Recensione R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà

Ryan Reynolds e Jeff Bridges sono i poliziotti dell'Aldilà

Recensione R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà
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Quella di Nick Walker è la classica vita del poliziotto d'azione americano: grossi rischi e stipendio basso, di quelli che non ti permettono di volare alto con la fantasia al momento di metter su famiglia. Ecco che, quindi, l'ipotesi di racimolare qualcosa trafugando dell'oro ricettato insieme a un collega non sembra poi così disonesta. Ma che succede se poi le cose vanno storte e ci si ritrova con una pallottola in petto e diverse questioni irrisolte nella propria, morente, vita? Be', nell'universo tratteggiato dal fumettista e sceneggiatore (suo il Demolition Man con Sly Stallone) Peter Lenkov dopo la morte tocca a tutti noi il giudizio celeste... ma i poliziotti migliori possono essere temporaneamente riassegnati al servizio sulla Terra a scontare i propri peccati, dando la caccia ai Deados, spiriti erranti e demoniaci che cercano di scappare ai reami ultraterreni a cui dovrebbero appartenere. Nick si ritrova così a far squadra con un vecchio sceriffo del West dai modi molto spicci, Roy Powell, per fronteggiare una minaccia potenzialmente apocalittica... tenetevi forte, perché quelli dell'R.I.P.D. (Rest In Peace -Police- Department) non vanno certo per il sottile!

Noi redivivi... loro redimorti!

Salvate i cinecomics da Ryan Reynolds. Questo è il disperato appello che verrebbe da urlare dopo la visione di R.I.P.D. Intendiamoci, se questo film (o i precedenti cinefumetti a cui ha preso parte) sono stati dei flop la colpa non è -solo- sua, chiaro, ma viene quasi da pensare che... la sua presenza non porti bene, diciamo. A parte gli scherzi: dopo l'irrisolto terzo capitolo di Blade (Trinity), il peggior X-Movie di sempre (Le origini - Wolverine) e il fallimentare Lanterna Verde il faccione da bambacione del nostro caro Reynolds torna sui grandi schermi in un nuovo film tratto da un fumetto, che riesce nella poco ridente impresa di scontentare tutti. In realtà RR è anche in parte e fa quel che può, nei limiti del suo mestiere e di quello che gli permette il copione. Ma, al di là degli effetti visivi da film tv, il vero problema di R.I.P.D. è la sceneggiatura: stantia, piena di idee riciclate e intuizioni mancate, non appassiona ed è priva di mordente, oltre che di logica. Il film è difatti pieno di incongruenze e situazioni poco sensate, e a poco servono le oneste interpretazioni dei sempre bravi Jeff Bridges e Kevin Bacon e della bella Mary-Louise Parker.

R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà Robert Schwentke, che già aveva portato al successo un comic book poco noto (il RED della Wildstorm) nel 2010 sfruttando un cast all-star, non riesce a bissare con il Men in black della Dark Horse, realizzando un film scialbo e di scarso interesse. La pellicola punta tutto sull'impatto visivo, con visuali e fotografia da third person shooter in molte scene, ma risulta poco coinvolgente per via di uno script discretamente pasticciato, a cui non possono che metterci le pezze gli attori coinvolti, in ruoli poco originali ma a loro congeniali.

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