Quando arriva l'amore, la recensione del film con Sharon Stone

In questa commedia romantica raccontata da un'ottica femminile, Sharon Stone è una donna di mezz'età alla ricerca del vero amore.

recensione Quando arriva l'amore, la recensione del film con Sharon Stone
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Solo qualche settimana fa i giornali e le riviste di gossip di mezzo mondo hanno rilanciato la notizia che Sharon Stone era stata bannata da un'app di incontri poiché il suo profilo era ritenuto, erroneamente, fake. Lo scoop, salito alla ribalta per "denuncia" da parte della stessa attrice, ha chiamato a raccolta pretendenti d'eccellenza come Simu Liu, star asiatica del prossimo film Marvel Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings (2021), che hanno invitato il sex-symbol degli anni '90 a incontri galanti.
Il perché di questo breve preambolo a introduzione della recensione è dovuto al fatto che il personaggio interpretato dalla popolare attrice in Quando arriva l'amore, qui oggetto d'analisi e girato in tempi recenti - nel 2017 - pare avere molti punti in comune con la vita privata della stessa, come stiamo per scoprire assieme.

Sharon Stone anno dopo anno

La Stone veste i panni di Senna Berges, donna nella seconda metà dei quarant'anni che non ha ancora messo la testa a posto e, grazie al suo fascino, trascorre frequenti e passeggere notti di passione con aitanti ragazzi molto più giovani di lei. Senna, stilista di moda, continua la sua vita sregolata tra molteplici avventure e cambi di lavoro, fino a quando, nel giorno del quarantaseiesimo compleanno (in originale non a caso il film è conosciuto anche con il titolo alternativo A Little Something for Your Birthday), non conosce il coetaneo Adam, che al momento frequenta la sua migliore amica Darla.
Tra i due scatta un immediato colpo di fulmine ma il rapporto tarda a uscire da accenni platonici, con i mesi che trascorrono fino a quando la coppia non si forma ufficialmente. Ma anche quando l'idillio d'amore sembra finalmente completo, le insicurezze di Senna porteranno a equivoci e incomprensioni che rischiano di rimettere tutto in gioco.

Un amore telefonato

Come successo in altri casi, i titoli derivanti da sceneggiature inserite nella black list (la lista annuale che include i migliori script non ancora realizzati) e riprese negli anni futuri finiscono per deludere le attese. Quando arriva l'amore è il perfetto esempio di occasione sprecata o, forse, di sopravvalutazione di quanto realmente scritto su carta, giacché nei novanta minuti di visione si assiste a sequenze prevedibili e molto convenzionali, che non rendono giustizia al talentuoso cast.
La narrazione procede nel corso di alcuni anni, con i diversi periodi temporali che si spostano in avanti in concomitanza con i relativi compleanni della protagonista, una donna matura con l'animo da ragazzina insicura. Questa continua alternanza impedisce un corretto percorso di formazione, nascondendo di fatto quanto accade nei restanti undici mesi di ogni periodo: il concentrarsi degli eventi chiave in un così limitato numero di giorni rende le diverse svolte e gli attigui colpi di scena forzati e poco verosimili.

La regista e sceneggiatrice Susan Walter è qui al suo esordio dietro la macchina da presa dopo aver lavorato come assistente della seconda unità per titoli come Una pallottola spuntata 33 1/3 - L'insulto finale (1994) e Alien - La clonazione (1997). Tenta di infondere verve e ritmo all'insieme ma finisce per aggiungere ulteriore confusione, come con gli approcci alla quarta parete. Qui i membri del cast si rivolgono in camera direttamente al pubblico, ma i tentativi di questo "sfondamento" appaiono tanto velleitari quanto inutili ai fini del racconto.
L'unico segno distintivo del film rimane l'intatto fascino della Stone che, quasi sessantenne ai tempi delle riprese, mostra un fisico ancora invidiabile, con tanto di partita a beach-volley inserita ad hoc per esaltare l'intramontabile bellezza dell'attrice.

Quando arriva l'amore La sensualità di una Sharon Stone, che sembra non risentire del peso degli anni, rimane l'unico punto di parziale interesse di una produzione altrimenti anonima e superflua, ennesimo aggiornamento della classica storia incentrata su una donna di mezz'età "sciupamaschi" e zitella. Quando arriva l'amore è troppo fiacco nei sussulti emotivi, con un romanticismo tirato per i capelli fino al più che ovvio e prevedibile epilogo, gratuito nei suoi forzati eccessi comici, nei quali vengono sprecate anche comprimarie di lusso quali Famke Janssen ed Ellen Burstyn. E, nello stanco e ciclico scorrere temporale seguito dalla narrazione, il coinvolgimento nei confronti dei personaggi risulta ovviamente castrato.

4.5

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