Recensione Red Faction: Origins

Il tv-movie ispirato all'omonimo videogioco

recensione Red Faction: Origins
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Con ben quattro titoli all'attivo, la saga videoludica di Red Faction è sicuramente tra le più amate nel genere degli FPS. Il successo dei videogame è stato tale da spingere nel 2011 Universal Cable Productions e UFO film a produrne un tv-movie, trasmesso in USA su Syfy e in programma in prima visione italiana sabato 21 febbraio allle 23 su ITALIA2, dal titolo Red Faction: Origins. Il film, che ripercorre gli eventi accaduti tra Red Faction: Guerilla e Red Faction: Armageddon, è diretto dal regista televisivo Michael Nankin (dietro la macchina da presa per episodi di Battlestar Galactica e CSI) e vanta un cast di volti giovani e perlopiù sconosciuti dalle nostre parti (Brian J. Smith, Danielle Nicolette, Tamzin Merchant e Devon Graye) con l'unica eccezione della guest star Robert Patrick, ben caro agli amanti del cinema di fantascienza per aver interpretato il leggendario T-1000 di Terminator 2 - Il giorno del giudizio.

Fazioni in lotta

Red Faction: Origins ha inizio venticinque anni dopo la rivoluzione. Alec Mason, che un tempo era stato un vero e proprio eroe, è ora diventato un ubriacone incapace di dimenticare la morte della moglie e il rapimento della figlia. Jake Mason, suo figlio, è invece diventato uno dei più rispettati tenenti dei Coloni e viene inviato in missione per recuperare dell'importante materiale tecnologico abbandonato sul relitto di una nave spaziale precipitata nel deserto. Giunto sul posto, Jake si imbatte in un gruppo di soldati mascherati e tra di essi riconosce la sorella scomparsa molti anni prima. Determinato ad ogni costo a riportarla a casa, Jake disobbidisce agli ordini e con l'aiuto della bella hacker Tess si imbarca in una pericoloso viaggio nella terra dei Marauder, scoprendo che un misterioso gruppo militare (al quale appartiene ora anche la stessa sorella ritrovata) sta ordendo un complotto che potrebbe scatenare una nuova guerra tra le fazioni di Marte.

Origins

Criticato dai fan del videogioco per le eccessive libertà prese in fase di sceneggiatura, Red Faction: Origins è sicuramente un prodotto ingenuo e approssimativo che però, rispetto a produzioni similari, riesce a farsi guardare per la sua ora e mezza di durata senza troppi patemi. Questo non vuol assolutamente dire che ci si trovi dinanzi ad un bel film: se infatti il plot, per quanto ricco di forzature in più passaggi illogiche, mantiene una certà dignità narrativa, il comparto tecnico strappa in più di un'occasione delle risate involontarie. Il budget ridotto obbliga infatti il regista a lesinare sugli effetti speciali, limitati ad una manciata di minuti, e ad optare per un'ambientazione perlopiù costruita su un susseguirsi di spazi chiusi che non rendono giustizia alle potenzialità dell'ambientazione originaria. Difetto che è ben palese anche nello sviluppo dei rapporti tra i personaggi, non sempre così naturale, e nell'inadeguatezza delle sequenze di azione. Salvano in parte le negligenze la discreta colonna sonora, una certa vena citazionista (echi di Dune e, nel finale, di Armageddon) e l'onesta performance di Robert Patrick, unico membro del cast a risultare abbastanza credibile.

Red Faction: Origins Mediocre ma non del tutto inguardabile, Red Faction: Origins non ha trovato gli elogi né dei fan né della critica, mostrandosi con tutti i suoi limiti da b-movie di produzione televisiva. Con una sceneggiatura salvabile nel plot familiare che fa da sentiero trainante per la narrazione ma assai deficitaria nel contorno e una messa in scena limitante che non sfrutta appieno il fascino dell'ambientazione, la visione rimane comunque più piacevole di molte produzioni similari grazie ad uno stile da sci-fi di genere non del tutto da buttare.

5

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