Saw - Legacy Recensione: John Kramer continua a uccidere dall'oltretomba

John Kramer è tornato, per un horror che funziona e intrattiene lo spettatore grazie a una trama riuscita, che pone le basi per il futuro della saga.

recensione Saw - Legacy Recensione: John Kramer continua a uccidere dall'oltretomba
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Cosa può ancora raccontare di originale una saga arrivata al suo ottavo film? Beh ben poco, inutile prendersi in giro o girare intorno al problema. Liquidare però Saw: Legacy con poche parole, definendolo una copia carbone dei suoi famosi predecessori, non sarebbe onesto e non renderebbe giustizia al progetto. Un progetto che ha, nonostante tutto, una sua identità ben precisa, uno scopo chiaro, a cavallo fra l'omaggio al suo passato e il salto verso il suo futuro. A livello di soggetto, rispetto a ciò che abbiamo visto gli anni passati non cambia molto: scena numero uno, cinque personaggi sono chiusi all'interno di una camera asettica, vuota, con degli enormi secchi di metallo sulla testa. Una fessura permette loro di vedere la parete antistante, con cinque porte e numerose seghe circolari di differente grandezza. Al loro collo è attaccata una spessa catena scura, che all'improvviso inizia a muoversi e ad attirarli verso le lame, che nel frattempo si sono messe in moto con brutale violenza. Solo un sacrificio di sangue potrà salvare la vita dei nostri sconosciuti e sfortunati protagonisti, è questo l'incipit del nuovo capitolo costruito attorno alla mitica figura di John Kramer. Un fantasma ormai, morto e sepolto, ma che vive ancora nella memoria e nel rispetto dei fan più incalliti della sua opera.

Gli incastri della mente

Ancora oggi sono molte le pagine internet che raccolgono i dettagli del suo operato, nel film certo, collezionisti sadici disposti a fare di tutto pur di possedere o ricostruire apparecchiature utilizzate dal Maestro della tortura, in un certo qual modo possiamo dunque dire che Kramer è ancora vivo e vegeto nel ricordo collettivo. Così come nelle menti del detective Halloran, nel medico legale Logan Nelson, che per motivi che ovviamente non vi riveleremo ingaggeranno una folle battaglia a due. Folle poiché ognuno scambia la menzogna in verità, in un horror degli equivoci che intrattiene e diverte. Già, perché Saw: Legacy compie a dovere il suo compito, non tanto per l'originalità dei temi e della storia, che vi abbiamo già detto essere un lungo omaggio al passato, per via soprattutto della sua struttura. Josh Stolberg e Peter Goldfinger, gli sceneggiatori, sono stati attenti a mettere sì tanta carne al fuoco, ma anche a incastrare tutto nel modo migliore possibile. In un momento tutti sono colpevoli, tutti sono innocenti, a seconda di come volge il vento (o le prove, gli incastri e le trame sottobanco). Il mantra è: non credere a nulla di quello che succede, tutto può essere irreale, tutto può essere ingannevole, è così che 90 minuti possono scorrere come acqua corrente.

L'eredità

Solo nel finale i The Spierig Brothers, i registi del progetto, arrivano a tirare un involontario freno a mano, almeno per certi versi, ma nulla di capitale. Saw: Legacy in generale è un film godibile che si lascia assolutamente guardare, sospinto dai continui cambi di scena e colpi di teatro. I personaggi introdotti sono molti, è vero, ma ognuno ha il suo "posto nel mondo", anche chi per un motivo o per l'altro neppure avrebbe dovuto esserci. Ci riferiamo ovviamente a John Kramer, figura leggendaria il cui peso continua a nuocere vittime anche dal mondo dell'oltretomba. In fondo se traduciamo la parola "legacy" non abbiamo altro che "eredità", prima o poi doveva succedere che qualcuno prendesse il suo posto. Oltre al classico tema della redenzione, della purezza assoluta dell'animo, questo ottavo capitolo ha particolarmente a cuore gli allievi rispetto ai maestri, talvolta in grado persino di superare in malvagità di chi li ha istruiti.

Saw - Legacy Non bisogna dunque aspettarsi un capolavoro di cinematografia contemporanea, ma prendere Saw: Legacy per ciò che è: un film che omaggia costantemente il proprio passato pur cercando di reinventarsi nella struttura, senza strafare. I colpi di scena si inseguono senza sosta, il sangue e gli arti mozzati si contano a fatica, il tutto per celebrare la redenzione e il genio di un Maestro immortale. Un'ombra capace di oscurare generazioni su generazioni con il suo stile singolare, un unico personaggio mitologico: Jigsaw. Un punto d'arrivo definitivo per la saga? Assolutamente no, un traghetto di passaggio verso altre, sanguinose avventure.

6.5

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