Recensione Ritual - Una storia psicomagica

La psicomagia di Jodorowsky in un film tutto italiano

recensione Ritual - Una storia psicomagica
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Cosa è la psicomagia?
La psicomagia cura le ferite psicologiche di un individuo, liberandolo da traumi emotivi passati. Consiste nel compiere azioni pratiche, prescritte dal terapeuta, per parlare al proprio inconscio, superando la censura della propria parte cosciente, e guarire blocchi psichici, abitudini e automatismi.
Una pratica che affonda le sue radici nelle tradizioni popolari e negli antichi rituali curativi degli sciamani e dei guaritori e che si trova al centro di Ritual - Una storia psicomagica, liberamente tratto da La danza della realtà, scritto dall'Alejandro Jodorowsky responsabile di cult surrealisti del calibro di El Topo e La montagna sacra.
I due registi Giulia Brazzale e Luca Immesi, però, precisano: "La struttura è quella di un thriller psicologico di matrice polanskiana. Supervisori alla scrittura sono Jeff Gross, uno degli sceneggiatori di Roman Polanski, Chris Vogler, autore de Il viaggio dell'eroe, e Brad Schreiber di Storytech. - Hollywood. Come risulterà palese, il nostro non è un film surrealista. Non era nostra intenzione emulare i film visionari del grande maestro cileno. Abbiamo voluto seguire, invece, un filo narrativo molto classico. Ciò nonostante, Alejandro Jodorowsky ha approvato la sceneggiatura, ha definito il film terapeutico, ci ha concesso di utilizzare il termine ‘psicomagico' per rafforzare il titolo del film e si è prestato per un cameo".

Paura e Désirée

Infatti, nel corso della oltre ora e mezza di visione il cineasta ricopre brevemente il ruolo di Fernando, defunto marito di Agata alias Anna Bonasso, appassionata di psicomagia e medicina alternativa cui ancora appare in sogno per consigliarla in merito, tanto più che è la guaritrice di uno sperduto paesino veneto.
Guaritrice cui si rivolge la nipote Lia, ovvero la Désirée Giorgetti del maledetto Morituris (del resto, il produttore esecutivo dell'operazione è lo stesso Gianluigi Perrone), dopo che ha tentato il suicidio e ha deciso di lasciare il sadico e narcisista uomo d'affari Viktor, il quale le ha imposto di abortire nel momento in cui lei gli ha rivelato di essere incinta.
Un Viktor incarnato da un Ivan"La grande bellezza"Franek non al suo meglio e che esce qui sconfitto dal confronto con la brava protagonista, la quale, ancora una volta disponibile a denudarsi abbondantemente, arriva anche ad assumere i connotati da immagine horror anni Settanta quando si trova immersa in una vasca tinta di sangue.
Mentre manifesta quasi l'intento di un omaggio al cortometraggio di Martin Scorsese The big shave il momento in cui l'uomo si taglia in più punti durante la rasatura del viso, nel mezzo di un insieme caratterizzato da una avvolgente atmosfera onirica resa con mestiere da Brazzale ed Immesi.
Atmosfera che, impreziosita anche dalla cura sfoggiata dalla fotografia di Luca Coassin, rappresenta, appunto, uno dei maggiori pregi dell'insieme, i cui difetti, invece, sono individuabili in maniera inevitabile nella tendenza ad apparire eccessivamente teatrale e non troppo chiaro, oltre che penalizzato da un tutt'altro che incalzante ritmo narrativo.
Magari, però, gli appassionati di psicomagia possono rimanerne soddisfatti.

Ritual - Una storia psicomagica Liberamente tratto da La danza della realtà di Alejandro Jodorowsky, che fa qui anche una breve apparizione, il lungometraggio diretto a quattro mani da Giulia Brazzale e Luca Immesi, però, non vuole essere un elaborato da schermo sulla scia dei cult surrealisti firmati dal cineasta cileno. Thriller psicologico e, al contempo, storia d’amore altamente drammatica, si presenta, a suo modo, quale spaccato relativo all’incomunicabilità della coppia, accompagnato da una colonna sonora per mano di Moby e Patrizia Laquidara (nel film interpreta l’Anguana). Ma, sebbene riesca nell’impresa di enfatizzare a dovere una avvolgente atmosfera da sogno (o, forse, sarebbe meglio dire da incubo), rischia di risultare piuttosto confuso e, di conseguenza, non digeribile con facilità.

5.5

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