Recensione Ragazze a mano armata

Fabio Segatori tenta di omaggiare gli action movie ironici di Hong Kong tramite una pellicola volta a miscelare crime e comedy g

recensione Ragazze a mano armata
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Leggendo il titolo, sorgerebbe immediatamente spontaneo pensare ad un Romanzo criminale (2005) in gonnella, ma, a partire dal fatto che il primo che vediamo in scena è il comico Nino Frassica impegnato a preparare cannoli siciliani, risulta immediatamente chiaro che il terzo lungometraggio cinematografico diretto da Fabio Segatori - autore di Terra bruciata (1999) e Hollywood flies (2005) - tenda tutt'altro che a prendersi eccessivamente sul serio.
Fin dai primissimi minuti di visione, infatti, è impossibile non avvertire una voluta venatura ironica nella vicenda che ha per protagoniste Stella, Emma e Gioia, le quali, oneste ragazze di Corleone che convivono a Messina rispettivamente interpretate da Giovanna Verdelli, Federica"Nuovomondo"De Cola e Giovanna D'Angi (proveniente dalla rappresentazione teatrale Hairspray), vedono improvvisamente cambiare le loro vite, tormentate da bollette da pagare e sfratto imminente, dal momento in cui decidono di mettere in affitto una stanza.
Perché, in mezzo ai tanti candidati aspiranti ad occupare il posto, alla porta di casa si presenta Bea, ovvero Karin"Boris - Il film"Proia, elegante signora veneta che non sanno essere in fuga dal violento ex Michelangelo alias Piero Maggiò, che la perseguita.

Le manze criminali

Quindi, sembra quasi una variante tutta al femminile di Universitari - Molto più che amici (2013) di Federico Moccia quella che si presenta agli occhi dello spettatore prima che le tre protagoniste, credendo morta la donna improvvisamente scomparsa dopo essere stata investita da un tir a loro insaputa, scoprono all'interno della sua stanza un borsone contenente un milione di euro.
Scoperta che le porta a cominciare a darsi allo shopping sfrenato, fino al momento in cui non solo bruciano accidentalmente l'intero malloppo, ma la sua proprietaria si ripresenta accompagnata proprio da Michelangelo, il quale intende riappropriarsi dei soldi.
Ed è da qui che le tre si trovano costrette ad apprendere dalla coinquilina l'arte della criminalità per poter mettere a segno insieme a lei una rapina finalizzata a riottenere il denaro andato in fumo; mentre a complicare la situazione provvede anche Filippo, ossessivo fidanzato di Emma con le fattezze di Massimiliano Frateschi.
Però, dichiaratamente ispirato a determinati action movie a tinte umoristiche sfornati dalla produzione di Hong Kong, quello che possiede tutte le potenzialità per potersi trasformare in un vero e proprio cult del trash a causa della bizzarra scelta di accorpare due tipologie di spettacolo su celluloide piuttosto distanti, finisce per miscelarle decisamente male, dilungandosi in maniera eccessiva nel corso della prima parte, per poi tirare via frettolosamente la seconda.
Con la risultante che, sebbene il regista sfrutti al meglio i pochissimi mezzi a disposizione, ci si diverte poco ed annoia molto... rischiando, oltretutto, di lasciar emergere una morale alquanto ambigua e pericolosa.

Ragazze a mano armata Affiancato in fase di sceneggiatura dalla moglie Paola Columba, Fabio Segatori tenta di omaggiare gli action movie ironici di Hong Kong tramite una pellicola volta a miscelare il filone giovanilistico nostrano con quello delle rapine e dei criminali. Ulteriormente penalizzato da una recitazione il più delle volte non convincente, però, il risultato è un miscuglio di generi talmente fiacco da non riuscire a funzionare neppure per quanto riguarda il divertimento tipico di operazioni volutamente trash.

4.5

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