Replicas recensione: Keanu Reeves in uno sci-fi insufficiente

Jeffrey Nachmanoff dirige uno sci-fi ricco di forzature narrative, nel quale uno scienziato cerca di riportare in vita la sua famiglia.

Replicas recensione: Keanu Reeves in uno sci-fi insufficiente
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Fin dove ci si può spingere per amore? E si possono sorpassare i confini etici per far rivivere le persone care? Tra sentimentalismo e fantascienza, Replicas - in onda mercoledì 2 febbraio alle 21.20 in prima visione tv su Rai 2 - ha provato a inserirsi nel filone di quella sci-fi umanista così tanto in voga nel nuovo millennio, che cerca di coniugare emozioni e spunti di genere (potete trovare qui I migliori film sci-fi del 2020, da Underwater a High Life). Non sempre è facile sublimare un equilibrio e non tutti si chiamano Cristopher Nolan o Denis Villeneuve che, rispettivamente con Interstellar (2014) e Arrival (2016), hanno offerto visioni del tutto uniche e perfettamente sospese tra le due relative anime (recuperate qui la nostra recensione di Interstellar e la recensione di Arrival).

Se proprio vogliamo trovare una sorta di paragone, almeno per ciò che concerne l'impostazione iniziale, con il quale Replicas può confrontarsi ecco il meno riuscito Transcendence (2014), nel quale un improbabile Johnny Depp caricava la propria coscienza all'interno di un computer senziente (un titolo mediocre, come scrivevamo nella nostra recensione di Transcendence). Anche in questo caso ci troviamo infatti di fronte ad un trasferimento di memoria - e forse qualcosa di più - ma se ad affrontare questa sorte non è il protagonista Keanu Reeves, bensì la sua numerosa famiglia...

Replicas: uno per tutti, tutti per uno

La famiglia di William Foster (Keanu Reeves) è composta dall'amorevole moglie Mona e dai figli Sophie, Matt e Zoe, che lo scienziato ama con tutto se stesso. L'uomo lavora alle dipendenze della Bionyne Corporation, una compagnia tecnologica con sede a Porto Rico che sta tentando di trasferire le menti di soldati deceduti in indistruttibili corpi robotici da usare in combattimento.

William vorrebbe che il suo lavoro fosse sfruttato per fini medici, con l'obiettivo di sconfiggere definitivamente la morte e offrire una seconda chance a chi ha perso la vita prematuramente, e non sa che questa sua volontà lo riguarderà ben presto molto da vicino. Una sera infatti, mentre si trova alla guida della sua auto, William perde il controllo del mezzo e tutta la sua famiglia perde tragicamente la vita: lui, unico sopravvissuto, decide di riversare le coscienze dei propri cari in mappe neurali da impiantare poi in dei cloni.

Con l'aiuto dell'amico e collega Ed e tenendo all'oscuro il boss della compagnia, il protagonista riesce nell'intento ma è costretto, per la mancanza di involucri clonabili, a sacrificare una delle figlie, Zoe: essa non verrà "ricreata" e sarà anche cancellata dai ricordi di Mona e degli altri figli. Inizialmente tutto sembra procedere per il meglio, ma la situazione finirà inevitabilmente per complicarsi...

Né anima, né cervello

Stephen Hamel vantava da lungo tempo una collaborazione di reciproca fiducia con Keanu Reeves, per il quale aveva già scritto due cortometraggi e altrettanti film - la commedia Henry's Crime (2010) e il thriller Siberia (2016) - nonché co-prodotto il primo capitolo di John Wick. E Replicas, uscito nel 2019, segna una nuova partnership tra i due anche se di certo non è la più riuscita, come anche confermato dal flop al botteghino.

I bassi incassi vanno una volta tanto di pari passo con l'effettiva qualità della pellicola, visto che ci troviamo davanti ad un'operazione poco credibile e ricca di buchi narrativi, mai in grado di tenere salda la presa sullo spettatore e anzi spesso involontariamente ridicola. Un fatto assai grave in una storia che si vorrebbe ricca di sfumature drammatiche all'interno del suo contesto tipicamente fantascientifico, tanto da porre molteplici quesiti sull'esistenza dell'anima e sui limiti morali oltre i quali ci si può spingere.

Peccato che questi spunti ricchi di potenzialità vengano declinati in una sorta di macabra farsa, dove le reazioni dei personaggi risultano assurde in più occasioni - la consapevolezza di essere una sorta di "clone risorto" non porta effettivi cambiamenti psicologici nei relativi protagonisti, che accettano la situazione come fosse la normalità - e la resa dei conti finale cede prima alle vie dell'action e poi ad altre più ironiche nell'epilogo, confermando qualora ce ne fosse ancora bisogno il senso di inadeguatezza e improvvisazione che permea i cento minuti di visione.

Keanu Reeves - avete già visto online i primi 10 minuti di Matrix Resurrections? - si muove senza eccessiva convinzione, sballottato tra eventi sempre più forzati e che sembrano scollegati tra loro, in una sceneggiatura che varia tra toni e atmosfere senza una precisa identità, tanto che dopo la prima mezzora si ha l'impressione che sia tutto andato fuori controllo.

Replicas Una sorta di clone senz'anima che pesca a piene mani da altre produzioni a tema, sorta di specchio del destino toccato ad alcuni dei personaggi principali. La famiglia del protagonista infatti viene "resuscitata" in corpi nuovi di zecca, con la coscienza ivi impiantata tramite apposite mappe neurali. Ovviamente non tutto andrà come previsto... Replicas nasce come progetto ambizioso ma palesa fin dal suo incipit delle lacune evidenti: il tentativo di coniugare istinti drammatici e dilemmi morali a tematiche fantascientifiche è qui vittima di una sceneggiatura povera di idee e contenuti, mai capace di affrontare con il giusto spessore degli argomenti così complessi. Anche dal punto di vista della messa in scena il film risulta debole e improvvisato, con Keanu Reeves che si muove spaesato in un contesto ricco di forzature e a tratti involontariamente ridicolo. Il film andrà in onda mercoledì 2 febbraio alle 21.20 su Rai 2 in prima visione tv.

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