Rogue Agent - La recluta, la recensione del film di Kai Barry

Una giovane recluta dei corpi speciali, accusata ingiustamente di tradimento, si mette sulle tracce degli assassini del suo mentore.

Rogue Agent - La recluta, la recensione del film di Kai Barry
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Il giovane Alex è da poco entrato a far parte di un gruppo di intervento speciale al servizio del governo degli Stati Uniti, stanziato in Serbia. In Rogue Agent - La recluta il ragazzo lavora nella squadra del capitano Daniel Frost, che lo ha "cresciuto" dopo che questi era stato abbandonato dal padre, un piccolo criminale che ora si trova dietro le sbarre.
Proprio per redimere il suo nome, Alex ha deciso di dedicarsi alla giustizia e il suo sogno sembra avverarsi quando il rispettato mentore, dopo diverse esercitazioni sul campo, gli assegna un ruolo in una missione di spionaggio: il protagonista dovrà fare da palo mentre i suoi colleghi, incluso lo stesso leader, compiranno uno scambio all'interno di un appartamento.

Nel bel mezzo delle operazioni però una donna entra nel caseggiato e Alex non riesce a bloccarla. Mai errore fu più grave giacché, trascorsi solo alcuni secondi, ha luogo una sparatoria in cui Frost e altri membri della squadra perdono tragicamente la vita.
Interrogato dagli altri appartenenti del team sopravvissuti, che lo ritengono un traditore, la recluta riuscirà a fuggire e inizierà le sue indagini per scovare i reali esecutori degli omicidi, trovando un insperato aiuto nella bella Anja, una coetanea del posto.

Un agente poco speciale

La seconda prova dietro la macchina da presa di Kai Barry, dopo l'inedito Juko's Time Machine (2011), è frutto di una co-produzione tra Stati Uniti e Serbia, ambientata proprio nel paese balcanico che si rivela, almeno in quest'occasione, anonimo sfondo alle vicende raccontate. L'ambientazione, dal grigio e periferico tran-tran cittadino alla parte finale che ci trasporta in aperta campagna, è però il minore dei problemi di un film privo di personalità in ogni reparto, per novanta minuti di visione che conducono inevitabilmente alla noia.
Rogue Agent - La recluta non brilla nelle componenti tecniche, con una fotografia stantia tendente a toni oscuri (gli ultimi minuti, in piena notte, restituiscono scene poco chiare), e nelle dinamiche da action/thriller, incapaci di coinvolgere dal punto di vista spettacolare, tra telefonati conflitti a fuoco e improbabili pedinamenti su quattro ruote.

Dove l'operazione mostra maggiormente le proprie debolezze è in fase narrativa, con una sceneggiatura insensata (che guarda a titoli riusciti come La regola del sospetto) dove figure anche fondamentali spuntano da un momento all'altro senza un'effettiva ragione e decidono di aiutare l'odioso protagonista (che si rende colpevole di inutili morti in maniera quantomeno ingenua e superficiale) nel tentativo di scagionarsi e scoprire i colpevoli materiali, salvo condurre a un colpo di scena che il pubblico di appassionati avrà già compreso da un pezzo.

Come nel prologo, la giovane recluta è impegnata a collegare i pezzi di un puzzle come prova di ammissione senza poi completarlo, lo stesso regista (anche autore dello script) ha imbastito una trama dove la logica esce ben presto dai binari, con i passaggi chiave mai efficaci nel suscitare quel minimo sindacale di tensione a tema per appassionare alle vicende del protagonista, interpretato dall'indiano-britannico James Floyd senza carisma, sguardo sempre spento qualsiasi situazione si prepari ad affrontare.

Rogue Agent - La recluta Un action-thriller banale e tecnicamente scialbo, vittima non solo della mesta messa in scena e degli evidenti limiti di budget ma anche di una sceneggiatura priva di senso che sballotta l'anonimo protagonista in un intrigo spionistico senza capo né coda. Rogue Agent - La recluta si trascina stancamente per novanta minuti fino all'improbabile finale, senza provocare alcuna emozione nelle pur drammatiche perdite di personaggi secondari e con una componente tensiva pressoché assente nelle dinamiche di genere. L'ambientazione grigia e monocorde, ulteriormente penalizzata da pessime scelte fotografiche, l'anonima colonna sonora e un cast che delude sotto tutti i punti di vista (la guest star Anthony LaPaglia inclusa) confezionano un prodotto ben al di sotto degli standard, senza neanche l'ausilio di un'autoironia che avrebbe potuto smussarne in chiave parodica i palesi difetti. Il film andrà in onda sabato 30 marzo alle 21.10 su RAI4 in prima visione tv.

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