Scorched Earth, la recensione del film con Gina Carano su Prime Video

Peter Howitt dirige un b-movie post-apocalittico in cui in una società di stampo western una cacciatrice di taglie è in cerca di vendetta.

recensione Scorched Earth, la recensione del film con Gina Carano su Prime Video
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Il mondo come lo conosciamo non esiste più, scosso da cambiamenti climatici che hanno modificato irrimediabilmente la superficie del pianeta, tra piogge acide e un'aria sempre più irrespirabile.
La stessa società è regredita di qualche secolo, con la gente costretta a tornare a uno stile di vita semplice che si basa su due elementi fondamentali: i purificatori dell'acqua e l'argento, principali monete di scambio in questa realtà alla deriva.
E i criminali hanno avuto gioco facile nell'approfittarsi dei più deboli, con bande che seminano il terrore e la reintroduzione delle taglie sugli individui considerati più pericolosi. Gage è proprio una cacciatrice di teste, che ha scelto di vendicare i soprusi dopo aver assistito in giovane età al brutale omicidio della sorella.
Quando scopre che vi è un'ingente ricompensa per chiunque ucciderà il crudele fuorilegge Thomas Jackson, che con i suoi scagnozzi spadroneggia in una piccola cittadina, Gage accetta la missione, operando sotto la falsa identità della bandita Chavo. Faccia a faccia con la sua nemesi, dovrà prima conquistarne la fiducia e affrontare poi il suo tragico passato.

Per un pugno di tweet

È soltanto di pochi giorni fa la notizia dell'allontanamento di Gina Carano dalla serie cult The Mandalorian per via di alcuni suoi post considerati controversi, ma questo non ha contribuito ad affossare la sua popolarità tanto che l'attrice si trova ora al primo posto nella relativa classifica di IMDB.
Senza entrare nel merito della questione, sfruttiamo il momento "caldo" per parlarvi di una pellicola che la vede assoluta protagonista, da poco disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video. Stiamo parlando di Scorched Earth - Cacciatrice di taglie, un western post-apocalittico distribuito nel 2018 e quindi precedente all'iconico, ormai negatogli, ruolo di Cara Dune nell'universo creato da George Lucas.
Come per la quasi totalità della sua carriera, la Carano è qui una action-woman tutta d'un pezzo, pronta a sgominare orde di cattivi, sia con armi da fuoco che a mani nude. A variare parzialmente il classico modus operandi è l'ambientazione, con un mondo devastato dai mutamenti climatici e predominanti influenze relative all'epica di frontiera.

Il valzer delle pistole

L'ora e mezza di visione si affida a un canovaccio relativamente classico, con profonde ispirazioni dalla trilogia di Sergio Leone, nel quale la Nostra si trova ad agire da vera e propria infiltrata, dovendo compiere scelte spesso scomode e altrettanto crudeli pur di non far saltare la copertura e raggiungere così il suo obiettivo.
L'insieme, per quanto scorrevole, paga un evidente senso di déjà vu, con soluzioni che sanno molto di già visto e una generale canonizzazione degli eventi chiave. Una prevedibilità di fondo che potrebbe far storcere il naso a diversi spettatori, ormai abituati a tali rivelazioni. Lo stesso contesto di un futuro allo sbando è appena tratteggiato e le nuove "leggi" alle basi della degradata società avrebbero forse necessitato un maggior background.
Il regista Peter Howitt, che aveva entusiasmato il grande pubblico con il clamoroso esordio di Sliding Doors (1998) per poi darsi anche allo spy-movie parodico in Johnny English (2003), è alla sua prima incursione in un b-movie di genere e almeno dal punto di vista stilistico se la cava senza troppi problemi, potendo contare inoltre sul carisma fisico della sua rocciosa protagonista, discretamente in palla nelle inedite vesti di bounty-hunter.

Scorched Earth - Cacciatrice di taglie Un b-movie in piena regola che mescola atmosfere western a un'ambientazione post-apocalittica, riadattando una storia dal sapore classico all'interno di una messa in scena discretamente convincente nelle sue dinamiche action. Dove Scorched Earth - Cacciatrice di taglie soffre maggiormente è appunto sul versante narrativo, con una sceneggiatura fin troppo derivativa che castra pathos e suspense a causa di risvolti spesso facilmente intuibili. I sussulti da revenge-movie e la missione "in incognito" della determinata protagonista, una Gina Carano più che adatta al ruolo, mettono un po' di pepe all'ora e mezza di visione, cercando di sopperire ai limiti concettuali e di budget con una sana energia a tema.

5.5

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