Torino 2015

Recensione Quel fantastico peggior anno della mia vita

Vincitrice Premio del pubblico e del gran premio della giuria al Sundance Film Festival 2015, Quel fantastico peggior anno della mia vita è una commedia fresca e intelligente sul complesso universo della crescita e sul dolore della separazione.

Recensione Quel fantastico peggior anno della mia vita
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Greg Gaines (Thomas Mann) è un adolescente introverso e solitario, che si appresta a portare a termine il suo ultimo anno di liceo nella maniera più anonima possibile, certo che anche la cotta per una sexy compagna di classe cadrà nel vuoto, e ‘schiacciato' per l'ennesima volta dal fascino inarrivabile delle coetanee di grido. All'interno di un'esistenza piuttosto sottotono, la sua unica attività ricreativa sono i numerosi filmini - rivisitazioni perlopiù parodistiche di grandi titoli del cinema (Eyes Wide Butt, Hairy Old and Mod e tantissimi altri) - che Greg realizza insieme al suo amico Earl. Una carrellata di invenzioni cinematografiche che lo vedono sempre protagonista insieme al suo amico di riletture improbabili ma assai creative e divertenti. Infine, ci sono le richieste di sua madre, che desidererebbe vederlo compilare il prima possibile la sua domanda di ammissione all'università, e che lo vorrebbe vedere impegnato in qualcosa di utile, costruttivo. Quando a una compagna di scuola, Rachel, verrà diagnosticato un tumore, la madre di Greg costringerà il figlio ad avvicinarsi alla ragazza per sostenerla in un momento così delicato. Inizialmente restio, il ragazzo si lascerà poi convincere ad affrontare quello che sarà l'inizio di un'amicizia forzata (doomed friendhip) che lo aprirà a un nuovo modo di vivere gli affetti, e la vita. Sarà un anno del tutto particolare che lo farà maturare più dell'anno precedente e forse anche più della somma degli anni passati, tanto che nella sua biografia passerà alla storia come Quel fantastico peggior anno della mia vita (nella versione originale Me & Earl and the dying girl).

Esistere, e resistere agli urti della vita

Commedia dolce-amara sui turbamenti di un'adolescenza costretta a crescere in fretta, osteggiata ma reattiva, inquadrata nella capacità di portare a casa la lezione della vita. Reagire al trauma di una malattia precoce o all'inquietudine di un'asocialità consapevole, poi sfogata in un'artisticità originale e ispirata. Simile per tematica a quelle tante pellicole che hanno fatto del binomio adolescenza-malattia il loro cuore narrativo (l'ottimo L'amore che resta di Gus Van Sant, ma anche il più canonico Colpa delle stelle), Quel fantastico peggior anno della mia vita diretto da Alfonso Gomez-Rejon e sceneggiato da Jesse Andrews (autore del romanzo omonimo cui s'ispira il film), spicca per la verve di una scrittura brillante e l'ampio raggio di idee, trovate, che arricchiscono la storia di questa amicizia necessaria e speciale, tenera e malinconica. Come la rielaborazione di titoli storici della settima arte che vive nei vivaci lavori realizzati da Greg ed Earl, in una chiave citazionista ed escapista propedeutica a quello che sarà poi il lavoro più importante realizzato dai due amici, di elogio e commiato alla loro amica. Commedia che ha tutti gli ingredienti tipici del cinema indie (vincitrice non a caso del premio del pubblico e del gran premio della giuria al Sundance Film Festival 2015) e che cavalca con tenerezza e armonia il tempo storico di una sintonia tra tre ragazzi dotati di una maturità adulta, presto consapevoli di dover guardare oltre (la vita e la morte) per provare a conoscere davvero il proprio prossimo. Perché (citando sempre Van Sant) l'amore che resta è il solo mezzo per comprendere davvero chi se ne va.

Quel fantastico peggior anno della mia vita Premio del pubblico e del gran premio della giuria al Sundance Film Festival 2015, Quel fantastico peggior anno della mia vita (Me & Earl and the dying girl) è una commedia fresca e intelligente sul complesso universo della crescita e sul dolore della separazione. Sostenuta dall'ottima sceneggiatura di Jesse Andrews e da un giovane e brillante cast (Thomas Mann, RJ Cyler, Olivia Cooke), la commedia di Alfonso Gomez-Rejon è una carrellata di momenti chiave e immagini simbolo sull'arte di esistere e di resistere agli urti della vita sfruttando i propri talenti e il proprio profondo, spesso inconsapevole amore per la vita.

7.5

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