Sai tenere un segreto?, la recensione del film su Prime Video

Adattamento dell'omonimo romanzo di Sophie Kinsella, il film con Alexandra Daddario è a corto di vis comica e di emozioni.

recensione Sai tenere un segreto?, la recensione del film su Prime Video
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La giovane e bella Emma Corrigan lavora come assistente di marketing per una compagnia che distribuisce cibo organico. Una sera, dopo una trasferta di lavoro, sull'aereo per far ritorno a casa si trova come vicino di posto un affascinante sconosciuto. Quando poco dopo la partenza il velivolo è vittima di una forte turbolenza, la ragazza si fa prendere dal panico e comincia a raccontare all'uomo l'intera storia della sua vita, inclusi i segreti più scottanti.
Giunta sana e salva a destinazione, Emma viene accolta a braccia aperte dal suo fidanzato Connor, con il quale da tempo il rapporto è in crisi anche per via delle marcate stranezze di lui.
Il giorno dopo, tornata a lavoro, la protagonista scopre con incredulità come il misterioso passeggero che le sedeva accanto soltanto poche ore prima è in realtà il CEO della sua società, ossia Jack Harper.

Amore in volo

Il nome di Sophie Kinsella è noto soprattutto alle lettrici di sesso femminile, in quanto è l'autrice della fortunata saga di romanzi in rosa I love shopping, che conta a oggi dieci volumi e un'omonima trasposizione cinematografica nel 2009.
Chi quindi conosce lo stile della scrittrice sa già in parte cosa attendersi dal versante narrativo in quest'adattamento di un'altra sua opera, autoconclusiva, ovvero Sai tenere un segreto?. Ci troviamo davanti a una commedia romantica di stampo moderno, dove però i contro in quest'occasione superano di gran lunga i pro.
Il film è infatti scialbo e prevedibile, con una comicità forzata che si affida a un insistito e frequente overacting e dove il numero di gag è ridotto al minimo: a regnare nei novanta minuti di visione è un politicamente corretto a tratti insopportabile, ma con il quale probabilmente dovremo fare i conti per molto tempo nei prossimi anni.

Un film privo di idee

Con un'inclusività gratuita di etnie e orientamenti sessuali nella gestione dei personaggi secondari, una serie di risvolti narrativi via via sempre più assurdi e inverosimili e le equivoche incomprensioni che preparano il campo a quell'epilogo che tutti hanno già ben previsto, l'operazione non ha alcuno spunto d'originalità: il banale voice-over iniziale fa già presagire d'altronde l'approccio del progetto.
La regista Elise Duran, al suo esordio in un lungometraggio dopo diverse esperienze in programmi televisivi, dimostra di non aver imparato le leggi del cinema e il suo stile è anonimo e distaccato, paradossalmente manicheo nella stanca reiterazione di stereotipi visti e rivisti.

Disponibile in anteprima esclusiva nel catalogo di Amazon Prime Video, Sai tenere un segreto? non riesce a sfruttare nemmeno Alexandra Daddario e la sua prorompente bellezza, qui ridotta a una semplice macchietta in balia degli eventi e non certo figura di vanto di quel girl-power che nelle intenzioni si sarebbe voluto invece esaltare.
Il risultato è quindi un'operazione maldestra, dove non latitano soltanto le risate ma anche le emozioni, un duplice fallimento che sfigura di fronte a rom-com ben più taglienti e ispirate uscite di recente.

Sai tenere un segreto? Come spesso capita, l'amore arriva quando meno te l'aspetti, anche durante un viaggio aereo. Questo è il destino toccato alla protagonista, una giovane dipendente che nel bel mezzo di una violenta turbolenza racconta per filo e per segno i suoi segreti più intimi al passeggero vicino, ignara che questi sia il capo della sua compagnia. Sai tenere un segreto?, adattamento dell'omonimo romanzo di Sophie Kinsella, è un film nato vecchio - forse anche per via del fatto che il libro venne pubblicato nel lontano 2003 - che ripercorre tutte le dinamiche più stantie e abusate della commedia romantica indirizzata al grande pubblico. A mancare, oltre all'originalità, sono la verve comica - qui affidata soprattutto alle battute e priva di effettive gag - e il pathos, con le emozioni costruite a tavolino su una sceneggiatura scontata e prevedibile, consegnata al più canonico dei lieto fine.

4.5

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