Recensione School in the Crosshairs

Una giovane studentessa dotata di poteri in grando di influenzare gli eventi deve affrontare una minaccia aliena in School in the crosshairs, folle mix tra commedia e sci-fi diretto da Nobuhiko Obayashi.

recensione School in the Crosshairs
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Yuka Mitamura, studentessa al secondo anno di liceo, è la migliore alunna della sua scuola. Un giorno la ragazza mentre sta facendo ritorno a casa scopre di essere dotata di strani poteri, riuscendo ad influenzare il corso degli eventi e i pensieri delle persone. Yuka usa questo dono per fan vincere al compagno Koji, di cui è innamorata, un importante incontro di kendo; proprio quando tutto sembra andare per il meglio però la giovane riceve la visita di un inquietante individuo di origine aliena. Questo è solo il preludio all'arrivo nel suo istituto della carismatica Takamizawa la quale sembra avere un forte ascendente su gli altri studenti e i professori, al punto di essere eletta a capo delle organizzazioni scolastiche: proprio nel suo nuovo ruolo darà vita ad un elitario team di "controllori" che avrà il compito di punire gli individui più indisciplinati. Ma Yuka intuisce come dietro questa crociata per un maggior rigore vi sia ben altro...

From Venus to Earth

Continua la retrospettiva dedicata al maestro Nobuhiko Ôbayashi al Far East Film Festival, con la riproposizione di un'ennesima opera tratta da un romanzo e adattata in passato (e futuro) anche per il piccolo schermo e per il mondo dell'animazione. School in the crosshairs è una tipica commedia studentesca giapponese ibridata alla fantascienza più pop, un mix fuori di testa ma affascinante di tematiche co(s)miche e spunti sociali che, nella loro derivazione filo-demenziale di echi orwelliani riesce a far riflettere sul Giappone degli anni '80, tracciandone un impietoso ritratto sociale. Dopo una prima parte in cui i toni più leggeri prendono vita, con balletti stile musical e canzoni orecchiabili atti ad introdurci nel tram-tram studentesco (con la presenza dei vari club sportivi), la seconda metà sfiora il delirio in un crescendo visivamente folle e visionario, trascinandoci verso un finale nel quale gli istinti psichedelici riportano alla memoria il folgorante esordio del cineasta, Hausu (1977). Un vero e proprio fantasy adolescenziale che prende a man basse dal mondo dell'animazione, con tanto di sfondi spesso disegnati a dare un senso straniante e affascinante al svolgersi degli eventi, trasformando gli eccessi kitsch in un gioco divertito e divertente dove tutto può letteralmente accadere. Invidie, rancori, primi amori sono così al servizio di una narrazione ricca di eventi e sviluppi imprevedibili, con un villain tanto improbabile quanto magnetico a dare il filo da torcere alla giovane protagonista in una scorribanda di effetti analogici che se ad oggi possono scatenare qualche perplessità mantengono comunque un impatto vintage di tutto rispetto.

School in the Crosshairs Due anni prima di The Girl Who Leapt Through Time (1983) Nobuhiko Obayashi si trovò a dirigere un film concettualmente molto simile, anch'esso tratto da un romanzo: pure in questo caso infatti la protagonista è una studentessa in possesso di strani poteri capaci di cambiare il corso degli eventi. School in the crosshairs mixa la classica commedia adolescenziale, con gli ovvi spunti filo-romantici, ad una fantascienza folle e visionaria, con tanto di bizzarri alieni venusiani ed echi distopici ad infondere maggiore sostanza ad una narrazione popolata di personaggi caratterizzati, come il contesto stesso, volutamente all'eccesso.

6.5

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