Recensione Quell'idiota di nostro fratello

Tre sorelle e un combinaguai!

recensione Quell'idiota di nostro fratello
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"Mi ha sempre interessato il modo in cui le persone si comportano in maniera autodistruttiva o ridicola; secondo me, una delle verità che la storia mette in evidenza, in maniera molto divertente, è il modo in cui le persone incolpano per i loro errori quelli che sono più vicini. Lo facciamo tutti con quelli a cui vogliamo bene; so per certo di averlo fatto anche io in passato".
Parole di Evgenia Peretz, sceneggiatrice insieme a David Schisgall di quella che, in termini di tempo, è l'ultima commedia incentrata sul tema della famiglia disfunzionale, offrendo una prospettiva attuale sul modo in cui i diversi membri interagiscono e si sforzano di tirar fuori il meglio l'uno dall'altro, a dispetto delle loro differenze.
Al timone di regia Jesse Peretz, il cui curriculum prevalentemente legato al piccolo schermo include anche il lungometraggio Il maggiordomo del castello; interpretato nel 2001, tra gli altri, dallo stesso Paul Rudd che, conosciuto dai seguaci dell'horror per essere stato protagonista a metà anni Novanta di Halloween 6: La maledizione di Michael Myers e divenuto a terzo millennio appena cominciato uno dei volti fissi della risata su celluloide a stelle e strisce, ritroviamo qui nel ruolo del fratello idiota del titolo, con tanto di barba incolta e capelli lunghi.

Rudd il selvaggio

Ned Rochlin, precisamente, il quale, fattosi convincere da un poliziotto in uniforme a vendergli della marijuana, una volta uscito di prigione si ritrova sbattuto fuori dalla fattoria organica in cui viveva dalla fidanzata Janet alias Kathryn"Il dittatore"Hahn, che si rifiuta anche di dargli in custodia il suo amatissimo cane Obi Wan Kenobi (!!!).

Senza casa e lavoro, prima rischia di dover condividere lo stesso tetto con la madre Ilene, con il volto di Shirley Knight, poi, nella speranza di trovare un impiego part-time e di guadagnare abbastanza denaro per riprendersi il suo cane, decide di andare a stare dalla sorella maggiore Liz, interpretata dalla Emily Mortimer di Lars e una ragazza tutta sua, madre iper agiata di due bambini e sposata con il presuntuoso documentarista Dylan, ovvero lo Steve Coogan di Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini.
Però, non solo le mette in subbuglio la vita, ma arriva a combinarne delle belle anche alle altre due sorelle Miranda e Natalie, rispettivamente con le fattezze della Elizabeth Banks di Hunger games e della Zooey Deschanel di (500) giorni insieme: la prima giornalista in carriera che lavora per Vanity fair, la seconda caratterizzata da un passato da ragazza sessualmente scatenata e che porta avanti una relazione con l'avvocatessa Cindy, incarnata da Rashida Jones.

Svegliati Ned

Inutile precisare, allora, che i circa novanta minuti di visione puntino in maniera principale a generare comicità attraverso le imbranate imprese di Ned, il quale, nonostante le sue buone intenzioni, sembra sempre dire o fare la cosa sbagliata al momento sbagliato.
L'insieme, infatti, un po' come avvenuto nei primi due lungometraggi cinematografici interpretati dal nostro Checco Zalone, che scombussolava con tutto il suo candore da uomo del Sud Italia l'apparentemente tranquillo quotidiano vivere del Nord dello stivale tricolore, viene giocato sull'ingenuo comportamento del protagonista, sempre destinato a generare situazioni imbarazzanti.

Quindi, tra esilaranti momenti riguardanti le imprese fedifraghe di Dylan e diverse battute sfruttate al momento giusto, Ned non finisce per rappresentare altro che l'inconsapevole sincerità destinata a smascherare i difetti e l'ipocrisia celati da quello che dovrebbe essere il lindo universo borghese
Ma non è da sottovalutare neppure l'osservazione della succitata sceneggiatrice: "Tutti noi conosciamo tantissimi newyorkesi simili alle sorelle di Ned, persone che desiderano ardentemente qualcosa, che cercano costantemente di ottenere ciò che vogliono ma non sono mai felici. Cosa accade quando arriva qualcuno che non ha quegli stessi obiettivi, che non è per niente competitivo o sospettoso, e che sembra davvero felice? Come reagiscono questi personaggi di fronte a una cosa del genere? E' una dinamica davvero divertente".
E, alla fine, pur senza eccellere, si ride a sufficienza... fino alle gag sul set poste nel corso dei titoli di coda.

Quell'idiota di nostro fratello Facente parte della schiera di volti noti della commedia su celluloide a stelle e strisce d’inizio XXI secolo, Paul Rudd - interprete di Role models (2008) e I love you, man (2009) - incarna un ingenuo personaggio che vede il lato positivo in ogni situazione e il meglio in tutte le persone che incontra, ritrovandosi spesso nei guai e facendovi trovare anche le sorelle. Il regista Jesse Peretz non sempre riesce a tenere alta l’attenzione dello spettatore, ma i novanta minuti di visione, in fin dei conti, scorrono via in maniera piacevole, grazie a diverse occasioni per sorridere e alla buona prova del nutrito cast.

6

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