Venezia 2011

Recensione Questa storia qua

Ben realizzato il biopic su Vasco Rossi

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Quasi sessant'anni fa, il 7 febbraio del '52, nasceva uno dei cantautori italiani più popolari e di successo di sempre: Vasco Rossi. Anche chi non apprezza particolarmente la sua musica (o, addirittura, non si interessa al panorama musicale in generale) conosce le sue canzoni, la sua sempreverde voglia di mettere in musica i suoi pensieri, e probabilmente diversi accenni alla sua travagliata vicenda privata, che si districa tra guai con la giustizia e problemi di dipendenze varie.
Solo i fan, tuttavia, conoscono tutte le sfaccettature del personaggio, i suoi esordi, le sue origini, in realtà molto più interessanti degli accadimenti gossippari degli anni della notorietà.
I giovani registi Alessandro Paris e Sibylle Righetti hanno così deciso di regalare al pubblico italiano un documentario dedicato al Blasco dall'ambivalente funzione: i fan potranno godere di un nuovo, organizzatissimo, documento filmato e spesso inedito, mentre i neofiti potranno conoscere un Vasco a loro poco noto, e farsi una personale idea della sua formazione e della strada intrapresa per diventare la figura controversa che è ora.

Il rock da' l'idea che tutti ce la possiamo fare

Tramite un accurato lavoro di ricerca e selezione di foto, ma soprattutto di documenti filmati inediti, oltre che di testimonianze esclusive, il duo Paris e Righetti ci riporta indietro di trent'anni, mostrandoci gli esordi e le fonti di ispirazione di Vasco, ma soprattutto il contesto in cui è fiorito il mito. Crediamo che mai prima d'ora un biopic su un musicista si sia soffermato tanto sul mondo attorno al soggetto del documentario più che sul soggetto stesso, e la cosa è in sé sia un pregio che un difetto. Un difetto, se quello a cui si è interessati è, aridamente, un personaggio da idolatrare: ma un notevole pregio se invece si è interessati al 'dietro le quinte'. Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna, si suole dire, e dietro il cantautore di Zocca c'è un fertilissimo humus paesano da scoprire. Vengono esplorati la giovinezza, gli esordi, il periodo dell'avventura radiofonica, fino ai primi successi. Il tutto, naturalmente, condito da alcuni dei pezzi più celebri del cantante, da Alba Chiara a Sally, finendo per l'inedito I soliti.

Questa storia qua Ci aspettavamo una poco originale, e decisamente commerciale, agiografia su un personaggio dello spettacolo italiano che ultimamente è tornato a far molto parlare di sé, nel bene e nel male. E invece, quello che è stato presentato, con grande successo di pubblico, a Venezia 68 è un lavoro confezionato con cura, un approccio originale e un buon montaggio, che non si sofferma tanto sul mito (facile -e poco meritevole- sarebbe stato ripercorrere solo le tappe del successo) quanto sulle scelte operate da Vasco e da tutte le persone che gli sono state più o meno vicine negli anni. Certo, i lati oscuri del personaggio non sono, volutamente o meno, esplorati a dovere, ma lasciamo ad altri fare le pulci in maniera forse 'molesta' al Blasco nazionale. Dopotutto, sono già i fatti stessi narrati nel documentario a parlare da sé, e a descrivere la parabola di un grande talento giovanile che, una volta arrivato al successo, ha perso la bussola. Forse per insicurezza, forse per ingenuità. Caratteristiche che invece diremmo estranee ai due, giovani quanto bravi, registi di Questa storia qua.

6.5

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