Recensione Saving General Yang

Ronny Yu porta sul grande schermo una delle imprese più eroiche della storia cinese, entrata nella leggenda

recensione Saving General Yang
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Cina, 986 d.C. L'impero della dinastia Song è vittima di un imponente attacco da parte della tribù Khitan, che ha scatenato una vera e propria guerra. Il generale Yang, tra gli uomini più fidati dell'imperatore, viene schierato in prima linea ma finisce vittima di un'imboscata ed è costretto, insieme ai suoi pochi soldati sopravvissuti, a rifugiarsi in un fortino isolato. I suoi sette figli decidono così di partire in missione per cercare di salvarlo, ignari che una profezia pende sulle loro teste: secondo il presagio infatti soltanto sei di essi faranno ritorno a casa. Presentato all'ultima edizione del Far East Film Festival di Udine, Saving General Yang segna il ritorno dietro la macchina da presa, a sette anni dal riuscito Fearless con Jet Li, del regista Ronny Yu (Freddie vs. Jason, La sposa di Chucky in terra americana) che per l'occasione sceglie di adattare sul grande schermo una delle più famose e leggendarie imprese della storia cinese, già portata diverse sulle volte al cinema in versioni più o meno romanzate. Un classico dell'epica nazionale che il cineasta hongkonghese ritrae con una produzione spettacolare e un cast di divi / sex symbol dell'estremo oriente tra i quali Adam Cheng, Ekin Cheng, Wu Chun, Raymond Lam.

Tutti per uno, uno per tutti

Operazione riuscita poiché Saving General Yang (che già dal titolo riporta alla mente la missione raccontata da Spielberg ne Salvate il soldato Ryan) concentra nei suoi cento minuti un buon mix di avventura ed imprese eroiche, non disdegnando alcuni momenti più introspettivi e poetici che lasciano con il fiato sospeso sino agli ultimi secondi, con diversi colpi di scena che non fanno che aumentare a dismisura il sottotesto epico presente nel racconto. Se si può, ad esser pignoli, denotare una non sempre esaustiva profondità nella caratterizzazione dei sette fratelli, non si può al contempo negare che la carica emozionale raggiunta da certe sequenze arrivi a rivaleggiare con i capisaldi del genere, avvantaggiata da un'ottima e convincente realizzazione delle coreografie nei combattimenti che si colloca in un mix tra il soave stile da wuxiapian e una violenza più cruda e realistica. Gli effetti speciali, fortunatamente limitati a poche scene, non sono propriamente esaltanti, ma ciò che conta realmente qui è la necessità del combattimento, nel cozzare delle spade o nel sibilo delle frecce, affidando ad ognuno dei sette protagonisti un particolare stile e/o arma nel quale eccelle per abilità rispetto ai fratelli, garantendo in tal modo anche una certa varietà negli scontri. Tra romanticismo e leggenda, Ronny Yu firma un'opera certamente non perfetta ma dove vi è tanto cuore che pulsa vibrante nelle eroiche gesta della famiglia Yang.

Saving General Yang Tratto da una delle più eroiche imprese ricordate nella storia cinese, Saving General Yang è un film ricco di emozioni che, pur con alcuni evidenti difetti (in primis degli effetti speciali non certo all'altezza) riesce ad emozionare a più riprese grazia all'epica insita nel racconto e ad alcune scene d'ispirazione poetica che ben trasmettono il dramma / coraggio vissuto dai sette fratelli nella loro missione per salvare il padre. Una storia eroica che non a caso è entrata nella leggenda e che Ronny Yu dirige più di cuore che di testa, riuscendo però a centrare l'obiettivo.

7

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