosfera: il titolo riesce infatti ad inanellare una serie di momenti visivamente niente male, confezionando persino qualche efficace jumpscare. Il tutto senza rinunciare ad un impasto squisitamente splatter, che anzi riserva alcune delle sequenze più violente, sanguinose e originali dell'intera saga. Un'operazione che, nella forma, quasi ricorda l'indicibile e inarrestabile furia del più recente Michael Myers (vi abbiamo raccontanto quanto è crudo il nuovo Halloween nella nostra recensione di Halloween Kills), ma senza inciampare quasi mai, né tanto meno scivolare nell'incoerenza.

A conti fatti, nell'impianto narrativo di questo Scream, c'è forse un solo elemento che non torna pienamente, ma trova comunque senso di esistere in una serie di colpi di scena che riescono a scherzare con convinzione sui grandi finali del cinema di genere. Un esperimento che, insomma, può dirsi pienamente riuscito, e che rappresenta il degno ritorno di un'icona del cinema horror. E forse anche la perfetta chiusura. Anche perché sono gli stessi protagonisti ad ammetterlo: dal quinto film in poi la saga rischia seriamente il tracollo...

Scream 5 Scream 5 è uno dei migliori sequel degli ultimi anni, ma soprattutto è probabilmente il film più riuscito della saga dopo il primo grande capolavoro di Wes Craven. Recupera con intelligenza e ironia lo spirito dissacrante, autocitazionista e metafilmico dell'opera originale, arricchendone e forse addirittura potenziandone le riflessioni sulle grandi storie del cinema. Un titolo soddisfacente anche per quanto concerne la forma, per uno Scream mai così violento e sanguinoso. Il ritorno di Ghostface vi sorprenderà.

8

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