Rewind, la recensione del film di Jack Bender

Un'esplosione nucleare distrugge la città di New York e un team di militari e scienziati viaggia nel tempo per cambiare le cose.

recensione Rewind, la recensione del film di Jack Bender
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

La città di New York è sotto la minaccia di un ordigno nucleare prossimo a esplodere e a causare la morte di nove milioni di persone, oltre al fallout atomico che ne seguirebbe. Il governo sta cercando in ogni modo di impedire la catastrofe, con il Presidente rinchiuso in un luogo sicuro così come gli alti vertici militari. La mente dietro alla bomba è un premio nobel la cui moglie è morta da oltre 37 anni, che confida a un un agente della CIA, Shaun Knox, di aver compiuto il folle gesto per cercare di riportarla indietro.
Il luminare infatti è a conoscenza di un esperimento segreto riguardante i viaggi nel tempo e spera con le proprie sconsiderate azioni di costringere il governo a cambiare per sempre il passato. In Rewind New York viene completamente distrutta dalla deflagrazione e un mese dopo ritroviamo i sopravvissuti, Knox incluso, all'interno di una base sotterranea di massima sicurezza.
Qui trova spazio uno dei collisori di particelle più potenti al mondo e proprio all'ufficiale, che ha perso egli stesso la moglie nella devastante tragedia, e al suo collega/amico Danny Gates viene chiesto di prendere parte a una missione che li condurrà nel 1929, con lo scopo di uccidere il futuro assassino della moglie del premio nobel e riportare così tutto alla normalità. A capo della spedizione vi è la scienziata Lyndsay Bryce, conscia che qualsiasi minimo cambiamento in un'altra epoca potrebbe modificare per sempre il destino dell'umanità.

A spasso nel tempo

La tematica dei viaggi nel tempo è sempre stata sfruttata dal cinema e dalla televisione di genere, con decine di produzioni in cui un gruppo di personaggi si trova catapultato in altre epoche per diverse motivazioni. Sul piccolo schermo basti pensare a serie come In viaggio nel tempo di fine anni '80, la britannica Life on Mars e successivo remake a stelle e strisce o la più recente Timeless. Nel 2013 anche l'emittente americana NBC ha tentato di dire la propria nel relativo sottofilone fantascientifico, ma i bassi ascolti non hanno garantito un proseguo. Di Rewind è rimasto così solo il pilot, "ricatalogato" come film tv: non è in effetti difficile comprendere i motivi dietro alla cancellazione e allo scarso riscontro di critica e di pubblico, visto che almeno in questo episodio pilota sembra di trovarsi di fronte a una messa in scena e una narrazione vecchie di almeno vent'anni.
Se è vero che l'effetto nostalgia in più occasioni appare volutamente cercato, è difficile al giorno d'oggi accettare sceneggiature così ricche di buchi e incoerenze in cui la tematica del paradosso, ormai studiata nel minimo dettaglio non solo dai perfezionisti ad ogni costo, è trattata in maniera estremamente superficiale.

Errori evidenti

Dopo il breve prologo, in cui fa la comparsa come guest-star il grande regista David Cronenberg e avviene la catastrofe nucleare (lasciata ovviamente fuori campo, visti i limiti di budget), la vicenda ci accompagna direttamente al mese successivo, con numerose domande a complicare già le basi razionali del racconto. Il tutto avviene con una velocità tale da impedire qualsiasi minima caratterizzazione dei personaggi principali, i quali risultano delle macchiette a uso e consumo di un pretestuoso susseguirsi di eventi: dal giovane protagonista bianco tormentato dall'errore commesso e dalla conseguente morte della moglie, al suo collega e inseparabile amico di colore, fino alla scienziata a capo della missione, i personaggi sono semplici caricature senz'anima, destino condiviso anche con la manciata di figure secondarie che gli ruotano attorno (e con un altra guest come Jeff Fahey in un ruolo sopra le righe).
Il peggio però arriva quando i nostri vengono mandati, tramite il collisore di particelle, nella Grande Mela degli anni '30: oltre alla velocità eccessiva dell'azione, con il solito e prevedibile risvolto morale nel momento chiave, il fatto che un afroamericano vestito elegantemente passi totalmente inosservato in quel determinato periodo storico fa storcere il naso e si pone come ulteriore elemento approssimativo dei 75 minuti di visione, che si chiudono con un colpo di scena che rimette tutto in gioco e apre le porte, nelle intenzioni originali, a nuovi sviluppi mai realizzati.

Rewind Episodio pilota di una serie tv mai continuata, Rewind è stato "trasformato" in un film per il piccolo schermo parzialmente autoconclusivo. Di certo le basi narrative non avrebbero consentito molto spazio di manovra a un eventuale proseguo e già in questa genesi si celano evidenti lacune non solo dal punto di vista della messa in scena, dovute queste al basso budget e quindi più perdonabili, ma anche e soprattutto in una narrazione che tira in ballo i viaggi nel tempo senza una precisa logica, con le tematiche del paradosso che vengono totalmente ignorate in favore di un finale riconciliante. Incongruenze e inverosimiglianze in serie, personaggi di cartapesta e uno sguardo fintamente nostalgico che vorrebbe riportare a galla, senza successo, atmosfere tipiche degli anni '90 caratterizzano la visione, con le sole partecipazioni di Jeff Fahey e David Cronenberg a infondere un po' di verve al racconto. Il film andrà in onda giovedì 21 marzo alle 21.10 su MEDIASET ITALIA 2.

4.5

Che voto dai a: Rewind

Media Voto Utenti
Voti: 3
4.3
nd