Recensione Robinson Crusoe

Ben Stassen e Vincent Kesteloot rileggono in animazione il Robinson Crusoe di Daniel Defoe per proporlo attraverso un'inedita chiave di lettura.

recensione Robinson Crusoe
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Possibile che il primo best seller nella storia della letteratura occidentale non fosse mai stato portato sul grande schermo come lungometraggio d'animazione?
Stando a quanto dichiarano Ben Stassen e Vincent Kesteloot - autori, tra l'altro, di Sammy 2 - La grande fuga - sembrerebbe proprio di sì, tanto che, imbattutisi nella sceneggiatura dello scrittore americano Chris Hubbel ispirata al popolarissimo romanzo di Daniel Defoe, hanno deciso di metterne in piedi uno, a proposito di cui precisano: "La diversità in questa nuova versione di Robinson Crusoe è data dal fatto che è raccontata dal punto di vista degli animali e illustra il loro contributo alla sopravvivenza di Robinson. In termini di realizzazione, era importante stabilire una complicità con il pubblico, che già conosce alcune parti della storia. Per esempio, tutti gli eventi che precedono la prevedibile scoperta del relitto naufragato, sono stati studiati in modo che il pubblico possa gioire delle incomprensioni e delle reazioni bizzarre degli animali per l'arrivo del ‘mostro marino'. In molti film d'animazione, gli animali hanno delle caratteristiche piuttosto umane. In questo film era estremamente importante mantenere la differenza tra animali e umani".

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Infatti, sebbene il naufrago più famoso della carta stampata non manchi di approdare sulla consueta isola esotica, sono il socievole ed estroverso pappagallo Martedì e i suoi bizzarri amici ad accompagnare in maniera principale la circa ora e mezza di visione, mirata in maniera evidente a rendere protagonista la fauna parlante come vuole la tradizione di maggior successo del cinema a cartoni animati.
Fauna parlante spaziante dal martin pescatore Kiki alla maialina Rosie, passando per la capra Scrubby, il pigro camaleonte Carmello, il porcospino femmina Epi, il pangolino Pango e il cane scozzese Aynsley; fino all'arrivo dei gatti selvaggi May e Mal, intenzionati a prendere il controllo del posto.
Gatti che completano il campionario di colorati personaggi insieme ad una immancabile ciurma di pirati; man mano che risulta sempre più evidente lo scopo da parte dell'operazione di porre in evidenza l'importanza dei poteri dell'amore e dell'amicizia da sfruttare quali armi vincenti contro qualsiasi minaccia.
Privilegiando in maniera chiara una tipologia di ironia destinata agli spettatori più piccoli, ovvero coloro che maggiormente saranno in grado di apprezzare il non poco dinamico elaborato che, caratterizzato da splendidi disegni in movimento, non provvede altro che a strutturarsi sulla sequela di veloci situazioni atte a fare da script.

Robinson Crusoe Co-produzione tra Francia e Belgio, il cartoon Robinson Crusoe di Vincent Kesteloot e Ben Stassen parte dalle pagine dell’intramontabile romanzo di Daniel Defoe per riproporne il soggetto attraverso una chiave di lettura del tutto inedita, ovvero raccontandolo dal punto di vista di un simpatico manipolo di coloratissimi animali parlanti. Stratagemma tipico della cinematografia d’animazione - dalle produzioni Disney a quelle targate Dreamworks - di maggiore successo e che, come anche in questo caso, non manca di conquistare il pubblico dei bambini. Tanto che l’assemblaggio di movimentate situazioni atte quasi a sostituire la sceneggiatura si rivela probabilmente ai loro occhi un’arma vincente, capace di rapirne l’attenzione e di divertirli... mentre gli adulti intuiscono i connotati di un’operazione senza infamia e senza lode comunque caratterizzata da disegni impeccabili.

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