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Ride or Die, la recensione del thriller erotico Netflix

Il regista giapponese Ryūichi Hiroki adatta il manga Gunjou realizzando un intenso thriller on the road, ricco di sfumature drammatiche.

Ride or Die, la recensione del thriller erotico Netflix
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La ventinovenne Rei ha sempre avuto paura di rivelare la sua omosessualità alla propria famiglia e vive da tempo, nascondendo il segreto, insieme alla fidanzata di alcuni anni più grande.
Un giorno la ragazza riceve la telefonata di una compagna di scuola ai tempi del liceo, Nanae, che è stata anche il suo primo amore, seppur l'altra non abbia mai ricambiato, almeno fisicamente, le sue attenzioni. Questa le propone di vedersi in una camera d'albergo con uno scopo ben preciso, che cambierà per sempre il futuro di entrambe.
Nanae infatti è vittima da tempo delle violenze del marito, un ricco uomo d'affari che in preda alla gelosia non esita a picchiarla selvaggiamente: il suo corpo è pieno di lividi e non può più sopportare una tale situazione. Per questo, conscia dei sentimenti che Rei cova ancora per lei, chiede all'amica di sedurlo per poi ucciderlo: il delitto ha luogo in maniera brutale e per proteggere l'amata da possibili accuse la neo-assassina lascia volutamente le impronte sul luogo dell'omicidio, con l'obiettivo di assumersi interamente la colpa.
Nanae, commossa da tale gesto di altruismo, le offre allora di fuggire insieme verso una destinazione senza meta: la sola cosa importante ora è restare insieme il più a lungo possibile.

Amore estremo

I primi minuti possono parzialmente ricordare uno dei cult di questa tribolata stagione, candidato a cinque Premi Oscar, ossia quel Promising Your Woman (2020) di prossima distribuzione anche nel nostro Paese.
Con il procedere della narrazione però Ride or Die prende una strada completamente diversa, e il discorso sull'emancipazione femminile e la violenza sulle donne cede progressivamente spazio alla viscerale love-story tra le due protagoniste, di cui scopriamo sempre più retroscena tramite i diversi flashback ambientati ai tempi del liceo, fornitori di importanti dettagli su ciò che ha portato agli odierni eventi filmici.
E così le due ore e dieci di visione diventano una sorta di delirante versione nipponica di Thelma & Louise (1991), con la fuga on the road che alterna momenti di leggerezza ad altri più brutali e drammatici, in un mix agrodolce capace di suscitare emozioni contrastanti.

Dalla carta allo schermo

Distribuito worldwide su Netflix come original, Ride or Die è in realtà l'adattamento del manga Gunjou, pubblicato in tre volumi - dal 2007 al 2012 - da Ching Nakamura. Rispecchia molte delle caratteristiche del fumetto, a cominciare da un minuzioso scavo psicologico delle protagoniste, legate da un rapporto di manipolazione/sottomissione ma poi prede di una passione sincera e bruciante.
E l'erotismo è in questo un elemento chiave: per quanto le scene di sesso siano solo una manciata nell'arco di tutto il film, la tensione latente che scorre tra le due ragazze è una costante dell'intero racconto, pronta a esplodere in una sequenza più che bollente nelle fasi conclusive della storia. Merito questo anche delle complementari Kiko Mizuhara e Honami Sato, in grado di dar vita a due figure intense e credibili, per le quali viene da parteggiare anche nelle decisioni apparentemente più insensate.
Ryuichi Hiroki, regista dalla lunga esperienza e più volte alle prese con l'esaltazione del corpo femminile su grande schermo, non abbandona mai le due attrici, seguendole alle spalle e concentrandosi in più occasioni sui primi piani, dando modo alle emozioni di sgorgare copiose e lasciare il segno, fino a quello scambio di sguardi finale che rimane impresso a lungo, anche dopo il termine dei titoli di coda.

Ride or Die Un film che ha molte cose da dire e le mette in scena con la corretta, prorompente energia, costruita su una tensione costante e sulla forza di un legame pronto ad affrontare ogni ostacolo. Adattamento del manga Gunjou di Ching Nakamura, Ride or Die è un passionale thriller on the road su un amore tormentato, quello tra le due protagoniste, sempre più unite dopo un delitto che cambierà per sempre le loro vite e il loro rapporto. Due ore e rotti di visione ricche di profonde sfumature, abili nel caratterizzare personaggi principali e secondari e nell'offrire un contorno credibile alla disperata fuga che ben presto caratterizza la maggior parte della narrazione. Tra brevi, ma bollenti, scene erotiche e uno scavo drammatico per niente banale, il regista Ryūichi Hiroki sfrutta al meglio il complementare fascino delle sue attrici tramite intensi primi piani e l'utilizzo dei flashback si rivela ideale per scoprire al meglio dettagli di questa tormentata love-story, sospesa febbrilmente tra desiderio e tragedia.

7

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